Pizza: si può mangiare senza ansie anche una volta alla settimana

Con qualche accorgimento la pizza può far parte di regime di sana alimentazione mediterranea senza troppi problemi

Mille gusti, mille versioni e mille domande sulla pizza, uno dei piatti più consumati al mondo e, dal dicembre 2017, proclamata anche patrimonio dell’umanità dall’Unesco. A risponderci è la nutrizionista Emma Balsimelli.

Può essere considerato un piatto unico e completo?

C’è l’errata convinzione che la pizza sia da evitare: in realtà, è un esempio di piatto mediterraneo che può essere inserito in un regime di sana alimentazione indicativamente anche una volta a settimana. Una pizza di 200 grammi contiene circa 8 grammi di proteine, 8 di grassi e 74 di carboidrati: sebbene un poco sbilanciata a favore dei carboidrati, è un piatto che può sostituire un pasto completo.

Poi c’è pizza e pizza, in base allo spessore e soprattutto ai condimenti: per una pizza media si va dalle 600 calorie di una margherita alle 1000 di una quattro formaggi o di pizze condite con würstel o salumi che aumentano anche l’apporto di grassi.

In forma e in salute con la pizza: è possibile?

Con qualche accorgimento, sì: per i condimenti, la parola d’ordine è meno grassi e più verdure che aggiungono nutrienti e sapore con poche calorie. Le circa 150/200 calorie della mozzarella possono essere ridotte, dimezzandone la quantità, senza rinunciare del tutto al suo gusto.

Una pizza più sottile inoltre, assicura un risparmio calorico fino a 200 calorie, ha una migliore digeribilità e un più elevato potere saziante, soprattutto se fatta con farina integrale. Si può completare il pasto con una macedonia o un frutto, evitando altri sfizi ricchi di grassi e calorie come supplì, patatine o il fatidico dolce.

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