L’elleboro, la rosa di Natale

Erbacee perenni

Piante longeve che resistono al freddo, gli ellebori sono erbacee perenni della famiglia delle Raniculacee, originarie di Europa e Asia minore. Alcune specie nascono spontanee anche in Italia, tra cui l’Helleborus niger, noto come Rosa di Natale poiché fiorisce a dicembre con corolle bianche e antere dorate.

Gli ellebori sono fiori bellissimi che possono impreziosire il giardino in pieno inverno. Se avete un posticino luminoso, ma che durante i pomeriggi estivi non riceve i raggi diretti del sole, quello è il luogo perfetto per coltivare ellebori: la pianta infatti ama la luce, ma non il sole diretto. La posizione ideale è sotto un albero deciduo, così che dall’autunno alla primavera possa invece essere ben illuminata.

Sepali e colori

I fiori dell’elleboro hanno in genere cinque sepali (che paiono petali, ma botanicamente non lo sono) e alcune cultivar presentano anche fiori doppi: i colori sono svariati, si parte dal bianco puro fino al crema, toni diversi di rosa, viola, anche scurissimi da sembrare quasi blu, varietà con fiori verdi e addirittura neri, altre con punteggiature e venature di toni contrastanti.

Gli ellebori consentono quindi accostamenti originali e decorativi quasi a non finire, e inoltre si adornano di un bel fogliame, presente quasi sempre, anche nel periodo in cui sono sfioriti.

Fiori d’inverno

Gli ibridi di elleboro, ottenuti dall’incrocio delle diverse specie botaniche di origine orientale, sono i più adatti alla coltivazione perché sviluppano un apparato radicale profondo che consente una certa autonomia idrica e quindi una maggiore resistenza generale.

Se la mettiamo in vaso, bisogna che questo sia piuttosto profondo per accogliere le vigorose radici della pianta. Quando si impianta un elleboro (tra settembre e ottobre), si scava una buca profonda e larga 40 cm e si miscela la terra smossa con almeno 1/3 di sostanza organica (come compost o letame ben maturi), riponendola poi nella buca e facendo sì che aderisca al pane della pianta.

Questo migliora anche la permeabilità del terreno rendendolo più drenante; gli ellebori infatti non tollerano ristagni idrici. Hanno bisogno di poche innaffiature durante l’inverno, solo quando la terra è quasi asciutta, mentre in estate si bagna ogni 3/4 giorni e, per mantenere il terriccio ben fresco, è utile porre una pacciamatura intorno alla pianta.

Gli ellebori sono resistenti al gelo, tanto che, se anche una morsa di freddo li abbattesse, appena le temperature risalgono li vedrete risorgere come se nulla fosse accaduto. Sono fiori affascinanti che durano per settimane e che ci tengono compagnia in inverno, quando la maggior parte delle piante riposa in attesa della nuova primavera.

Fra mito e storia

Simbolo di rinascita e liberazione, l’elleboro è associato anche al concetto di speranza e vitalità.

Adatto per augurare rinnovamento e successo soprattutto a chi intraprende qualcosa di nuovo, questa bella pianta però è velenosa e la si deve maneggiare con cura. Nota fin dai tempi di Plinio il Vecchio come allucinogeno, in antichità l’elleboro si usava per curare la pazzia.

La leggenda cristiana ci narra di una pastorella che era nei pressi della grotta di Betlemme e vide arrivare i Magi carichi di preziosi doni per il bambinello. Ella però nulla aveva da portare in omaggio e iniziò a piangere disperata; dalle sue lacrime, cadute a terra, sbocciarono allora gli ellebori e la ragazza poté donare a Gesù i candidi fiori che, da allora, si chiamano Rose di Natale.

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