Hannibal, Scipione e gli altri: previsioni bollenti per Italia e Toscana

Ne abbiamo discusso con Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma, e Lorenzo Tedici, meteorologo e responsabile media de ilMeteo.it

Il sole scotta e ogni estate sembra più rovente della precedente. Questa è partita alla grande e in anticipo di un mese con maggio che ha registrato mediamente una temperatura più alta di 1,83°C della media del trentennio 1991-2021, il più caldo della storia (fonte Isas Cnr Bologna). Se i dati raccontano che negli ultimi 50 anni l’aumento medio annuale delle temperature è stato di circa 1,2 gradi, ancora più marcato è in estate con +2°C, come conferma Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma: «La Toscana è in linea con la tendenza globale di innalzamento delle temperature, che è più marcato in estate che in inverno. Nella classifica delle estati più calde dal 1955 a oggi, le prime venti posizioni sono occupate dagli anni dal 2000 in poi, escluso l’‘82, il ‘94, il ‘98 e il ‘99. In testa svetta il mitico 2003 che, per intensità e durata, è stato un evento eccezionale con temperature medie stagionali sopra ai 26 gradi». Ondate di calore, notti tropicali – perché, anche questo è un dato, le temperature notturne scendono sempre meno -, eventi estremi (per citarne uno, Livorno settembre 2017, in una notte la pioggia di 5 mesi): la bella stagione si è fatta difficile e, spesso, porta con sé picchi di ansia legata a dati allarmanti. 

Meteomania

Se un tempo c’era Bernacca e il suo Che tempo fa, oggi imperversa una sorta di meteomania, tra app, social e siti web. Fra i primi siti on line, cliccatissimo, iLMeteo.it, guidato dal fiorentino Lorenzo Tedici, meteorologo e responsabile media: «Certamente le persone vogliono sapere di più sul meteo, per capire o per essere rassicurate, perché questi fenomeni estremi pongono grandi interrogativi sulla nostra qualità di vita». Intervistato prima dell’estate, ne ha anticipato le tendenze: «Maggio è stato segnato da Hannibal, il primo anticiclone sub-sahariano, seguito da altri fenomeni simili nel corso dell’estate: ondate di calore della durata di almeno 6 giorni con temperature sopra la media, cui seguono, a causa dell’eccesso di umidità, fenomeni piovosi brevi ma intensi dei quali, a oggi, possiamo prevedere l’arrivo nell’arco di qualche giorno ma non l’esatta ubicazione dell’allerta meteo. Un’estate molto calda e lunga, settembre compreso, in cui potremmo di nuovo toccare la temperatura, record europeo della stagione, di 48,8 gradi segnati l’11 agosto 2021 a Siracusa». 

Previsioni epiche

Sarà anche un’estate in compagnia di personaggi epici, così come iLMeteo.it, dal 2012, ha preso a battezzare le ondate di calore e di gelo, lanciando una moda curiosa e di successo: «Ormai il meteo è “uno di noi”, che impatta sulle nostre vite, le condiziona prepotentemente: ad Hannibal, ripreso dal primo nome dato nel 2012, nel 2022 segue Scipione, e poi, forse, Caronte e Lucifero: sono nomi che rimandano alla storia ma anche alla geografia, perché sempre più sull’Italia insistono anticicloni di provenienza sahariana che soppiantano l’anticiclone delle Azzorre, di origine subtropicale oceanica, garanzia di un clima estivo più temperato». 

Manca l’acqua

Un meteo ad alto impatto che, anche in Toscana, produce effetti sull’agricoltura e l’ambiente, come conferma Gozzini: «Purtroppo il 2022 si conferma un anno siccitoso, con effetti nel sud della nostra regione, Maremma e Val di Cornia in particolare. Le riserve del lago di Bilancino e di Montedoglio ci aiuteranno ad affrontare le criticità, ma la siccità è un dato ricorrente, almeno ogni cinque anni, con terribili ricadute – basti pensare al Monte Serra – anche sul fronte degli incendi». Rischi per l’ambiente e anche per le persone, anziani e bambini, ma non solo: «Come meteorologi ci interfacciamo sempre con il fronte della prevenzione, la Protezione civile e non solo: come Lamma facciamo parte di un progetto sviluppato dall’Inail, con il Cnr e la Regione Toscana, sui rischi e le strategie per contrastare lo stress termico dei lavoratori impegnati all’aperto e quelli in ambienti confinati non condizionati».

La meteorologia, quindi, scienza del quotidiano? «In effetti, che sia caldo o freddo – conclude Tedici -, noi meteorologi lavoriamo sempre, 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, eppure veniamo ricordati solo quando non ci “azzecchiamo”: è un duro lavoro e, battute a parte, davvero una grande responsabilità». 

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