C’era una volta…il Parco di Pinocchio a Collodi

Alla riscoperta del parco dedicato al burattino più famoso

«Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno».

Il celebre incipit de Le avventure di Pinocchio – il libro non religioso più noto e diffuso di sempre – ci introduce anche al meraviglioso “Mondo di Pinocchio” a Collodi (Pistoia): non il consueto parco di divertimenti, ma piuttosto un luogo in cui si ha la sensazione di ripercorrere una fiaba vivente all’interno di un percorso scandito dal connubio fra arte e natura, accompagnati dalle opere di alcuni degli artisti più significativi del Novecento e dal trionfo del volteggiare di mille farfalle colorate.

Un percorso fatto di tanti spazi e occasioni, a cominciare dal Parco monumentale. Il Parco di Pinocchio fin dalla sua nascita, nel 1956, ha sempre mantenuto una caratteristica di fondo: quella della interattività, che già era nelle intenzioni degli artisti coinvolti, come Pietro Consagra che aveva pensato le statue in bronzo e acciaio che popolano il percorso monumentale come statue in movimento, cioè meccanizzate e in grado di interagire con il visitatore.

Ad accogliere i visitatori, due opere che condensano il significato della storia di Pinocchio: il monumento Pinocchio e la Fata di Emilio Greco e la Piazzetta dei Mosaici di Venturino Venturi. E poi il Grande Pescecane (opera di Marco Zanuso), il Carabiniere con le gambe ad arco (l’imponente scultura evoca l’episodio in cui Pinocchio, per sfuggirgli, passa sgattaiolante fra le sue gambe, proprio come fa la maggior parte dei piccoli visitatori) e la Fata, in un itinerario fantastico che conta 21 sculture in bronzo e acciaio che rappresentano i personaggi e le incredibili ambientazioni del racconto di Collodi.

All’interno del Parco si trova anche il Mip-Museo Interattivo di Pinocchio, dove si gioca attivamente immersi in alcune situazioni vissute dal burattino.

Collodi, però, è anche lo Storico Giardino Garzoni. Monumento nazionale dal 1912, fa parte della Via Europea dei Giardini Storici. Particolarità è il suo andamento ascendente: quello che poteva essere un limite, ovvero dover realizzare un giardino su di una collina, lo ha reso unico nel suo genere tra i giardini del Settecento, facendone un palcoscenico naturale capace di suscitare stupore e meraviglia ogni volta che appare davanti al visitatore. Tutto lo Storico Giardino Garzoni è popolato da statue mitologiche e allegoriche che raccontano la grandezza della famiglia Garzoni; mentre un delicato sistema idraulico, che in gran parte ripercorre quello del Settecento, alimenta giochi d’acqua, cascate e fontane, i freschi vialetti che dalla Scala d’Acqua portano verso angoli suggestivi come il Labirinto, il Teatro di Verzura, il Viale dei Poveri, affiancato da figure pittoresche. Unico e speciale il padiglione dei Bagnetti che offre vasche di ogni genere e forma, e ogni spazio è congegnato per essere invisibile a tutti gli altri.

Giardino Garzoni

Lo Storico Giardino Garzoni è tutt’uno con la Villa (al momento in restauro e non visitabile) che lo affianca e in parte lo sovrasta: qui ha lavorato da ragazza la madre di Carlo Lorenzini/Collodi, Angiolina Orzali, e vi ha conosciuto il futuro marito, Domenico Lorenzini.

È in quest’area che si trova un giardino tropicale, lussureggiante di piante, fiori e frutti grazie alla perfetta ricostruzione dell’ambiente di origine. Qui, in determinati periodi dell’anno svolazzano libere farfalle e falene (cioè le farfalle notturne) e altri animaletti delle zone equatoriali e tropicali, in perfetto equilibrio con l’ambiente che le ospita.

Al di fuori del Parco, ecco il nucleo originario di Collodi e il borgo del Castello, che sembra scivolare a valle e che pare contenuto dalla maestosa villa. Lo si può raggiungere a piedi lungo via della Fiaba.

Il biglietto unico per visitare l’intero complesso collodiano comprende anche l’ingresso alla mostra delle opere di Vinicio Berti (1921-1991), nella sala del Grillo Parlante: quadri e litografie, accompagnati da scritti dell’artista, nato a Firenze nel 1921, uno dei maggiori esponenti della corrente artistica dell’astrattismo classico, saranno visibili ai visitatori per tutto il mese di luglio.

Info: pinocchio.it

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