Marco Vichi e il Commissario Bordelli restano a casa

Lo scrittore toscano si racconta tra libri, natura e buon cibo. Piatto preferito la ceviche

Scrittori e uomini in tempo di Coronavirus: a raccontarci le sue giornate oggi è Marco Vichi che resta a casa in compagnia del suo Commissario Bordelli. Tutto si ferma ma non Bordelli, di nuovo in azione fra le pagine che lo scrittore  toscano sta scrivendo in questo periodo per il suo prossimo romanzo, in uscita a fine 2020.

Libri, natura, olivi da coltivare e qualche buon cibo: questa la ricetta di Vichi per resistere e, intanto, inventare le nuove avventure del Commissario più amato di Toscana.

Come è la sua giornata oggi, in tempi di Coronavirus…

Questa emergenza è coincisa con il periodo in cui mi sarei chiuso in casa per scrivere il nuovo romanzo del Commissario Bordelli, quindi approfitto di questa clausura per concentrarmi sulle sue avventure per il prossimo romanzo in uscita.

Bordelli è un buon compagno di “quarantena”?

Ogni volta che mi metto a scrivere del Commissario ritrovo totalmente il piacere della sua compagnia, vivo in un’immersione totale nel romanzo e nel suo tempo: ritrovo lui, Rosa Botta, Dante, Piras. Mi stupisco sempre della freschezza di questa combriccola. E con lui faccio sempre un bel salto all’indietro… il prossimo romanzo si svolge nel ’70, quando lui sta per andare in pensione.

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Marco Vichi

La lettura compagna di quarantena?

La lettura è una compagna di viaggio e m auguro che tante persone scoprano che leggere è di aiuto in questi momenti duri. Vivo la lettura come un traghetto che può accompagnarci, speriamo, da un brutto momento a una nuova vita.

Cosa cucina in quarantena o qual è il piatto che le riesce meglio?

Io lascio cucinare chi è più bravo di me… In ogni caso il mio piatto preferito è la ceviche, un piatto di pesce crudo, gamberi e calamari, lasciati a macerare nel limone insieme a delle verdure crude. Semplice e naturale ma c’è tutto: per me questo è il piatto più buono del mondo.

Qual è la parola guida per il futuro?

Speriamo che a guidare il futuro sia la parola imparare. Da questa esperienza abbiamo tutti e molto da imparare.

“Andrà tutto bene”, un libro corale che guarda al futuro con speranza. Di che si tratta?

“Andrà tutto bene” è una raccolta di racconti di 26 scrittori che raccontano la loro vita di oggi: grazie all progetto del Gruppo editoriale GeMS ci siamo messi insieme e in pochi giorni abbiamo pubblicato questo libro in vendita on line i cui proventi verranno devoluti all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Io ho contribuito con un piccolo sonetto ispirato alla poesia di Giuseppe Ungaretti “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” che oggi assume un significato particolare.

IL LIBRO

Andrà tutto bene – scrittori al tempo della Quarantena. 26 racconti, 26 sguardi per raccontare i giorni dell’emergenza: un progetto editoriale del Gruppo editoriale MauriSpagnol (GeMS) che ha invitato alcuni scrittori delle sue case editrici a raccontare il difficile periodo che stiamo vivendo. Ne è nato un ebook pubblicato da Garzanti i cui proventi sono interamente devoluti all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Gli autori: Ritanna Armeni, Stefania Auci, Alice Basso, Barbara Bellomo, Gianni Biondillo, Caterina Bonvicini, Federica Bosco, Marco Buticchi, Cristina Caboni, Donato Carrisi, Anna Dalton, Giuseppe Festa, Antonella Frontani, Enrico Galiano, Alessia Gazzola, Elisabetta Gnone, Massimo Gramellini, Jhumpa Lahiri, Florence Noiville, Clara Sánchez, Giada Sundas, Silvia Truzzi, Ilaria Tuti, Hans Tuzzi, Marco Vichi, Andrea Vitali.

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