Da luogo di conservazione a istituto di cultura

L’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea: storia, iniziative e progetti in corso. Intervista al direttore dell'Istituto Matteo Mazzoni

Ieri e oggi

L’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea è stato fondato nel 1953 per volontà dei protagonisti del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale (CLN) e della Resistenza fiorentina come luogo dove poter conservare i documenti del Comitato affinché non andassero dispersi. A questi poi negli anni si sono aggiunti fondi archivistici dei CLN comunali della provincia di Firenze, compreso il CLN di Prato, che allora faceva parte di Firenze e quelli del Corpo volontari della Libertà (struttura di coordinamento generale della Resistenza italiana durante la seconda guerra mondiale ufficialmente riconosciuta sia dagli Alleati che dai governi del Comitato di Liberazione Nazionale), altri fondi legati al periodo della Resistenza ed archivi di esponenti della vita politica fiorentina e non solo.

“Nel nostro Istituto sono conservati i fondi archivistici di Calamandrei, Salvemini, Paolo Barile, quelli di Elio Gabbuggiani, che è stato presidente della provincia di Firenze e poi sindaco di Firenze, del fu Presidente della Regione Toscana Gianfranco Bartolini. Oggi l’Istituto è un archivio di rilevanza nazionale e allo stesso tempo una biblioteca specializzata con oltre 50mila volumi dedicati alla storia del Novecento, e in particolar modo alla storia della Resistenza e della Repubblica, un importante istituto di cultura, che promuove iniziative sul territorio, collaborando in rete con le amministrazioni locali, in primo luogo con la Regione Toscana che ci sostiene come tutti gli altri Istituti della Resistenza provinciale grazie alla legge 38 del 2002.” Commenta il dott. Matteo Mazzoni direttore dell’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea con sede a Firenze.

 “Promuoviamo iniziative culturali sul territorio, attività di divulgazione e di ricerca lavorando in rete con gli altri Istituti della Resistenza in Toscana e con le diverse realtà dell’associazionismo, l’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani), l’Aned (l’Associazione nazionale ex deportati nei campi di sterminio nazisti), soggetti pubblici e privati. Svolgiamo un’importante attività didattica con le scuole: dalla formazione degli insegnanti alla realizzazione di strumenti multimediali che vengono poi a disposizione delle scuole, e non solo, realizzati anche con il coinvolgimento degli studenti stessi”.

Una mostra bibliografica alla Biblioteca Nazionale

“Il prossimo 22 gennaio, alle 17, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, in occasione della Giornata della memoria 2020, il nostro Istituto insieme alla Biblioteca, inaugurerà la mostra bibliografica Tornare, mangiare, raccontare. I primi scritti della deportazione italiana 1944-1947, a cura di Marta Baiardi, studiosa della Deportazione e delle sue memorie.

La mostra sarà liberamente visitabile fino al 31 gennaio, negli orari di apertura della Biblioteca. Sono una trentina di volumi, testi in parte sconosciuti editi da piccole case editrici, molti dei quali depositati presso la stessa Biblioteca, una parte nel nostro archivio. Tra i titoli troviamo testi politici come Le Fosse Ardeatine di Attilio Ascarelli o Dal Carcere di San Vittore ai lager tedeschi di Gaetano De Martino, e i testi di due donne ebree che hanno voluto lasciare un loro contributo. Riportare l’attenzione su queste prime forme di memoria è un invito ad essere sempre vigilanti perché per fare memoria c’è bisogno di qualcuno che ascolti e legga, sennò le voci si spengono”.

Toscana Novecento

Tra i progetti importanti realizzati negli ultimi anni dall’Istituto c’è Toscana Novecento (www.toscananovecento.it), un portale di divulgazione storica sulla storia contemporanea con articoli sulle vicende toscane o di toscani nel XX secolo, ma anche una vetrina per far conoscere le iniziative che gli Istituti della Resistenza e le varie associazioni realizzano sul territorio per la promozione della memoria. Insomma, uno strumento di conoscenza ma anche di studio e arricchimento a disposizione di tutti.

La Costituzione è giovane

Sul canale Youtube dell’Istituto “Storia e memorie del Novecento”, a diposizione di tutti, una web serie realizzata con il sostegno della Regione Toscana a cura dello studio Rumi di Nicola Melloni con la rete degli Istituti provinciali toscani. Sei episodi che vedono protagonisti quattro giovani, due studenti e due giovani lavoratori, ed un’insegnante in un viaggio in Toscana per raccontare la Costituzione italiana attraverso storie di persone che con il loro impegno hanno espresso i principi fondamentali della Carta Costituzionale.

Tra gli episodi: il racconto della vicenda di Sant’Anna di Stazzema sul valore della pace e del ripudio della Guerra, perché è dal dolore della Guerra e della Resistenza che nasce la Costituzione; poi a Piombino un giovane freelance ha incontrato alcuni ex lavoratori delle acciaierie e discusso del lavoro in fabbrica, delle lotte e delle conquiste operaie degli anni Sessanta e Settanta, dando vita ad un confronto generazionale sul lavoro e sui diritti del lavoro oggi; a Barbiana il racconto dell’esperienza di Don Milani e il tema del diritto al sapere come strumento di conoscenza.

“Il nostro obiettivo – spiega il dott. Mazzoni – è far comprendere ai ragazzi che la Costituzione non è solo un pezzo di carta redatto oltre 70 anni fa, ma uno strumento che se conosciuto e vissuto può aiutare a modificare in meglio la propria vita e quella della collettività”.

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Appuntamento con la Memoria

I Circoli di lettura delle sezioni soci Coop. A Firenze e provincia

  • Firenze sud ovest. Lunedì 20 gennaio, alle 17.30, nella sala soci del Coop.fi del Centro*Ponte a Greve. Il libro scelto: Annette Hess, L’interprete, ed. Neri Pozza
  • Firenze nord ovest. Mercoledì 29 gennaio, alle 18, nello spazio Orsù al I piano del Coop.fi di via Carlo del Prete. Il libro scelto: Lia Levi, Questa sera è già domani, ed. E/O
  • Castelfiorentino. Lunedì 20 gennaio, alle 17.30, nella sala soci del Coop.fi. Il libro scelto: Majgull Axelsson, Io non mi chiamo Miriam, ed. Iperborea
  • Valdarno Fiorentino. Martedì 21 gennaio, alle 18, nella sala soci del Coop.fi di Figline Valdarno. Il libro scelto: J. Safran Foer, Ogni cosa è illuminata, ed. Guanda

    La partecipazione agli incontri è aperta a tutti.

    Per saperne di più sui Circoli di lettura

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Altri progetti in corso?

“Stiamo realizzando, grazie al sostegno della Regione Toscana, alcune pillole di Resistenza”, dieci video interviste a storici e collaboratori degli Istituti della Resistenza in Toscana sulle principali vicende dal 1943 al 1945: l’8 settembre, la Deportazione ebraica e politica, la liberazione delle città e l’insurrezione di Firenze nell’estate del 1944, la Linea Gotica… Saranno anche questi liberamente disponibili sul nostro canale youtube dalla prossima primavera in occasione del 75° anniversario della Liberazione, uno strumento in più a disposizione di tutti i cittadini, non solo degli studenti, per stimolare la conoscenza e allo stesso invitare all’approfondimento di ciò che viene raccontato in pochi minuti.

Dal 2012 portiamo avanti un progetto sulla storia dei Balcani che si chiama Confini difficili con l’associazione Passaggi di storia, con il dott. Simone Malavolti, che vede prima la formazione degli insegnanti e la loro successiva partecipazione ad un viaggio nei Balcani e poi un percorso in classe con gli studenti protagonisti nella realizzazione di elaborati che saranno poi discussi nel convegno didattico del prossimo febbraio”.

Da luogo di conservazione a istituto di cultura
Partigiani in movimento durante la Resistenza . Foto pubblico dominio da https://it.wikipedia.org/wiki/File:Partigiani1.jpg

Qual è la grande sfida del “fare memoria” nel nostro tempo?

“Più conoscenza storica e meno retorica per imparare a leggere meglio la complessità della realtà e vivere criticamente il proprio presente. Ci troviamo e troveremo sempre più di fronte generazioni che non avranno la possibilità di ascoltare una testimonianza diretta e quindi diventa sempre più importante investire in conoscenza storica, ossia passare dall’emozione del racconto alla costruzione di una conoscenza critica, per poter vivere con consapevolezza una giornata come quella della Memoria del prossimo 27 gennaio, anche nel momento in cui non ci saranno più testimoni viventi. Per questo è importante l’insegnamento della storia, ed in particolare della storia del Novecento, nelle scuole di ogni ordine e grado.

La storia è una palestra importante per essere cittadini più consapevoli perché insegna a comprendere i punti di vista degli altri, ma deve essere presentata non come somma astratta di date ma come ragionamento, ricerca di cause, studio di vite e di generazioni di uomini e di donne che nel corso del tempo hanno affrontato delle prove e cercato di superarle. Studiare, conoscere e approfondire è essenziale per vivere meglio, come individui e come comunità”.

Come interessare i giovani alla storia?

“Abituandoli all’ascolto, mantenendo viva la loro attenzione e curiosità, rendendoli protagonisti, anche con l’utilizzo di modalità nuove più vicine a loro, cercando di capire anche il loro punto di vista”.

Lo scorso 10 gennaio sono state poste le prime pietre d’inciampo, in ricordo delle vittime del nazifascismo. Qual è il valore di questa iniziativa per la città di Firenze?

“È importante che una città come Firenze abbia questo tipo di ricordo nel proprio tessuto urbano, anche perché rappresenta un’attività originale, estranea dalla retorica della commemorazione, che intercetta lo sguardo dei passanti e li porta a riflettere e ricordare che gli arresti sono avvenuti nelle nostre strade e sono stati fatti anche da italiani. La nostra ricercatrice Marta Baiardi ha fatto un lavoro di ricerca sugli ebrei catturati all’ospizio ebraico a cui saranno dedicate le prossime pietre d’inciampo.

È vero, il 27 gennaio ricordiamo Auschwitz, ma le strade per Auschwitz partono da tutta Europa e coinvolgono tutti. Con le vittime vanno anche ricordati i tanti che protessero e aiutarono, ma non dobbiamo nemmeno dimenticare che ci furono anche italiani che in quegli stessi mesi denunciarono e fecero la spia contribuendo alla Deportazione e tanti che restarono indifferenti, che pur sapendo, restarono in disparte. Questo serve a farci capire l’importanza della scelta, ad evitare l’utilizzo di categorie astratte e etichette che poi si infrangono davanti a quella che è la complessità della storia. Credo che solo così potremmo fare una buona memoria”.  

I Circoli di lettura delle sezioni soci Coop a gennaio discuteranno un libro sul tema della memoria. Quale libro per lei non dovrebbe mai mancare nella propria libreria?

“È importante che ciascuno abbia il proprio libro di riferimento. Per me lo è stato Una guerra civile “ di Claudio Pavone, saggio storico sulla moralità nella Resistenza, perché apre a tante problematiche e ad un’analisi di tanti punti di vista diversi, ancora oggi di grande freschezza. Un romanzo…Guerra e pace perché racconta il susseguirsi di vicende di uomini e di donne. La chiave di volta è capire che conoscere il passato non è qualcosa di lontano e di vecchio, ma significa riflettere su se stessi.

La storia interroga il nostro presente, perché ci racconta da dove veniamo, il nostro territorio e il contesto in cui viviamo, ci aiuta ad essere protagonisti e non semplici spettatori del nostro tempo”.

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