Carte senza tempo

Il restauro della "Lista degli Ufficiali" danneggiata dall'esplosione della notte tra il 26 e il 27 maggio 1993. Un ricordo nel XXVI anniversario della Strage dei Georgofili

La strage dei Georgofili

Nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993 esplose un’autobomba in via dei Georgofili a Firenze, nei pressi della storica Accademia. Un’attentato terroristico di stampo mafioso che provocò la morte di cinque persone, i coniugi Fabrizio Nencioni e Angela Fiume con le loro figlie Nadia di 9 anni e Caterina di appena 50 giorni di vita, e lo studente Dario Capolicchio, e il ferimento di un’altra quarantina.

Oltre a gravi danni alla sede dell’Accademiae al suo patrimonio artistico e culturale, istituzione storica fiorentina fondata nel 1753 con il sostegno di Pietro Lepolodo di Lorena per iniziativa di Ubaldo Montelatici, canonico Lateranense, allo scopo di «far continue e ben regolate sperienze, ed osservazioni, per condurre a perfezione l’Arte tanto giovevole della toscana coltivazione», come si legge sul sito dell’Accademia.

Oggi, l’Accademia dei Georgofili, grazie anche all’aiuto dei molti volontari che intervennero in aiuto l’indomani della strage come nuovi “angeli del fango” per recuperarne il patrimonio artistico e librario, e all’intervento delle istituzioni, vive e prosegue la sua attività nella Torre de’ Pulci.

La Lista degli Ufficiali

Fra i tanti oggetti e documenti danneggiati dalla violenza dell’esplosione c’era anche la cosiddetta “Lista degli Ufficiali”, un grande manifesto (150×98) contenente un catalogo dei presidenti, dei vicepresidenti, dei segretari degli atti, dei bibliotecari e dei tesorieri dell’Accademia, dall’anno di fondazione all’epoca moderna. Un documento imponente tracciato a matita e tempera con elementi decorativi, sui quattro bordi, anche in oro. Del ripristino del documento cartaceo venne incaricato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze proprio l‘Atelier di restauro di Beatrice Cuniberti.

«L’intervento – come spiega la restauratrice – apparve fin da subito laborioso ed estremamente delicato. Gli effetti dello scoppio da ordigno, infatti, avevano causato la rottura del manifesto in tre grandi frammenti ed il parziale distacco della tempera, la quale, essendo di per sé piuttosto spessa, si era staccata in più parti dal proprio supporto cartaceo. Alcune schegge di vetro, inoltre, avevano creato delle microperforazioni sull’intera superficie, congiuntamente ad una finissima ed insidiosa polvere bianca causata dalla deflagrazione e dal crollo dell’Accademia».

I restauratori sono riusciti a restituire con pazienza e scienza una perfetta leggibilità a questa opera artistica e storica che poteva essere perduta per sempre.

(Alma Valente, estratto di un articolo pubblicato sull’Informatore di giugno 2003)

In memoria di Nadia e Caterina Nencioni

Per non dimenticare la Strage del 1993 e le sue giovani vittime, da alcuni anni il Comitato 8 marzo del Valdarno, di cui sono parte anche le sezioni soci di Montevarchi e San Giovanni Valdarno, dedica alle due bambine vittime della strage un bando di concorso per tesi universitarie di laurea magistrale e laurea I livello. Un modo per sottolineare come la lotta contro le mafie parte anche dal cambiamento culturale.

 

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