Frasi che feriscono

La violenza contro le donne passa anche dalle parole e Antonella Questa la mette in scena

«Stai zitta!», «Calmati», «Adesso ti spiego», «Era solo un complimento», «Brava e pure mamma!», «Ma come riesci a conciliare lavoro e famiglia?», «Ormai siete dappertutto», «Le donne sono le peggiori nemiche delle donne».  

Ogni donna almeno una volta nella vita si è sentita dire una di queste frasi. Anche questa è violenza. Che ferisce e distrugge. L’ha spiegato bene Michela Murgia nel suo libro Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più: il modo in cui nominiamo la realtà, è anche quello in cui finiamo per abitarla.

Da quel libro è nato lo spettacolo teatrale che l’attrice Antonella Questa porta in scena con Valentina Melis e Teresa Cinque, diretto da Marta Dalla Via, per raccontare con ironia quanto la discriminazione e la violenza di genere passi spesso proprio dal linguaggio.

«Di Michela, che ho conosciuto perché amica di Valentina Melis, ricordo la risata – racconta Antonella Questa – e mi torna in mente ogni volta che guardo con orgoglio il mio tatuaggio “&Co” sul polso (simbolo dell’impegno di Murgia e di altre donne contro i pregiudizi, ndr).. Ci ha insegnato a non stare zitte e se si ha potere, il mio può essere quello del palco o di essere un personaggio pubblico, dobbiamo usarlo per dare voce a chi non ne ha».

Una donna con i pugni

Da anni Antonella Questa porta in scena con i suoi spettacoli queste tematiche e fa riflettere, con ironia, sui tabù dei nostri tempi e su problematiche sociali come quelle della differenza di genere, delle dipendenze, della violenza pedagogica, cogliendo nei suoi personaggi tutte le contraddizioni dell’animo umano.

Ci tiene però a sottolineare che il suo non è un “teatro al femminile”, così come non c’è “teatro al maschile”, e che non le piace l’espressione “spettacolo in rosa” perché riduttiva e ghettizzante. Anche a lei è capitato di sentirsi dire «Stai zitta!», ma non si è lasciata intimidire. Preferisce essere “una donna con i pugni” piuttosto che “una donna con gli attributi”, perché «il coraggio – afferma – non risiede nei testicoli».

In Stai zitta! interpreta un personaggio scomodo, Letizia, una donna candidata alla presidenza della Regione, «esempio di ancella del patriarcato, convinta di avere potere quando in realtà le è stato solo prestato dagli uomini, misogina e sessista anche se donna», spiega l’attrice.

Colpe del patriarcato

Antonella Questa con orgoglio si definisce femminista, riconoscendo nel femminismo la rivendicazione dei diritti economici, civili e politici delle donne, ma anche tutte quelle battaglie per una società migliore e per l’uguaglianza sociale, per il bene della comunità. È convinta che questa “guerra alle donne”, prendendo in prestito un’espressione dell’attivista Lauren Bastide, abbia origine nella cultura patriarcale che vede la donna come oggetto, e che si esprime anche in tutte quelle forme di violenza verbale, come il cat calling o il complimento non richiesto.

«Occorre un cambiamento culturale ed è importante portare avanti un’educazione sesso-affettiva, a partire dai giovani, nelle scuole – afferma – che spieghi cos’è il consenso, e che il silenzio è no. Credo nell’importanza dell’indipendenza economica delle donne, perché consente loro di uscire con più facilità da certe spirali di violenza». Ci invita poi a non dare per scontati i diritti conquistati. «Il diritto di voto, il diritto all’aborto, il fatto di poter lavorare senza chiedere permesso al marito, che la violenza sessuale e lo stupro sono un delitto contro la persona e non contro la morale, sono conquiste recenti, e dobbiamo difenderli». E a chi dice: «Ma non tutti gli uomini sono così» cosa risponde? «Chi non dice nulla o non si oppone di fronte all’amico che fa la battuta sessista o nella chat diffonde foto nude della propria ex, ne diventa complice».

Quando a teatro In Toscana

Il 4 marzo sarà al Teatro del Popolo di Castelfiorentino, a febbraio al Teatro Puccini di Firenze e in altre date in Toscana. “Stai Zitta!” è uno degli spettacoli nel calendario di “Casateatro”, il progetto di Unicoop Firenze per promuovere la partecipazione del pubblico alla vita dei teatri toscani.

Per saperne di più sul progetto: coopfirenze.it/casateatro

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