Con il mare nel cuore

Un’impresa giovane per risolvere il problema dell’inquinamento da plastica

Metti insieme cinque giovani fra i 22 e i 25 anni – di cui tre ingegneri dell’Università di Firenze – e sollecitali su una tematica cara a loro, come a molti giovani, quella dell’ambiente: il risultato è un’idea che potrebbe contribuire a ridurre la problematica dell’inquinamento marino da plastiche.

Come? Con River Cleaner, un sistema di raccolta automatizzato, posizionato su un argine del fiume, che permette la raccolta dei rifiuti e il loro trasporto fino al piano stradale. Tutto in completa autonomia, senza necessità di un faticoso e impegnativo intervento dell’uomo.

E in questo consiste la sua originalità. «Di barriere removibili ne esistono già – spiega Lorenzo Lubrano Lavadera, fondatore di Blue Eco Line -, ma creano molti problemi sia nella fase di recupero dei materiali, per il quale sono richieste risorse manuali, sia in caso di inondazioni. Il nostro sistema li elimina entrambi».

Per questo motivo l’invenzione dei cinque giovani che si sono costituiti in una startup, la Blue Eco Line appunto, non è passata inosservata nel corso dell’edizione estiva di “StartupItalia Open Summit”, manifestazione dedicata all’innovazione e alla creatività giovanile che si è svolta a giugno alla Stazione Leopolda a Firenze.

Sulla sponda del fiume

Il sistema prevede una barriera flottante che possa pescare con una rete fino a sessanta centimetri di profondità. La barriera è collegata a una delle due rive tramite una struttura leggera e removibile che può essere regolata sulla base delle condizioni del fiume; sull’altra riva viene installata una struttura in muratura che ospita un nastro trasportatore alimentato da una turbina idroelettrica. I rifiuti arrivano direttamente nel container che poi dovrà essere svuotato dall’azienda di raccolta dei rifiuti.

Per chi volesse saperne di più, basta andare sul loro sito, dove c’è un video che spiega il funzionamento in modo semplice e chiaro.

«Abbiamo fatto ricerche di mercato e a noi non risultano sistema analoghi, questa è una novità e un grande aiuto per l’ambiente. Il problema della plastica non può più essere trascurato» aggiunge Lorenzo, spiegando che il sistema è ecologico, amico dei pesci e, soprattutto, dopo l’investimento iniziale, i costi nel tempo si annullano.

Un gioco di squadra

Il termine è sulla bocca di tutti, ma forse non tutti ne conoscono il significato: che cos’è una startup? In economia con questo termine si identifica una nuova impresa nelle forme di un’organizzazione temporanea, più generalmente indica la fase di avviamento di un’impresa. Spesso si tratta di giovani che si mettono insieme per realizzare un’idea.

Oltre a Lorenzo, ingegnere meccanico con una profonda passione per il mare, la Blue Eco Line può contare su Olimpia Rossi, responsabile marketing, a lei il compito di sviluppare le strategie per far conoscere il River Cleaner; Alberto Luckenbach, perito elettrotecnico, da lui dipende la progettazione e la realizzazione degli impianti elettrici e di automazione; Michael Mugnai che si occupa degli algoritmi di controllo dell’impianto, mentre Camilla Cantiani si interessa degli aspetti informatici necessari alle infrastrutture di controllo.

Tutti insieme ora devono compiere il passo più difficile: trovare chi creda nella loro idea e far diventare il sogno realtà. A chi deciderà di sostenerli il doppio merito di far crescere un’impresa giovane e di dare un contributo concreto per salvare il mare. Come nel sogno di Lorenzo e dei suoi amici.

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Blue Eco Line è stata selezionata per Hubble#5, iniziativa di Fondazione CR Firenze, realizzata da Nana Bianca con Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione dell’Università degli Studi di Firenze: avranno a disposizione un supporto logistico e formativo e un finanziamento di 50.000 euro.

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