Gianpaolo Donzelli. L’impegno di star bene

"Aver cura della salute è un dovere di tutti, grandi e piccini". Parole di Gianpaolo Donzelli, Presidente Fondazione Meyer

La salute nelle nostre mani

La salute è nelle nostre mani? La risposta è Sì. La domanda fondamentale è però: in che modo noi stessi possiamo intervenire direttamente sui nostri processi psichici e biologici al fine di produrre conoscenza e consapevolezza per tutelare la nostra salute e quella dei nostri figli? Per provare a dare, non dico delle risposte, ma a introdurre alcuni elementi di riflessione, bisogna necessariamente tornare al concetto di salute così come adottato dall’Oms, nel lontano 1948. Nella sua carta costitutiva, l’Oms definiva la salute come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia. Tale concetto pare ormai obsoleto ed è confutato da settori significativi della scienza, della sanità e dalla sociologia.

A ben riflettere infatti è la stessa definizione di salute ad essere utopistica in quanto non esiste lo stato di completo e simultaneo benessere fisico, mentale e sociale. Tale affermazione genera allora un effetto paradossale. Nessun essere umano secondo tale definizione può dirsi sano. Dunque siamo tutti “in procinto di ammalarci o predisposti ad esserlo”.

Avere cura della nostra salute: una necessità e un dovere

In sintesi siamo in un continuo equilibrio tra salute e malattia. Questo equilibrio è tanto meno fragile quanto più siamo responsabili, da bambini, adolescenti, adulti, anziani, dell’integrità psico-fisica della nostra persona. Ne deriva che avere cura della nostra salute in tutto l’arco della vita è una necessità e un dovere insieme, per noi e per chi ci sta vicino. Il medico, l’ospedale e tutti gli attori della cura della salute, sono un sostegno prezioso, certamente utile, a volte risolutivo, a volte no. Però non dobbiamo aspettarci interventi miracolistici in grado di rigenerarci e “farci nuovi”.

Salute come continua ricerca dell’armonia

Salute e malattia sono due presenze, due poli dai confini incerti che ci accompagnano sempre. Bisogna creare un nuovo sapere basato sulla riflessione che la salute, intesa come benessere (essere bene) della globalità della persona, è la continua ricerca dell’armonia. La chiave di lettura di questo antico paradigma richiede la contaminazione tra mondo biologico-positivistico della medicina e mondo umanistico della quotidianità del vivere.

Salute come impegno quotidiano

Alla parola salute, quindi, va affiancata la parola impegno. Prendiamone atto. Come scriveva Rita Levi Montalcini dobbiamo assumere che «nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva. Bisogna dare vita ai giorni e non giorni alla vita».

La felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in armonia.
(Mahatma Gandhi)

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