Stomatiti e afte: da cosa dipendono e come curarle

Ne abbiamo parlato con Agnese Tamborino, Lara Fusani ed Eleonora Fusco, dottoresse di Infettivologia dell'Ospedale pediatrico Meyer di Firenze

Le conosciamo come afte e sono un tormento per grandi e piccini, capace di rendere il momento del pasto molto difficoltoso.

Ma cosa sono le stomatiti? Ne abbiamo parlato con Agnese Tamborino, Lara Fusani ed Eleonora Fusco, dottoresse di Infettivologia del Meyer.

Che cosa sono le stomatiti?

Si tratta di infiammazioni della mucosa orale caratterizzate generalmente da lesioni dolenti, di dimensioni variabili, che appaiono come biancastre, circondate da un arrossamento. Possono essere localizzate sulle gengive, sul palato, sulla lingua, sulle labbra oppure generalizzate in tutto il cavo orale. A causa della sensazione dolorosa, spesso i bambini non riescono a mangiare e ad assumere liquidi.

Solitamente il quadro si risolve in 10-21 giorni. Nelle forme di origine erpetica, il quadro si caratterizza per la comparsa di vescicole diffuse, che si rompono con conseguente formazione di ulcere. In alcuni casi la stomatite si può presentare in forme ricorrenti, soprattutto nei bambini con età maggiore di 10 anni e negli adolescenti.

Quali sono le cause?

I fattori scatenanti possono essere diversi: carenze alimentari (di ferro, vitamine del gruppo B, zinco, acido folico), traumatismi locali, farmaci (tra cui ibuprofene), malattie sistemiche (autoinfiammatorie e autoimmuni).

In alcuni casi le stomatiti si legano a infezioni. Ad esempio può succedere con quelle da Herpes simplex virus (Hsv): qui la stomatite rappresenta la manifestazione primaria, spesso associata a febbre. Lo stesso può accadere con il Coxsackie virus, che causa la “malattia mano-piedi-bocca”, caratterizzata da lesioni spesso anche al palmo delle mani e alla pianta dei piedi.

Come trattarle?

Una volta che si è formata la lesione, non è possibile stopparne l’evoluzione, per cui la terapia principale è quella di supporto, proponendo al bambino cibi morbidi e freschi, evitando quelli speziati, molto salati o acidi, che possono irritare.

Sono disponibili inoltre numerosi trattamenti topici, da usare soli o in combinazione: anestetici locali (lidocaina, benzocaina) oppure antisettici (clorexedina, benzidamina idrocloridrato). Una meticolosa igiene orale (con uno spazzolino morbido) può aiutare a prevenire un’infezione secondaria.

In caso di infezione da Herpes, è possibile la prescrizione di antivirali, come l’aciclovir. In caso di malattie sistemiche o deficit nutrizionali, è importante riconoscerle per poi trattarle adeguatamente.

Quando rivolgersi al pediatra?

In caso di inappetenza e disidratazione, che si riconosce per le mucose asciutte, il colorito pallido, gli occhi infossati e la riduzione della diuresi, è importante contattare il pediatra.

Quando il bambino ha una patologia immunologica di base oppure altri sintomi associati come febbre persistente, irregolarità intestinali, linfoadenopatie, faringite, dolore addominale, eruzioni cutanee, è necessaria una valutazione medica perché questi quadri potrebbero essere spia di disordini immunitari, come malattie infiammatorie intestinali, reumatologiche e autoinfiammatorie, tra cui la Pfapa o la celiachia.

Consigli in pillole

  • A tavola: bene privilegiare cibi morbidi e freschi, no spezie, sale e cibi acidi
  • Tante cause diverse: carenze alimentari, farmaci e infezioni virali
  • L’igiene orale con uno spazzolino morbido aiuta a evitare infezioni secondarie

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