Scoprire un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (Dsa) può sollevare molte domande e preoccupazioni. Spiegare al bambino (o ragazzo) di cosa si tratta è un passaggio fondamentale per aiutarlo a comprendere e a vivere la novità con maggiore serenità.
Ne abbiamo parlato con la dottoressa Maria Luigia Censullo, psicologa psicoterapeuta specialista in Neuropsicologia dell’Aou Meyer Irccs.
Quali parole per dirlo?
Una premessa: prima di parlare con il bambino, è importante che i familiari (e in generale tutte le persone che si occupano di lui) siano informati approfondendo l’argomento, ad esempio con i professionisti di riferimento. Altrettanto essenziale è scegliere un momento in cui si è disponibili a dedicare tempo e attenzione, oltre che creare un ambiente in cui il bambino possa sentirsi a suo agio e libero di esprimere le proprie emozioni.
Quali parole usare? È fondamentale spiegare che un Dsa non inficia le capacità intellettive e che ogni bambino ha i suoi punti di forza e debolezza. È importante farlo con un linguaggio semplice e comprensibile, adeguato all’età, evitando troppi tecnicismi.
Si può ricorrere a giochi o metafore, come: «La tua mente è simile a un computer che utilizza il suo programma per leggere o scrivere o fare i calcoli».
Quali accortezze è bene adottare affrontando l’argomento?
Occorre affrontare l’argomento prima che il bambino si trovi in difficoltà, parlandone apertamente e normalizzando la sua esperienza, evitando frasi che potrebbero minimizzare i suoi disagi e il suo vissuto. Utile è presentare la notizia come una spiegazione, analizzando quello che accade, piuttosto che presentarlo come un problema.
Aiutate il bambino a comprendere che, con le giuste strategie, è possibile lavorarci su e con tali modalità superare gli ostacoli. Utilizzate esempi pratici: «Proprio come alcuni bambini indossano gli occhiali per vedere meglio, tu userai degli strumenti che ti aiuteranno a leggere o scrivere».
Infine, ricordiamo che un Dsa è una caratteristica e non una definizione della sua persona: concentriamoci sui punti di forza del bambino e supportiamolo per valorizzare le sue capacità.
In che modo possiamo fornire questo supporto?
Occorre fare capire al bambino che ogni persona è diversa e ha il proprio modo di apprendere. Ascoltiamo con attenzione le sue reazioni, incoraggiandolo a condividere pensieri o preoccupazioni. Rispondiamo e validiamo le sue emozioni senza giudicare.
Presentiamo gli strumenti compensativi e dispensativi spiegando che sono stati costruiti proprio per queste caratteristiche e per valorizzare le sue capacità. Parliamogli della didattica personalizzata, spiegando che gli insegnanti collaboreranno per trovare le strategie più adatte a lui.
Altro passaggio fondamentale riguarda il coinvolgerlo nel processo, ove possibile, per aiutarlo a sentirsi protagonista attivo. Accogliere e comunicare un Dsa al proprio bambino richiede consapevolezza, attenzione, ascolto.
Mostrarsi disponibili, normalizzare la neurodiversità e concentrarsi sui suoi punti di forza sono passi fondamentali per sostenerlo in questo percorso. Insieme, con il giusto supporto professionale, scolastico e familiare, il bambino potrà scoprire che il Dsa non è un limite ma una caratteristica con cui può convivere e realizzarsi.
In pillole:
- È importante spiegare che il Dsa non è un limite, ma una caratteristica.
- Giochi, metafore ed esempi pratici sono utili per spiegare di cosa si tratta.
- Aiutiamo il bambino a concentrarsi sui suoi punti di forza.