Bellezza a confronto al Museo Novecento

Dal 22 settembre il Museo Novecento presenterà la mostra “Mapplethorpe-von Gloeden.Beauty and desire”, interamente dedicata alla fotografia

Apre il 22 settembre (fino al 14 febbraio 2024) al Museo Novecento “Mapplethorpe-von Gloeden.Beauty and desire”, un progetto inedito organizzato con il contributo della Robert Mapplethorpe Foundation in collaborazione con la Fondazione Alinari per la Fotografia, che porta per la prima volta al museo fiorentino un’esposizione dedicata alla fotografia.

La mostra – curata da Sergio Risaliti, Muriel Prandato ed Eva Francioli – mette in luce il legame della ricerca di Mapplethorpe con la classicità, nonché il suo approccio scultoreo al mezzo fotografico, reso evidente tanto nello studio del nudo maschile e femminile, quanto nella natura morta. Non per caso, infatti, nel 2009, sempre a Firenze, i lavori di Mapplethorpe furono accostati ai capolavori di Michelangelo nella mostra “La perfezione della Forma” alla Galleria dell’Accademia.

Ora il lavoro del fotografo statunitense è messo a confronto con alcuni scatti risalenti a fine Ottocento e inizio Novecento, provenienti dagli Archivi Alinari. Fra questi, alcune immagini del barone Wilhelm von Gloeden, fra i pionieri della “staged photography”, ossia la “fotografia allestita”, tecnica con cui i fotografi agiscono quasi come dei pittori, mettendo in scena i propri soggetti e allestendo accuratamente tutto ciò che rientra nell’inquadratura prima di scattare. Uno dei tratti distintivi delle atmosfere che animano le composizioni di von Gloeden è proprio il richiamo al passato, concepito quale inesauribile bacino di suggestioni: un segno stilistico unico, che lo rende ancora oggi un’icona (bellissimo il Carmelo travestito da fauno, dalla serie “Grande Fauno”, o l’Autoritratto come Nazareno).

L’interesse per l’antico e la passione per i fotografi che lo hanno preceduto sono una costante nell’opera di Robert Mapplethorpe, che agli inizi degli anni Ottanta compie, fra l’altro, un celebre viaggio in Italia, durante il quale ha la possibilità di confrontarsi direttamente con la maestosità di Napoli e la potenza disarmante delle rovine che la circondano.

Fra i 90 scatti in mostra anche quello dei Fratelli Alinari che ritrae la Ricostruzione in bronzo del Discobolo della regina Elena, al Museo Nazionale Romano, databile 1920-1930. Un confronto evocativo che rivela il ricorrere di temi comuni: motivi che attraversano il tempo e giungono fino a noi, come spunti di riflessione sull’attualità. I soggetti, le pose, le atmosfere sospese delle composizioni ci guidano alla scoperta di un’idea non convenzionale di bellezza, come richiamato dal titolo. Le foto esposte, pur traendo ispirazione dai canoni della classicità, sembrano infatti condurci lungo traiettorie estetiche non scontate e a tratti inquietanti, sollevando interrogativi sul tema del corpo e del gender la cui eco risuona, a tratti immutata, nella cultura visiva contemporanea.

Per i soci convenzione 2×1 (due ingressi al prezzo di uno). Per saperne di più: museonovecento.it

Iscriviti alla Newsletter

Le notizie della tua Cooperativa, una volta alla settimana. Guarda un esempio

Errore: Modulo di contatto non trovato.

Potrebbe interessarti