I problemi sessuali femminili e le strategie di intervento

Cause e terapie per i problemi sessuali femminili spiegati dalla specialista Linda Vignozzi, professoressa dell'Università di Firenze

Molto spesso si parla dei problemi sessuali maschili, ma il tabù resiste per le donne, ancora prigioniere di uno stereotipo in cui la funzione sessuale resta legata alle capacità riproduttive.

Ma quali sono i principali disturbi della sfera sessuale delle donne?
«I problemi più frequenti sono la diminuzione del desiderio, i disturbi dell’eccitazione e quelli dell’orgasmo – risponde Linda Vignozzi, direttore della Sod di Andrologia, endocrinologia femminile e incongruenza di genere, Aou Careggi -. Da non trascurare poi anche le alterazioni della lubrificazione che provocano dolore nei rapporti. La percentuale di donne che manifestano almeno una disfunzione sessuale è tra il 40 e il 50%, a prescindere dall’età».

Quali sono le cause?

Di natura psicologica, socioculturale o conseguenze di malattie organiche (ormonali, vascolari, nervose), spesso correlate e interdipendenti. È dimostrata la presenza di disfunzioni sessuali in donne con patologie croniche, per esempio cardiache, metaboliche o tumorali.

Occorre valutare qual è l’impatto della malattia sulla funzione sessuale e quanto la donna percepisce la patologia come limitante per questo aspetto della propria vita.

Gli abusi sessuali in età infantile o puberale hanno conseguenze?

Purtroppo sì. Quelli subiti in età infantile influiscono sulla percezione dell’immagine corporea e spesso sfociano in disturbi del comportamento alimentare.

Quelli in età adolescenziale hanno conseguenze sulla vita sessuale futura, perché proprio nell’adolescenza si comincia ad attribuire al proprio corpo anche un “connotato sessuale”.

È vero che la menopausa è la tomba del desiderio?

In questo periodo c’è un calo dei livelli di ormoni sessuali ovarici, che assieme ai cambiamenti della propria immagine corporea e a fattori socio-relazionali (nuove dinamiche familiari e di coppia, disfunzione sessuale nel partner) o psicologici (peggioramento del tono dell’umore), contribuiscono alla riduzione del desiderio.

Queste condizioni diventano patologiche solo quando persistenti e percepite come invalidanti. Tuttavia, la concezione di menopausa come “tomba del desiderio” è antiquata e non rispecchia le possibilità diagnostiche e terapeutiche disponibili oggi.

Esistono delle terapie?

La disfunzione sessuale nella donna, ancora più che nell’uomo, è il risultato di un complesso equilibrio di meccanismi mentali, fisici, sociali e relativi alle dinamiche di coppia, che può variare enormemente da soggetto a soggetto. Per questi motivi l’approccio terapeutico deve essere personalizzato e organizzato in modo multidisciplinare, con la stretta collaborazione tra varie figure dedicate (specialista endocrinologo, ginecologo, esperto in salute psicologica).

Solo dopo una valutazione dei fattori modificabili e delle condizioni di rischio presentate dalla paziente vengono proposti vari tipi di terapia (ormonale o non ormonale, farmacologica, terapia sessuale di coppia). Purtroppo la ricerca scientifica in questo campo soffre di un ritardo di diversi decenni rispetto al maschio, ma si assiste a un’inversione di tendenza che aprirà nuove possibilità terapeutiche.

Le donne parlano spontaneamente di questi problemi?

Solo una minima parte delle donne con queste problematiche si rivolge a uno specialista. Le motivazioni sono socio-culturali, etniche e religiose, ma dipendono anche dalla scarsa sensibilizzazione del personale sanitario. Nella formazione dei medici lo studio della salute e della vita sessuale dovrebbe avere maggiore considerazione.

Per fortuna le cose stanno cambiando e a Careggi è attivo da anni il primo servizio ambulatoriale pubblico in Italia dedicato interamente ai disturbi della sessualità femminile.

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