Animali smarriti: perché cani e gatti si perdono

Perdere un animale può capitare e non sempre è colpa di proprietari disattenti

Ogni giorno ci sono annunci di animali smarriti, come mai?

La prima domanda che fanno i padroni è darsi la colpa, ma non è sempre giusto fare così.

«Infatti perdersi è una conseguenza spesso inevitabile dello scappare – ci spiega Carlo Ciceroni, medico veterinario comportamentalista -. Alcune volte i nostri animali si allontanano molto da casa e quindi è poi difficile per loro recuperare le tracce olfattive che gli permetterebbero di tornare. La motivazione che li spinge è quasi sempre legata alla necessità di tentare di accoppiarsi. Inoltre, in particolare per il cane, l’esplorazione di aree anche molto vaste è ugualmente un bisogno etologico molto forte».

«Può capitare anche che un animale scappi perché spaventato – aggiunge Piera Rosati, presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane -. Sono numerose, per esempio, le segnalazioni che ci arrivano a causa dei botti di capodanno. Un momento di festa per gli umani che si trasforma in un incubo per centinaia di cani e gatti che, terrorizzati, rischiano di farsi male, cadendo dai balconi o travolti da una macchina».

Per evitare di ritrovarsi a diffondere annunci di animali smarriti, la prima cosa da fare è migliorare la tenuta delle vie di fuga, stando attenti a non creare pericoli per gli amici a quattro zampe nella propria casa.
«Per i cani – spiega il veterinario – a volte un semplice doppio cancello risolve del tutto il problema. Poi è importante la sterilizzazione, anche se non sempre basta, ma che è utile anche per ridurre il rischio di gravidanze indesiderate. Inoltre, bisogna rendere identificabile il proprio animale con il microchip e con un collarino che riporti due numeri di cellulare. Per sicurezza deve avere un punto di pre-rottura, soprattutto per i mici, per evitare intrappolamenti in qualche appiglio».

Stratagemmi per ritrovare gli animali smarriti

Cosa possiamo fare quando il nostro animale si è perso?
«Fare immediatamente denuncia di smarrimento, dapprima anche solo telefonica, presso la sede della Veterinaria pubblica (Asl) del luogo – prosegue il veterinario -, chiedendo consiglio agli operatori sul da farsi e fornendo loro il numero di microchip che, ricordiamo, è obbligatorio nei cani e vivamente consigliato anche nei gatti, proprio per potere identificare anche loro in questi casi».

Quando si allontana un cane possiamo lasciare in punti strategici, vicini al luogo di smarrimento, quattro o cinque segnali odorosi noti al cane, come copertine usate o il telo della brandina tagliato in quattro. Se il fattaccio fosse avvenuto in campagna, c’è la possibilità di ritrovarlo dopo qualche ora accucciato sopra il segnale che gli abbiamo lasciato.

«Oltre a darsi da fare attivamente per cercare il cane – aggiunge Piera – può essere utile affiggere e distribuire volantini con una foto dell’animale e un numero di telefono e, allo stesso tempo, contattare i canili sanitari, i canili-rifugio della zona e le associazioni animaliste sul territorio. Anche i social network possono essere uno strumento molto utile per aiutare a ritrovare il nostro animale».

Ricompense: sì o no?

Sempre più di frequente si vedono cartelli che offrono ricompense a chi ritrova un animale. È una soluzione corretta?
«Se fossero davvero utili per i ritrovamenti, perché no? Anche se c’è forse il rischio che questo possa incentivare i rapimenti» risponde Ciceroni.

«Infatti – aggiunge la presidente della Lega del Cane -, anche se non abbiamo dati precisi a riguardo, qualche volta è capitato. In linea di massima noi, come organizzazione, scoraggiamo l’idea di offrire una ricompensa. Ultimamente il senso civico e di solidarietà è molto forte ed è facile coinvolgere tante persone sensibili e attente che con il loro passaparola si attivano, spesso dando un contributo fondamentale al ritrovamento dell’animale smarrito».