Tosca la pasta

Sugli scaffali dei Coop.fi la pasta di grano solo toscano e senza glifosate

Per avere il meglio basta a volte aprire la finestra ed è già lì, sotto casa. Così è stato per “Tosca la pasta”: c’erano i campi, c’era il grano, c’erano gli agricoltori, il mulino e il pastificio. E ora, c’è anche la pasta che, da dicembre, si farà di nuovo largo sugli scaffali, grazie a un progetto di filiera nato da Unicoop Firenze e dalla cooperativa agricola Terre dell’Etruria, con sede a Castagneto Carducci, nella provincia di Livorno.

In un anno abbondante di lavoro il progetto è riuscito a unire circa venti produttori pronti ad accettare la sfida: pasta di grano solo toscano, coltivata senza l’uso di glifosate, trafilata al bronzo ed essiccata lentamente, attenta alla salute, all’ambiente e a quel gusto ruvido e pieno che la pasta della tradizione, prima di tutto, deve avere.

“Gustosa nel piatto, sostenibile in campo”

Con questa premessa la cooperativa Terre dell’Etruria ha sviluppato il progetto che impegna, per ora, 150 ettari di terreni, sulle colline livornesi, lungo il litorale della costa di Baratti, nel comune di Piombino, e nella zona di Grosseto.

Filiera breve e pulita

Dalla spiga alla semola, dopo il passaggio in un molino di zona. E dalla semola alla pasta, prodotta da un pastificio della zona di Lucca e presente sugli scaffali in cinque formati (spaghetti, penne, fusilli, farfalle, rigatoni): la filiera è breve e pulita, perché segue un disciplinare rigido che individua non solo le zone di coltivazione, ma anche varietà e sementi utilizzabili, criteri attenti alla biodiversità e alla valorizzazione del suolo, regole di concimazione e diserbo, divieto di utilizzo di prodotti che contengono glifosate su tutta la superficie dove cresce il grano destinato a questa pasta.

Sostenibile a tutto campo, anche per i produttori, che vedono riconosciuto un giusto prezzo e un’equa remunerazione, criteri base di una filiera che voglia definirsi etica e pulita.

E se non bastasse tutto questo, il prodotto è “trasparente” e parla chiaro: basta “sparare” il codice QR di ogni confezione con il proprio smartphone per visualizzare aree di provenienza, lista dei produttori, ettari impegnati, quantità di grano fornite da ogni produttore e persino le immagini dei campi da cui viene il grano. Un identikit a prova di palato.

Parola di produttore

Fare le cose buone in modo giusto: questo l’obiettivo del progetto di filiera, come racconta Massimo Carlotti, presidente della cooperativa Terre dell’Etruria: «Investire sulla filiera toscana significa dare valore tanto al prodotto quanto ai nostri produttori agricoli che hanno terreni, esperienza e competenze. Il nostro progetto garantisce a chi coltiva il giusto prezzo, offrendo così i mezzi per investire e una prospettiva per il futuro. Si può fare, a piccoli passi, ma potenziale ce n’è».

Lo scaffale è servito

Trafilata al bronzo ed essiccata lentamente, Tosca è il risultato di una filiera interamente controllata ed etica, come spiega Francesca Gatteschi, direttore acquisti di Unicoop Firenze: «Questo prodotto è un altro traguardo della nostra azione per valorizzare la Toscana, in tutti i suoi aspetti: economici, ambientali, produttivi. E perché no, culturali, visto il ruolo che un piatto di pasta riveste nella nostra tradizione e identità. Un semplice pacco di pasta può contenere molto: Tosca è semola e tradizione, Toscana e dignità del lavoro, filiera locale e cibo sicuro, frutto di un ambiente tutelato con i criteri di un’economia sostenibile».

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