Fagiolo serpente

Un legume in erba dalle antiche origini

Cos’è?

È un fagiolino a cornetto mangiatutto che ha la particolarità di essere lunghissimo. Simile all’asparagina, ha un colore verde non troppo intenso, un diametro di circa 4 mm: a completa maturazione può raggiungere la lunghezza di 80 centimetri ma si raccoglie quando ne raggiunge circa 40-50, ancora tenero e verde, prima che inizi a fare i legumi interni.

È molto saporito, dal gusto erbaceo e deciso. Ne esiste una varietà più chiara e una più scura, con baccello sottile e seme scuro. La sua pianta rampicante ama il clima caldo e sopporta bene la siccità. 

Quanti nomi ha?

È conosciuto con tanti nomi diversi: fagiolo spago, fagiolo da metro, frusta o stringhe (in particolare in Versilia), ma anche fagiolo asparago, proprio per il suo particolare sapore che ricorda quello degli asparagi. L’appellativo di fagiolo serpente deriva dalla forma lunghissima, che lo fa assomigliare appunto a un serpente, ma è conosciuto anche come fagiolo Sant’Anna perché arriva a maturazione e si raccoglie in piena estate e in un periodo molto breve, in prossimità del 26 luglio, giorno della festa di Sant’Anna, ma non oltre la prima settimana di agosto.

Da dove viene?

Si tratta di un’antica varietà di fagioli tipica della Toscana, diffusa soprattutto a Lucca, Firenze, Arezzo, ma anche in Veneto, Umbria e altre regioni del nord e centro Italia. Il suo nome scientifico è Vigna unguiculata varietà Sesquipedalis: pur essendo della stessa famiglia dei fagioli comuni (Fabacee), il fagiolo serpente appartiene al genere vigna e non al genere phaseolus (il fagiolo comune). Non è arrivato dall’America come gli altri fagioli ma era consumato in Europa già nel Medioevo, ben prima che i conquistatori spagnoli portassero dai loro viaggi i fagioli americani.

Come consumarlo?

Facili da preparare, ma di sicuro successo, sono ottimi nelle zuppe, in brodo, ma anche con lo spezzatino di manzo, saltati in padella con aglio, erbe aromatiche e peperoncini, o semplicemente bolliti e conditi con un filo di olio extravergine d’oliva. Per un piatto unico fresco e completo, si possono preparare in insalata, abbinati a tonno oppure mozzarella o prosciutto o uova per la parte proteica, aggiungendo anche pomodori e patate lesse a cubetti, con un po’ di pesto per arricchire il tutto. Sono gustosi anche in umido, scottati e poi ripassati in padella con aglio, pomodoro e un pizzico di pepe, come fossero spaghetti vegetali.

Perché fa bene?

Come tutti i cibi verdi del mondo vegetale, è una fonte naturale di sali minerali e vitamine, fra cui la A e la C che migliorano le difese immunitarie. Rispetto ad altri legumi contiene meno proteine e meno carboidrati, ma ha una quantità superiore di acqua.

Grazie alla bassissima presenza di sodio e all’elevato contenuto di potassio (una porzione di 200 grammi ne contiene quanto una banana), stimola la diuresi e favorisce l’eliminazione dei liquidi, evitandone l’accumulo nei tessuti. È molto ricco di fibre che migliorano il lavoro dell’intestino e favoriscono la salute del colon.

Iscriviti alla Newsletter

Le notizie della tua Cooperativa, una volta alla settimana. Guarda un esempio

Errore: Modulo di contatto non trovato.

Potrebbe interessarti