Truffa per truffa: la fuga di gas

Terzo appuntamento della nostra rubrica settimanale, realizzata in collaborazione con le Forze dell’Ordine, con testimonianze di persone rimaste vittima di truffatori

Dalla tecnica della “cauzione”a quella della “perdita di gas’ sono innumerevoli le strategie adottate dai malviventi per carpire la fiducia delle loro vittime. Uomini e donne a cui, a volte, può bastare un sorriso, un’attenzione rivolta senza chiedere nulla in cambio, per sentirsi disposti a concedere la propria fiducia a chi se ne finge degno. Inevitabile che vi sia chi, di tutto questo, tenti di approfittare, escogitando le strategie più varie per scalfire la naturale diffidenza delle proprie vittime. Subdole e fantasiose, le tecniche adottate dai truffatori hanno schemi ricorrenti: conoscerli è il primo passo per difendersene.

La fuga di gas: la storia di Marisa

A mezzogiorno in punto Marisa ha già sbrigato le faccende che aveva previsto per la giornata: i mobili del salotto sono spolverati, il letto in cui dorme da sola dopo la morte del marito Attilio è rifatto, l’aspirapolvere l’ha passata in ogni angolo. Mentre sul fuoco bolle il ragù per il pranzo, può concedersi una mezz’ora di relax sulla sua poltrona preferita, sfolgiare una rivista, con telecomando a portata di mano.

A buttare all’aria i suoi piani, però, arriva il suono del campanello: dallo spioncino Marisa vede due uomini con una casacca arancione, l’aria professionale e impaziente di chi non è lì per perder tempo. La donna apre senza esitare: nel condominio ci sono lavori in corso, e quei due ragazzi potrebbero aver bisogno di qualcosa. Sono due tecnici inviati dalla società del gas, le spiegano invece quelli, cortesi e affabili. È stata segnalata una fuga dal suo appartamento, continuano, e il loro compito è riparare il guasto. Marisa non stenta a crederci, accorgendosi che un odore pungente di gas è effettivamente percepibile.

Non può sapere, la malcapitata, che sono stati propri i due sedicenti tecnici a vaporizzare, prima di suonare il citofono, il contenuto di una bomboletta per la ricarica degli accendini. Uno stratagemma quasi infallibile – i professionisti della truffa lo sanno bene – per carpire la fiducia delle loro vittime. Perché l’odore di gas fa paura, e la paura abbassa le difese; fino a farti mettere da parte ogni prudenza, permettendo a quei due uomini in arancio di perlustrare ogni angolo della tua casa, dando loro modo di mettere le mani anche in quei cassetti e barattoli in cui gelosamente conservi quelle piccole cose di valore non quantificabile che raccontano tutta la tua vita.

Nella trappola della paura cade anche Marisa, prima di rimanere sola e rendersi conto che, con la loro cassetta degli attrezzi, quei due bravi ragazzi si sono portati via anche tutto quel che, in casa, avesse un valore, dai gioielli di famiglia ai piccoli ninnoli d’argento.

Ci vorrà un Carabiniere, che di storie simili ne ha già sentite tante, per spiegare a Marisa quello che è realmente accaduto. E per convincerla che in quella trappola sarebbe potuto cadere chiunque.

Come difendersi: tre consigli delle forze del’Ordine

1. DIFFIDATE DELLE APPARENZE. Apparenza distinta, sorriso cordiale, massima disponibilità, gli “amici” truffatori si presentano con un aspetto tranquillizzante. L’ideale per conquistare la vostra simpatia. E per introdursi abilmente in casa, pronti ad appropriarsi di denaro e gioielli. Della vostra ingenuità approfitteranno ugualmente in strada, ostentando un’improbabile cortesia che consentirà loro di avvicinarvi quanto basta per farvi sparire il portafogli. O magari la pensione, appena usciti dalla banca o dalle poste. E sull’insicurezza gioca anche il sedicente amico, che non esiterà ad abbracciarvi affettuosamente sfilandovi dalla tasca il cellulare appena acquistato. Né meno bene i truffatori sanno colloquiare con voi quando il contatto è telefonico. Per coinvolgervi in costose iniziative che solo in un secondo momento vi appariranno in tutta la loro insensatezza.

2. NON APRITE QUELLA PORTA. Cominciamo col dire che il cancello e il portone non si aprono agli sconosciuti. Tanto meno la porta di casa. Controllate il visitatore dallo spioncino, e ricorrete comunque alla catenella se aprire vi appare necessario. Già, ma in quali casi è veramente necessario? Un funzionario del Comune o delle Poste, un incaricato dell’INPS o dell’INAIL, un tecnico del gas o della luce non si presenta a casa vostra senza preavviso. E non compete a lui la riscossione di bollette, il controllo dei pagamenti, magari con rimborsi a vostro vantaggio.La sua visita è sempre preceduta e garantita da una comunicazione in cui ne risulta il motivo. Non vi convince ugualmente? Avete tutti i diritti di contattare l’azienda interessata. Controllate il numero telefonico, però: il soggetto potrebbe darvi quello di un suo complice. Lui (o lei) attenderà fuori della porta.

Ma soprattutto, in caso di necessità, reale o presunta, non esitate a chiamare il 112. Il numero è gratuito, e saranno pronti ad aiutarvi.

A cura della Redazione dell’Informatore in collaborazione con le Forze dell’Ordine)

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