Quelli che a Ponte a Greve

Parte dai confini di Firenze il nostro viaggio alla scoperta delle sezioni soci che animano i punti vendita Coop.fi

Anche stasera bisogna aggiungere una fila di sedie, non bastano mai il venerdì quando arriva l’ora della “storia del pensiero umano”. Siamo insieme alle oltre cento persone che affollano la galleria del Centro*Ponte a Greve per sentire la lezione del professor Nibbi. Si parla di filosofia in questo progetto di educazione permanente, una delle tante proposte della sezione soci Coop Firenze sud ovest.

Chissà cosa ne direbbe Marc Augé, il sociologo che ribattezzò i centri commerciali come i “non luoghi, gli spazi dell’anonimato”. Ma questa è davvero un’altra musica. Fulcro e cuore delle tante attività del centro è la sezione soci Coop; Cristina Zocchi, la presidente, ci parla della difficoltà di operare in una zona di confine: «In un territorio che ha perso l’identità ma che sembra ritrovarla proprio nell’aggregazione per gruppi di interesse». La biblioteca e tutte le iniziative legate alla lettura, per esempio, hanno uno straordinario successo, come quando qui «abbiamo presentato il libro che ha vinto il premio Strega (La ragazza con la Leika di Helena Janeczek, prima donna a ricevere il premio dopo 15 anni)».

Ponte a Greve è al confine tra Scandicci e Firenze, alla spalle quel che resta dell’antico borgo e davanti il futuro disegnato dalla tranvia, che in dieci anni ha cambiato il volto di questa parte di città. Il Centro, come una spugna, ha assorbito la vita intorno ed è diventato un punto di riferimento per la comunità offrendo ben più di uno spazio, fresco in estate e caldo inverno, dove fare la spesa. Qui ci sono i servizi della piazza del paese, la farmacia e l’ufficio postale, i divani dove sostare per una pausa, il supermercato e la galleria commerciale. E poi una miriade di attività, promosse dalla sezione soci, che attraggono migliaia di persone.

Anna, un’elegante signora, viene da Casellina: «Passo quasi tutti i giorni, tengo d’occhio il programma, ma so che anche se non c’è nulla, troverò qualcuno». Bruno invece ha uno scopo, è uno dei lettori delle audio guide. Lo trovi dentro la cabina di lettura intento a offrire la sua voce ai lettori non vedenti. «Ho cominciato per caso e ormai sono due anni che una volta alla settimana vengo qui, offro un po’ del mio tempo e ne ricavo tanta soddisfazione». Questo è un centro “pop” nel senso puro del termine. Se cento persone vengono per parlare di filosofia, saranno state almeno il doppio quelle che hanno partecipato alla tombola con Alessandro Masti che, per quanto abituato ai successi, ammette: «Qui è incredibile: sempre tanta gente e tanta allegria».

Più piccoli ma non meno partecipati i gruppi che si formano per le varie attività. Almeno quaranta quelli che fanno yoga una volta alla settimana, mentre Angela Corsani continua con successo a proporre corsi di cucito: «in questi tempi va alla grande il recupero e io insegno che non si butta via nulla». E se vedete un gruppo di persone molto concentrate muoversi lentamente, quelli sono del tai chi, disciplina cinese di arti marziali, oggi parecchio in voga. Molto gettonati anche i corsi di inglese e spagnolo e quelli per imparare a usare lo smartphone.

Ai più giovani ci pensa il laboratorio musicale ed è questa la ragione per cui ogni tanto si sente gorgheggiare dalla galleria. I libri riempiono tutte le pareti davanti alla sezione soci insieme alla ricca bacheca di annunci. Qui si può anche sognare di andare via, il programma delle gite è affisso bene in mostra: dalla Sicilia al Madagascar, ce n’è davvero per tutti i gusti. Al ritorno ci sarà sempre una piazza dove raccontare le “nostre avventure”, come si è sempre fatto in ogni paese che si rispetti.

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