

Trama
Il protagonista senza nome di questo romanzo si descrive come un vecchiaccio senza qualità, ladro incallito di penne, con un matrimonio fallito, una figlia trasferitasi da Roma a Milano per la quale non è mai stato un padre e invaghito della portinaia del suo palazzo, una donna attraente di sessant’anni che accetta la corte di un barista dai denti rifatti. A lui non resta che raccontare tutto questo e parlare del suo migliore amico Armando, un uomo gentile e positivo, che dopo la sua morte vuole lasciare realizzato un amore tra Chiara e Giacomo, due ragazzi del quartiere che ancora non si conoscono, ma che per lui potrebbero essere la coppia perfetta.
Attraverso una serie di eventi inaspettati, il protagonista inizia un percorso di riscoperta di sé stesso e dei valori perduti descritti da uno stile ironico e graffiante, tipico dell’autore, che riesce a trattare temi profondi con leggerezza e umorismo.


La citazione degna di nota
Cerco d’immaginare come sarà la sua vita fra trent’anni, quando i suoi problemi da latte saranno sostituiti da quelli definitivi. Io e lui siamo spettatori dello stesso film, solo che io sto uscendo dal primo spettacolo, ho appena finito di vederlo e sinceramente immaginavo di meglio. Lui sta entrando adesso, pieno di aspettative. Ci siamo incrociati un attimo, quando si sono aperte le tende di velluto, tra una proiezione e l’altra.


Le nostre riflessioni
Il protagonista di questo primo libro scritto da Marco Presta è la voce narrante, sfrontata e dissacrante, che racconta la sua vita di anziano costretto a fare i conti sia con la sua prostata che con l’amico Armando, novello Cupido e inguaribile romantico. Il protagonista e Armando sono due personaggi contrapposti, due facce della stessa medaglia, che a volte appaiono troppo asimmetrici per sembrare credibili. Se uno è arrabbiato con tutto e tutti, solitario e divorziato, l’altro è innamorato dell’amore, generoso e gentile, fiducioso nel futuro e nel prossimo.
Se inizialmente l’anziano scorbutico e burbero indispettisce il lettore, tanto da risultare antipatico, andando avanti con la lettura, scopriamo che quel rancore verso gli altri è solo un riflesso della rabbia verso sé stesso e i suoi difetti. La scontrosità fa spazio alla tristezza e l’arrivo della figlia – inizialmente visto con sgomento – porta quella dolcezza inaspettata che rende il vecchiaccio via via più gradevole.
La scrittura brillante, scandita dal linguaggio quotidiano e colorita con un turpiloquio a tratti eccessivo, fa ridere ma anche riflettere. È un umorismo pervaso da una malinconia sottile, che regala sorrisi ma anche attimi di commozione: attraverso battute fulminanti e spiazzanti, l’autore narra in modo irriverente ma con sensibilità il mondo degli anziani, facendoci avvicinare ai loro pensieri attraverso le loro voci. È il protagonista in prima persona a far emergere il suo lato cattivo e cinico, quasi una corazza a difesa del tempo che passa, per dimostrare a sé stesso di valere ancora qualcosa e allo stesso tempo liberarsi di quei freni inibitori a cui ognuno è costretto per la serena convivenza con il prossimo.
Abbiamo apprezzato la sincerità talvolta provocatoria sui difetti degli anziani: autentici, ricorrenti, amari, frutto dei rimpianti rivolti al passato e della triste aspettativa del futuro. Dietro i comportamenti irriverenti e le parole taglienti si cerca infatti di nascondere l’amarezza e lo sconforto di trovarsi in una condizione, la vecchiaia, che fa più paura della morte e spesso è solitudine, malattia e aggravamento dei difetti caratteriali.
Questa storia è una corsa verso il futuro senza rinnegare il passato raccontata con semplicità e schiettezza che lascia un retrogusto nostalgico ma allo stesso tempo romantico.


Lo consigliamo a...
Chi ama l’umorismo sarcastico.
Chi non ne può più di buoni sentimenti ipocriti.
Vuol farsi una bella risata dissacrante.
Ai maschi.
A chi ha più di 30 anni.


Le parole chiave del libro
Amicizia
Pudore dei sentimenti
Cinismo
solitudine
amarezza
referto
mentore
solitudine
penne biro
istinto