

Trama
Il libro tratta di un periodo cruciale della vita di Valeria Cossati, quarantatré anni, madre di due figli ormai grandi – Mirella e Riccardo- e moglie di Michele, impiegato di banca, nella Roma dei primi anni ’50. Valeria è stata allevata con i principi tradizionalisti borghesi e adesso si trova alle prese con i mutamenti sociali che coinvolgono e sconvolgono la vita delle donne nel periodo del boom economico e la pongono di fronte a scelte di cui mai prima aveva mai sentito la necessità.
La protagonista compra per caso un quaderno e percepisce fin da subito questo come un gesto ribelle, proibito. Non sa ancora che cosa intende scriverci, ma lo nasconde come un bene prezioso, da preservare e da tenere segreto; ci scrive di sera, da sola, di nascosto agli altri familiari, assediata dai sensi di colpa.
Il quaderno dalla copertina nera diventa così uno scrigno di segreti e di pensieri inconfessabili e per questo estremamente veri, tanto da metterla in crisi. Valeria si accorge di aver vissuto una vita in cui ha messo in disparte sé stessa e i suoi interessi, pur di accudire la famiglia, ma dal momento in cui tutto questo diventa consapevolezza, la sua vita cambia profondamente e con questa nuova amara coscienza deve scontrarsi con le vicende che interessano tutti i suoi familiari. Queste vicende si snodano nell’arco di alcuni mesi, nei quali tutti i componenti del nucleo familiare vivono dei passaggi cruciali, relativi a scelte sentimentali e professionali, nuove passioni, tradimenti lungamente maturati e per lo più inattuati, aneliti di vita diversa.


La citazione degna di nota
“Sembra che una donna debba sempre appartenere a qualcuno per essere felice” (pag.71)
“Ora non vede più nulla, non mi vede più, ci sono i figli tra noi, e Marina, e Cantoni, e tutte le montagne di piatti che ho lavato, e le ore che lui ha trascorso in ufficio e quelle che io ho trascorso in ufficio…”


Le nostre riflessioni
Romanzo familiare e romanzo psicologico, il libro della De Cespedes è stato variamente interpretato dal gruppo: ad alcune è sembrato datato per i temi affrontati, mentre ad altre è piaciuto per la capacità di analisi psicologica, che ha messo in luce gli aspetti conflittuali della protagonista con il marito, con i figli e soprattutto con sé stessa.
Valeria percepisce di vivere in una realtà profondamente diversa da quella che si era attesa e si accorge di essere circondata da persone diverse e piene di complessi, forse al pari suo. Si ritrova a difendere per consuetudine principi e schemi di vita, di cui però lei stessa dubita e comincia a porsi domande sulle effettive pulsioni delle donne. Scopre così un mondo di delusioni e contraddizioni, in cui il lavoro della donna assume un rilievo ambivalente, da questione di necessità diventa precondizione di libertà, accompagnato però da umiliazioni e frustrazioni.
Il periodo problematico della vita della protagonista coincide – e in qualche modo ne è conseguenza – con la maturità dei suoi figli, che si affacciano alla vita adulta e progettano un avvenire diverso da quello per loro ipotizzato, se non addirittura in netta contrapposizione. Ma il periodo è anche quello in cui il denaro entra prepotentemente nella vita delle persone e ne condiziona il rilievo e la valutazione sociale, se non anche l’identità psicologica.
Inoltre, si riconosce che il racconto della De Cespedes ha una forza empatica proprio per la forma diaristica che ha scelto, confidenziale e riservata, che affronta il tema fragile della interiorità frustrata di una madre e una moglie che non è più considerata una donna.


Lo consigliamo a...
A chi ama la forma diaristica, a chi è interessato alla ricerca della consapevolezza di sé.


Le parole chiave del libro
Stanchezza
una stanza tutta per sé
segreto
desiderio