La strada

La strada

Autore Cormac McCarthy

Casa editrice Einaudi, 2006

Pagine 220

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Coop Pisa

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell’oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po’ di tepore e qualche barlume di vita. Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con quel po’ di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo. E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore.

La post-apocalisse ha il volto realistico di un padre e un figlio in viaggio su un groviglio di strade senza origine e senza meta, dentro una natura ridotta a involucro asciutto, fra le vestigia paurosamente riconoscibili di un mondo svuotato e inutile. Restano dunque, su questa strada, esseri umani condannati alla sopravvivenza, la loro quotidiana ordalia per soddisfare i bisogni insopprimibili e la furia dell’umanità tradita; restano i sentimenti che legano padre e figlio e le relazioni che i due intessono fra loro e con gli altri, ridotte all’estrema essenza nella ferocia come nella tenerezza.

La citazione degna di nota

Cercò di pensare a qualcosa da dire ma non gli venne in mente nulla. Aveva già provato quella sensazione, qualcosa che andava oltre l’intorpidimento e la disperazione sorda. […] I nomi delle cose che seguivano lentamente le cose stesse nell’oblio. I colori. I nomi degli uccelli. Le cose da mangiare. E infine i nomi di ciò in cui uno credeva. Più fragili di quanto avesse mai pensato. Quanto di tutto questo era già scomparso? Il sacro idioma privato dei suoi referenti e quindi della sua realtà. Ripiegato su sé stesso come un essere che cerca di preservare il calore. Prima di chiudere gli occhi per sempre.

Le nostre riflessioni

Fino a che punto arrivereste per sopravvivere? Le impressioni su una storia ambientata in un mondo che, per come lo conosciamo noi, non esiste più, sono state numerose e ricche di interpretazioni. Si tratta infatti di una narrazione fatta di introspezione, significato, profondità. È una metafora della sopravvivenza: l’uomo di fronte alla scelta tra giusto e sbagliato, uccidere per sopravvivere, restare umani in un mondo che non ha più niente di umano. Il tutto visto con due prospettive diverse: un uomo e un bambino, un padre e suo figlio che non vogliono arrendersi al niente che li circonda. Lo stile di McCarthy è asciutto e, al contempo, descrittivo: dietro ogni singola parola c’è un significato che va ben oltre la narrazione, tanto da sfiorare la poesia. Non ci viene detto dove e quando sta succedendo ciò che leggiamo e anche la motivazione stessa dell’apocalisse avvenuta è solamente accennata. S

e tutto è ridotto all’essenziale, dalle scarne descrizioni ai personaggi senza nome, abbiamo trovato comunque tanti spunti di riflessione: la scomparsa delle parole seguita all’estinzione della vita sulla terra, il celato messaggio ecologista, l’importanza delle cerimonie e dei riti per sentirsi vivi. Ma a colpirci sono stati anche l’amore del padre verso il suo bambino, che con una forza incredibile cerca di proteggere e mantenere in vita, in nome di un futuro possibile; la realtà, dominata dal grigio che diventa a colori soltanto nei sogni dell’uomo; la ricerca di un rinnovato senso di civiltà che si compirà con l’incontro tra il bambino e un nuovo nucleo familiare disposto ad accoglierlo.

Il finale è un inno alla sopravvivenza, per la specie umana e quindi per il mondo intero, nella speranza che l’uomo non giunga mai alla catastrofe descritta da McCarthy. Si tratta insomma di un libro crudo, inquietante, psicologicamente destabilizzante nella sua verosimiglianza, scritto magistralmente e vincitore di un meritato premio Pulitzer nel 2007.

Lo consigliamo a...

Chi vuol riflettere sull’umanità.
Chi ama l’ambiente.
Chi guarda con speranza al futuro.

Le parole chiave del libro

Spiritualità

salvezza

sopravvivenza

persone buone

vita e morte

generosità

desolazione

paura

fame

freddo