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La ragazza della palude

La ragazza della palude

Autore Delia Owens

Casa editrice Solferino, 2019

Pagine 416

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Coop Firenze Sud-Ovest

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Il romanzo si apre con la scena di un cadavere ritrovato nella Palude, un giovane di una famiglia borghese del villaggio di Barkley Cove, Chase Andrews: disgrazia o omicidio?

L’inizio da romanzo noir ci conduce negli anni ’50 in un lungo flash back per raccontare l’infanzia della protagonista del romanzo, Kya. Ultimogenita di una famiglia numerosa e disagiata, Kya, la Ragazza della Palude, viene abbandonata dalla mamma e dai fratelli che la lasciano sola con il padre alcolizzato e violento, il quale la abbandonerà a sua volta poco dopo la fuga del resto della famiglia. La dimora che ospita questa famiglia nella quale Kya cresce, e trascorrerà tutta la sua vita, è una casa immersa nella natura paludosa di un luogo della costa americana, non propriamente reale, vicino a un villaggio dove pregiudizi e pettegolezzi prendono il sopravvento nella comunità.

Rimasta completamente sola, sarà la Natura a farle da madre oltre a qualche anima caritatevole del villaggio (una coppia di commercianti, anch’essi in parte emarginati per il colore della loro pelle) che la “adotta” fornendole cibo e vestiti, ma di fatto lasciandola vivere nella Palude.

Sono gli anni fra il 1950 e il 1970, Kya cresce, con fatica, lavorando nella pesca e snobbando la scuola, dove viene da subito emarginata e bullizzata. La sua bellezza attira l’attenzione di Tate, un giovane gentile e affezionato, ma anche determinato a costruirsi un futuro studiando, futuro nel quale Kya non trova posto, almeno in un primo tempo. Tate le insegna a leggere e a scrivere, le promette amore, ma all’atto pratico la lascia per andare a studiare. Ancora una volta Kya viene abbandonata e sembra che il suo destino di solitudine la persegua senza speranza.

Delusa e addolorata Kya cede alle attenzioni di Chase, un giovane del paese appartenente a una famiglia ricca ed in vista, che è fortemente attratto dalla ragazza, non soltanto per la sua avvenenza, ma anche per quel carattere di esotismo che la rende irresistibile ai suoi occhi. Quello stesso esotismo che però gli impedisce di presentarla alla sua famiglia e a costruire un futuro con lei, pur promettendole il matrimonio.

Con Chase Kya scopre l’amore erotico e trascorre dei momenti d’amore immersi nella solitudine dorata della Natura, ma quando capisce che Chase è ufficialmente fidanzato con una ragazza borghese del villaggio lo rifiuta con determinazione. Chase non accetta e sfodera un carattere violento e prepotente, con cui Kya dovrà fare i conti con grande dolore.

La sua vita sembra essere un susseguirsi di dolori e delusioni, abbandoni e solitudine, quando Tate decide di tornare e di non lasciarla più.

Purtroppo però la morte di Chase mette Kya in una posizione di grandissima difficoltà: alcuni testimoni puntano il dito su di lei avendola vista discutere con Chase la sera della sua morte.

Così Kya viene arrestata e solo la pietà di un grande avvocato in pensione riuscirà a liberarla dalle accuse. Kya intanto ha cominciato a scrivere, e diventerà una scrittrice, inzierà a pubblicare i suoi libri e i suoi studi sulla natura, un miracolo che soltanto la forza e il coraggio hanno reso possibile.

La citazione degna di nota

Il pantano non è palude. Il pantano è un luogo di luce dove l’erba cresce nell’acqua e l’acqua scorre verso il cielo.

….quando è messo all’angolo, disperato o isolato, l’uomo torna agli istinti, il cui unico obiettivo è la sopravvivenza…
“… proprio come il whisky, gli abitanti della palude distillavano clandestinamente anche le proprie leggi….” (p.17)

Le nostre riflessioni

Il libro è piaciuto moltissimo, i lettori si sono sentiti coinvolti dalla storia ed hanno amato le descrizioni della natura palustre, i dettagli sull’ambiente e la fauna, le luci soffuse dell’ambiente lagunare, le manifestazioni d’amore attraverso piccoli oggetti della natura come piume di uccello o conchiglie.

La Ragazza della Palude è una storia di abbandono e solitudine, ma anche di amore, in tutte le sue forme. L’amore materno deluso, l’amore fra una donna e un uomo, l’amore erotico, l’amore fraterno, l’amore che porta a lottare e a sopravvivere.

È una storia di crescita fra mille difficoltà e di grandissimo coraggio. Kya non ha mai paura, la Natura è la sua casa, la sua Madre, ed è forse proprio la Natura la grande protagonista di questo racconto, che segue un andamento non lineare ma alterna il presente con continui flash back, intrecciando molteplici piani e situazioni.

I temi sono moltissimi e tutti ben articolati, sia nella loro dimensione intima e personale dei personaggi, soprattutto di Kya, sia nella dimensione sociale, di cui possiamo citare ad esempio i temi dell’emarginazione, della diversità e della prepotenza delle classi sociali ricche.

Solo qualche appunto negativo è stato fatto sull’impianto poco realistico della situazione di una bambina che cresce da sola in una palude, fino a diventare una scrittrice, ma si è giustificato con la volontà dell’autrice di creare una favola con un significato profondo: la Natura è Madre, in questo caso buona e protettiva, molto di piu’ del legame di carne fra madre e figlia.

A ogni modo questa impostazione non riduce il valore del libro e, soprattutto, il grande piacere di questa lettura.

L’autrice, Delia Owens, che ha scritto solo questo romanzo, divenuto un best seller di grandissimo successo, e da cui è stato tratto un film recentemente, è altrimenti famosa per tre saggi sulla vita e sugli animali dell’Africa dove ha vissuto per più di vent’anni e dove ha condotto una vita di ricerca sul mondo animale.