Segnali di fumo. Gabriele Ametrano: nutrimenti

Con questo articolo di Gabriele Ametrano, direttore del Festival la Città dei lettori e presidente dell'Associazione Wimbledon APS, prosegue il nostro percorso sulle tracce dei sentieri lasciati da libri. Questo quarto numero è dedicato ai "Nutrimenti". I libri dedicati al cibo e alla cucina, nutrimento del nostro corpo, e quelli per nutrire la nostra mente e anima

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Bibliocoop è una comunità di lettori nata nel 2010 da un progetto di Unicoop Firenze in collaborazione con la Regione Toscana per favorire l'accesso al libro e alla lettura.

Ci sono libri che sembrano lontani tra loro, nel tempo e nello spazio, ma in realtà dialogano e si rispondono a distanza attraverso tracce più o meno nascoste, lanciandoci messaggi che solo un occhio attento sa decifrare. Come se fossero, appunto, segnali di fumo. Con questa rubrica di Gutenberg, curata da Mira!, Gabriele Ametrano segue queste tracce, segnando per noi un sentiero di libri da scoprire o da riscoprire.

Questo numero è dedicato ai “nutrimenti”. Perché se c’è una grande differenza tra mangiare e nutrirsi, anche quando leggiamo possiamo scegliere i libri davvero “nutrienti”, cercare storie capaci di regalarci nuove emozioni e le parole per esprimerle, aprirci alla bibliodiversità.

Gabriele Ametrano: nutrimenti

Dovremmo partire da un presupposto: la lettura è un nutrimento. Ora, dirlo così, è cosa banale ma non è scontato ripeterlo. Un lettore sa che un libro, una storia raccontata o le pagine di un saggio, regalano ciò di cui solitamente l’intelletto ha bisogno per alimentare pensieri e riflessioni. Un lettore sa anche che il proprio animo si ciba di quelle stesse emozioni lette. Ma un non lettore ne è cosciente? Penso che la differenza sia tutta lì: in questa semplice e forse abusata affermazione c’è l’elemento che fa di noi un lettore o non lettore.

Ma nutrimento per come lo intendiamo è certamente anche altro e in questi ultimi anni il cibo, proprio quello che dona calorie al nostro corpo, è al centro di moltissime pubblicazioni.

Ma perché ha preso un posto fondamentale sugli scaffali italiani? La risposta sta in quello che sempre e da sempre diciamo quando ci accompagniamo a tavola con qualche ospite straniero: gli italiani sono l’unico popolo che durante i pasti parla di cibo. Siamo dei buongustai e abbiamo la fortuna di vivere in un Paese in cui la cucina è la migliore del mondo. Quindi anche l’editoria ha scelto di raccontare la tavola degli italiani e di aiutarli a cucinare in maniera sana e gustosa.

Uno dei casi editoriali più eclatanti è stato l’effetto Benedetta Parodi. Già conduttrice televisiva di show di successo dedicati alla cucina, con il suo Cotto e mangiato (ma anche con le altre sue pubblicazioni dedicate alla preparazioni di pietanze e manicaretti) l’autrice ha scalato le classifiche per molto tempo, diventando la paladina di una cucina sana e ben equilibrata.

Altro nome che non posso non annoverare è Luisanna Messeri. Simpatica, toscana, personaggio televisivo ma più che altro eccezionale donna di cultura, Luisanna è il nome che accomuniamo spesso alla cucina tradizionale, quella fatta di ricordi e di esperienze culinarie di altri tempi. Io propongo sempre il suo 111 ricette italiane che devi saper cucinare, libro che dona in modo semplice le istruzioni per cavarsela ai fornelli e conoscere un poco di più la nostra cultura di buongustai.

Ça va sans dire che non possiamo parlare di cucina senza citare Pellegrino Artusi. Posso sicuramente affermare che l’arte della cucina parte da questo maestro, che con il suo La scienza della cucina e l’arte di mangiar bene è un classico che deve necessariamente essere nelle cucine di tutti noi. Questo libro è un fondamentale, un libro senza il quale non è possibile accendere i fornelli.

Esiste però anche chi non ama cucinare o preferisce che lo facciano altri. In questo caso è meglio affidarci ad un buon ristorante, ad un ottimo chef o a luoghi che mantengono intatta la tradizione. Gli scaffali pullulano di guide: quelle delle osterie migliori, delle cucine stellate, delle pizzerie… Ne potete trovare per tutti i gusti. Io però, amante del cibo verace, vi consiglio una guida un po’ da “camionisti”: la guida Street Food. Aggiornata ogni anno, potrete trovarci i migliori posti in cui mangiare cibo da strada in Italia, con spiegazioni della storia di quello che sembra un pasto sbrigativo ma nel suo cuore, oltre a migliaia di calorie, trova la tradizione della località in cui ci troviamo.

Ed ora, però, lasciate che il lettore che è in me abbia la parola. Certamente non possiamo leggere senza il nutrimento delle giuste calorie ma poi, oltre il mangiare, esiste il leggere e l’avvicinarsi al nostro alimento passionale: i libri.

E visto che la lettura va incontro anche allo spirito e al nostro modo di essere, ecco allora due pasti caldi a cui dovreste dare spazio: Questo immenso non sapere di Chandra Candiani e Biologia della gentilezza di Immaculata De Vivo e Daniel Lumera. Saranno una scorpacciata di emozioni e buone riflessioni, un percorso che vi appagherà e da cui trarrete giovamento e forza. Sono due libri diversi per esposizione e sensibilità (il primo molto personale e riflessivo, il secondo un po’ più espositivo e scientifico), ma troveranno entrambi posto in una tavola imbandita di pensieri e ritrovamenti emozionali.

Gli antichi dicevano mens sana in corpore sano e se è vero che la saggezza viene da lontano, oggi più che mai dovremmo ascoltare questo insegnamento. In un corpo sano e ben alimentato anche la mente trova la sua felicità.

Bibliografia

  • Cotto e mangiato di Benedetta Parodi (Vallardi e successivamente TEA)
  • 111 ricette italiane che devi saper cucinare di Luisanna Messeri (Emons edizioni)
  • La scienza della cucina e l’arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi (Giunti Editore)
  • Street Food (Gambero Rosso)
  • Questo immenso non sapere di Chandra Candiani (Einaudi)
  • Biologia della gentilezza di Immaculata De Vivo e Daniel Lumera (Mondadori)

Gabriele Ametrano

Gabriele Ametrano

Gabriele Ametrano è nato a Roma nel 1978. Dal 2018 è il direttore del Festival La città dei lettori. Dal 2017 è Presidente dell’Associazione Wimbledon APS con cui ha ideato e cura il progetto La città dei lettori. Giornalista, ha collaborato con le pagine culturali del Corriere Fiorentino (dorso fiorentino del Corriere della Sera) e scritto per alcune riviste (Left, Indice dei Libri, VisitArt, Edison Square, MilanoNera). Dal 2016 al 2019 è stato Direttore editoriale della rivista Lungarno. Dal 2008 conduce il programma letterario Pagine in onda nel palinsesto di Rete Toscana Classica.

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