Televisite: lo specialista a casa

Il servizio gratuito di visite a distanza della Regione Toscana per tutti i cittadini, dove chiedere consigli e avere risposte da medici specialisti

Immaginate di abitare in un luogo isolato – per qualcuno non servirà neppure immaginare -, lontano dai maggiori ospedali, d’inverno, in una giornata di pioggia e di avere necessità di mostrare al medico specialista i risultati degli esami del sangue. Come sarebbe bello mettersi in contatto, vedendolo e facendovi vedere, senza dover prendere l’auto e fare chilometri di strada. Sembra fantascienza, ma da marzo a oggi in Toscana sono state 10.000 le visite a distanza effettuate da medici specialisti del Sistema sanitario nazionale.

Si chiama televisita ed è un servizio gratuito della Regione per tutti i cittadini. Basta avere un computer con telecamera, un tablet o un telefonino, e una connessione a Internet. Si va sul sito televisita.sanita.toscana.it, sullo schermo appaiono due finestre, il paziente deve cliccare su quella a lui dedicata e all’orario prestabilito si collegherà anche lo specialista. Sarà come essere in ambulatorio, si potranno porre domande, esprimere perplessità, chiedere consigli e la risposta sarà in tempo reale. Attenzione però, deve essere il medico a decidere se questa modalità di visita è adatta al paziente e alla patologia e a dare le indicazioni per prendere l’appuntamento a distanza. In pratica senza appuntamento non ci sarà nessuna visita.

In tempo di Covid 19 questo sistema ha permesso di mantenere allacciati rapporti fra pazienti, per lo più cronici, e medico, che ha potuto calibrare la cura attraverso un confronto diretto e personale, anche se non ravvicinato. Ma il sistema continuerà a funzionare anche una volta finita l’emergenza sanitaria e per molti sarà un gran vantaggio in termini economici, di stress, di tempo e perché no, anche sotto l’aspetto ambientale, con un minor inquinamento.

I pazienti che hanno usufruito di più delle televisite sono diabetici, cardiopatici, malati reumatologici. Hanno trovato applicazione anche riabilitazione e consulti psichiatrici e psicologici, «per molte persone la televisita ha rappresentato un’ancora di salvezza in un momento di difficoltà» spiega Andrea Belardinelli, responsabile Sanità digitale e innovazione della Regione.

La Toscana è stata la prima a rendere attivo questo servizio, seguita da Veneto ed Emilia-Romagna. «Si tratta di una piattaforma unica della Regione, che non si appoggia sui software delle grandi multinazionali, quindi i dati personali sono più protetti» precisa Belardinelli. Una garanzia in più per chi si preoccupa della privacy.

Ma per quelle zone dove il segnale è debole o non arriva, sono previsti interventi per rafforzare le connessioni a internet?

«In Toscana la copertura del segnale arriva al 90%, con i Comuni è stato aperto un tavolo per riuscire a garantire il servizio anche in quel 10% di zone bianche non ancora raggiunte dalla rete. Inoltre si stanno predisponendo anche dei punti, luoghi fisici attrezzati di strumentazione digitale, dove le persone che non possiedono un computer o uno smartphone possono collegarsi con il medico, magari con il supporto di volontari delle varie associazioni presenti sul territorio».

Dopo la televisita che si effettua con lo specialista, la Regione ha approntato un altro servizio che si chiama teleconsulto: in questo caso di là dallo schermo rispondono infermieri e personale paramedico. «Questo servizio non sostituisce, ma arricchisce l’assistenza domiciliare per le medicazioni, che continuerà con le stesse modalità».

Entro la fine del 2021 inoltre molti pazienti cronici potranno usufruire del telemonitoraggio a distanza delle loro condizioni di salute. Saranno forniti di un tablet che consentirà loro di misurare una serie di parametri utili per stabilire la condizione di salute e darà indicazioni sulla terapia, favorendone l’aderenza. «Su una popolazione di 3,7 milioni di abitanti, 1.400.000 toscani sono malati cronici – conclude Belardinelli -, la sfida più grande della sanità è proprio l’aderenza alla terapia e forse la tecnologia ci aiuterà a vincerla».

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