Lupo in vista

Un numero della Regione per segnalare i predatori in Toscana

Un rapporto da sempre ambivalente: paura e attrazione, odio e amore, quello fra uomo e lupo. Basti pensare alla ricca letteratura di cui quest’ultimo è protagonista e alle affascinanti storie di ragazzi selvaggi sopravvissuti nelle foreste perché allevati e protetti da branchi di lupi. Recentemente sono tornati all’attenzione delle cronache per i danni agli allevamenti e perché si avvicinano persino alle città, come altri predatori.

Vicino a Montemurlo, in provincia di Prato, infatti, è stato avvistato anche un raro esemplare di sciacallo dorato, una specie non autoctona. La notizia di oggi, però, è che chiunque avvisti i predatori può fare una segnalazione alla Regione Toscana attraverso una mail e un numero WhatsApp dedicati (lupo@regione.toscana.it e 3666817138).

Convivenza difficile

Duccio Berzi, tecnico faunistico che si occupa di lupi dagli anni ‘90, è stato fra i primi a studiarli sistematicamente nel nostro territorio anche grazie all’uso delle fototrappole. «Si tratta di uno strumento importante per la ricerca documentativa e scientifica sulla fauna selvatica – spiega -. Fino agli anni ‘70 del secolo scorso questa specie è stata regolarmente cacciata anche con lacci, tagliole e veleni. Oggigiorno, lungo la penisola, si contano almeno 2000 esemplari. Grazie alla protezione che gli è stata accordata, la loro presenza sul territorio è sempre più stabile, per cui può capitare che si trovino vicino ai luoghi abitati e agli allevamenti di bestiame».

La missione di chi ha a cuore la sorte di questi animali è trovare il modo per farli convivere con l’essere umano. «Un tema spinoso e non semplice da risolvere quello che riguarda gli allevamenti di bestiame» prosegue il tecnico. In Italia nel periodo 2015-2019 i capi predati sono stati oltre 25.000. Quasi il 20% degli attacchi da lupo a livello nazionale è concentrato nelle province di Siena e Grosseto.

In Toscana nel periodo tra il 2014 e il 2020 sono arrivate 3361 richieste di indennizzo che hanno interessato 145 comuni e 660 aziende agro-zootecniche, con una perdita di circa 9700 capi. Il valore del danno accertato, riconosciuto mediante un sopralluogo del personale veterinario delle Asl, ammonta a circa 3,5 milioni di euro.

«Questi episodi creano, inevitabilmente, conflitti sempre più accesi – aggiunge Berzi – ed è quindi fondamentale che le istituzioni aiutino le aziende a mettere in atto tutte le soluzioni consentite dalla normativa. Bisogna dare la priorità agli strumenti di prevenzione, per esempio cani per la guardiania degli animali al pascolo e recinti anti-lupo per la notte, e indennizzando con procedure semplificate e in tempi rapidi le eventuali perdite, ma bisogna anche poter intervenire con strumenti dissuasivi, come fatto in altre regioni, laddove l’eccessiva confidenza del lupo verso l’uomo possa creare dei problemi».

Una task-force per i predatori

«L’istituzione della mail e del numero WhatsApp per segnalare gli avvistamenti è uno dei primi atti concreti messi in campo dalla task-force istituita a ottobre per il problema della diffusione di alcune specie di predatori selvatici sul territorio toscano – dice la vicepresidente della Giunta regionale Stefania Saccardi -. Per provare a dare una soluzione efficace ai nostri allevatori, colpiti sempre più di frequente da predazioni di capi da parte di lupi, serve un approccio pragmatico e immediato».

È importante mantenere la distanza dagli animali selvatici per garantire la loro stessa sopravvivenza, talvolta, invece, cediamo alla tentazione di avvicinarli con comportamenti sbagliati, per esempio dando loro del cibo.

«Esattamente – conclude Berzi -: in rete le immagini di “lupi confidenti” spopolano ovunque, ma non dovrebbero intenerire, anzi. Avere paura dell’uomo è la loro salvezza».

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