Moscardino o totano?

Moscardino

Provenienza: vive prevalentemente nel Mediterraneo, dove predilige fondali sabbiosi o misti, a una profondità che varia fra i 15 e i 200 metri.

Caratteristiche: simile al polpo. Ha otto tentacoli, ma una sola fila di ventose. Come il polpo, possiede una sacca d’inchiostro commestibile (e ottimo) che spruzza per nascondersi dai nemici.

In cucina: fritto, nella zuppa con altri pesci, nei sughi o nei risotti; per farla breve: è buono sempre. Tanti, però, lo prediligono affogato nel pomodoro: la ricetta alla ligure prevede la cottura in una pentola di coccio e l’aggiunta di capperi e acciughe. Se dopo la scarpetta avanza del sugo (difficile…), il giorno dopo ci si condisca un bel piatto di spaghetti o meglio di trenette, ma anche trofie, tanto per restare in Liguria.

Un consiglio: dopo averlo privato delle interiora, va sbattuto, magari con un batticarne, e lavato molto bene per eliminare la sabbia che può essere rimasta nei tentacoli.

Curiosità: con lo stesso nome vengono chiamati dei piccoli roditori della famiglia dei ghiri, il cui nome deriva dall’odore di muschio che emana la loro pelliccia. E non è finita: erano chiamati moscardini anche i giovani francesi monarchici e controrivoluzionari.

Totano

Provenienza: vive sui fondali sabbiosi dell’oceano Atlantico; è presente anche nel Mare del Nord e nel nostro Mediterraneo.

Caratteristiche: molto simile al calamaro, ha corpo affusolato e conico, con la pelle provvista di fotofori, organi luminosi. Ha dieci tentacoli, di cui due più lunghi degli altri otto. Per nostra fortuna, anche per lui vale il discorso dell’inchiostro.

In cucina: ottimi arrosto, quelli piccoli sono squisiti fritti. Molti usano la testa per sughi, risotti e zuppe. Sontuosi quelli ripieni al forno: la farcia è costituita dai tentacoli tritati, prezzemolo, aglio, mollica, uovo e pangrattato finissimo, il tutto ben amalgamato. Metteteli in forno e stateli a guardare: prima che con il palato godrete con gli occhi e, se li cuocete in padella, anche con il naso.

Un consiglio: evitare i totani più grossi perché duri. Dato che è un alimento facilmente deperibile, va consumato subito. Altrimenti prendeteli congelati, saranno più teneri.

Curiosità: al totano sull’Isola di Capraia hanno dedicato una sagra che si tiene ogni anno dalla fine d’ottobre al 1° novembre con una gara di pesca in barca, a vela o motore, e da terra. Il vincitore è decretato con la pesatura del pescato sulla banchina del porto.

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