Europa, perché sì

Le iniziative da imitare: dai caffè dove si insegna a riparare gli oggetti alla Giornata del buon vivere

Sostenibili e di impronta green, negli ultimi tempi sono fiorite in Germania interessanti iniziative da cui prendere spunto. Sono frutto della creatività di associazioni, di singoli, ma anche di istituzioni e amministrazioni locali. Nel campo dell’economia circolare, va segnalata, ad esempio, la rete degli oltre novecento Repair Cafè dove, contro l’abituale usa-rompi-getta, esperti insegnano gratuitamente ai cittadini a riparare gli oggetti più vari, come piccoli elettrodomestici, biciclette, vestiario.

A Duisburg il Repair Café è diventato un laboratorio dove giovani, anche immigrati, imparano ad aggiustare computer, mentre quello di Oldenburg, avviato da alunni e insegnanti di un istituto superiore, si è trasferito in una sede di quartiere dove è a disposizione di tutta la cittadinanza.

Ricetta Saerbeck
In campo energetico spicca l’esperienza di Saerbeck, il paese vincitore di tre edizioni dell’“European energy award” (Premio europeo per l’energia) per le sue politiche energetiche a difesa del clima. Sull’area di un ex-deposito di armi il Comune ha realizzato il Bioenergiepark, il bioparco dell’energia che produce elettricità da impianti eolici, solari e a biomasse. Al suo interno si sono insediati centri di formazione e imprese, mentre laboratori e aule didattiche sono frequentati da scuole, politici, ricercatori che studiano la “ricetta Saerbeck”. Realizzato solo con fondi di investitori locali (70 milioni di euro), ogni anno il parco accoglie visitatori da tutto il mondo.

Un italiano in Germania
Nel ricco panorama di buone pratiche tedesche c’è anche un’eccellenza ideata da un italiano, il sociologo Davide Brocchi, esperto in politiche di trasformazione urbana partecipata, che dal 1992 vive in Germania. Cinque anni fa ha lanciato a Colonia la “Giornata del buon vivere” (Tag des guten Leben), un’iniziativa che ogni anno coinvolge decine di migliaia di cittadini di un diverso quartiere, le cui strade sono liberate dal traffico e trasformate in un’immensa piazza.

«Le domande a cui vogliamo rispondere – spiega Brocchi – sono: Come apparirebbero le città se fossero gestite in prima persona dai cittadini? Come vogliamo difendere il clima e muoverci in maniera sostenibile nel nostro quartiere? Visto che per tutto l’anno questa possibilità ci è preclusa, perché non realizzare questa visione in una giornata? L’identificazione emozionale col proprio quartiere facilita la comprensione di problemi complessi legati, ad esempio, alla crisi climatica».

Sono i cittadini a decidere cosa per loro è buon vivere. Con un’unica limitazione: non si può vendere nulla. Sulle grandi tavolate allestite in strada si serve il cibo preparato a casa, all’insegna dell’economia della condivisione. Così si creano rapporti di vicinato tra persone che prima neanche si salutavano e s’instaura un clima sociale nuovo che permane anche dopo. «Questo laboratorio sociale autogestito, dove si pratica la sostenibilità ambientale dal basso, dimostra che responsabilizzare i cittadini non porta disordine, bensì incrementa la fiducia verso le istituzioni – sottolinea Brocchi -. Ed è questa fiducia che alimenta la democrazia».

Economia circolare e transizione verso un sistema energetico a basse emissioni di gas serra sono i due punti di forza delle politiche ambientali dell’Unione europea, che fungono anche da potenti leve per l’innovazione tecnologica e la creazione di nuova occupazione pulita. Come illustra il rapporto Green Italy della Fondazione Symbola e di Unioncamere, le imprese che innovano in chiave ecologica processi produttivi e prodotti sono infatti quelle che assumono di più e sono più competitive sui mercati esteri.

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