Benvenuti a Casateatro!

Il progetto di Unicoop Firenze e Murmuris per promuovere la partecipazione attiva del pubblico alla vita dei teatri toscani. Le testimonianze dei protagonisti. Tra le novità del 2022, la collaborazione con il Teatro dei Rinnovati di Siena.

Andare insieme a teatro, per vedere gli spettacoli e condividere un interesse, ma anche per partecipare alla vita che lo anima, conoscere le persone, gli spazi, i linguaggi, la storia, e diventare uno spettatore consapevole.

Questo è Casateatro, il progetto di Unicoop Firenze nato nel 2013 in collaborazione con l’associazione culturale Murmuris, allo scopo di promuovere la partecipazione attiva del pubblico nella vita dei teatri toscani.

Oggi vi aderiscono 14 sezioni soci Coop, nei territori di sei province della Toscana – Firenze, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato e Siena – dove sono state attivate collaborazioni con vari teatri del progetto “Residenze”, sostenuto dalla Regione.

«Il teatro è un bene comune, un luogo di cui prenderci cura, anche quando è chiuso. E questo ha permesso di mantenere viva la comunità di Casateatro anche nel difficile periodo della pandemia», racconta Luisa Bosi, una delle anime di Murmuris. Sono cambiate le modalità degli incontri, non più in presenza ma online, ma si è continuato a parlare di teatro. È nato Foyer, il blog sull’Informatore online, con approfondimenti sui mestieri, le parole, le rassegne dedicate. Alcuni gruppi sono nati proprio durante la pandemia come quello di Cascina, Poggibonsi, Agliana. Ora stanno riprendendo gli incontri in presenza.

Come funziona

«Non c’è un modello didattico, ogni percorso è declinato rispetto al territorio e costruito con il gruppo. Casateatro è uno spazio aperto di ascolto tra teatri e spettatori, uno spazio di conoscenza – afferma Tommaso Perrulli, responsabile progetti sociali Unicoop Firenze -. In questi anni i gruppi si sono relazionati con i teatri, hanno incontrato le maestranze, i direttori artistici, le compagnie, gli artisti. Annualmente è organizzata una giornata collettiva, ospitata di volta in volta nei vari territori, per permettere ai gruppi di scambiare le loro esperienze, ed è anche l’occasione per portare il teatro fuori dal teatro e conoscere altri luoghi, musei, piazze, strade».

Quest’anno sarà la volta di Arezzo in occasione del “Festival dello Spettatore”, ad ottobre. Negli anni la comunità di spettatori consapevoli è cresciuta, si è dotata di un “manifesto dello spettatore”, una carta dei diritti e dei doveri, che poi si è tradotta in una “Tessera dello spettatore”, adottata da varie sezioni soci e declinata sul territorio, vero e proprio passepartout per partecipare alla vita del teatro in modo propositivo.

Parola ai protagonisti

«Il Cantiere Florida ormai ci rappresenta – commenta Barbara della sezione soci Firenze sud ovest, dove è nato il primo gruppo -. Casateatro ci ha dato l’opportunità di conoscere un modo diverso di fare teatro ed esperienze come quella del teatro carcere a Sollicciano. Abbiamo avuto l’opportunità di far parte della giuria del premio In-box, dedicato al teatro emergente italiano».

Nel 2021, la partecipazione al progetto In-Box è stata allargata a tutte le sezioni soci aderenti. Si è svolta in modalità virtuale a causa della pandemia, ma i gruppi hanno visto gli spettacoli finalisti, incontrato gli artisti e le compagnie e, per la prima volta, hanno preparato delle video recensioni collettive che poi sono state ospitate su Foyer. Un progetto che sarà ripetuto anche nel 2022, speriamo in presenza. Così come proseguirà l’esperienza della recensione degli spettacoli.

«Siamo partiti nell’estate 2021. Volevamo confrontarci con chi viveva questa esperienza da tempo, così abbiamo incontrato il gruppo di Castelfiorentino – dice Simona, presidente della sezione soci Poggibonsi -. Siamo stati contagiati dal loro entusiasmo e, al Teatro del Popolo, abbiamo visto insieme Il paradiso con Simone Cristicchi, e lo abbiamo anche incontrato».

«Il nostro è un gruppo eterogeneo, c’è chi frequenta il teatro abitualmente, chi sporadicamente, tutti però sin dall’inizio siamo stati animati dal desiderio di conoscere i vari linguaggi, tra cui quello del teatro sperimentale che nella nostra zona, a Pontedera, vanta una lunga tradizione» afferma Elena del gruppo Valdera, uno dei primi. Perché andare a teatro? «Il teatro abitua ad avere una mente più aperta, a cercare di capire più punti di vista, ad ascoltare, e perciò a leggere meglio la società nella quale viviamo».


Ma qual è il valore aggiunto di Casateatro? «Vivere il teatro come esperienza sociale collettiva, anche attraverso il racconto e l’incontro con chi ne ha fatto un mestiere» conclude Liviana, presidente della sezione soci.

Novità da Siena

Il regista, attore e drammaturgo italiano Alessandro Benvenuti, Foto 17 luglio 2008, fonte: Flickr.com, autore Elena Torre, da https://commons.wikimedia.org/

Tra le novità del 2022 la collaborazione con il teatro dei Rinnovati di Siena. Commenta l’attore toscano Alessandro Benvenuti, Direttore Artistico Teatri di Siena (Teatro dei Rinnovati e Teatro dei Rozzi): « Quando ho accettato la carica di direttore artistico una delle prime cose che dissi fu “porte aperte a quante più realtà possibili”. Per realtà intendevo gli attori, gli artisti… ma anche spettatori. Sognavo connessioni nuove tra Noi e Loro e Voi…E’ bellissimo ricevere domande. Sono la prova evidente di una curiosità, o per meglio dire di un interesse verso quelle tematiche che sono il sale della mia vita. Le risposte definirebbero me, i miei sogni, i miei progetti… le cose naturali di sempre nelle quali un artista, o se preferite un operatore culturale qual è un direttore artistico, sguazza con la propria immaginazione. 

Il rapporto tra Teatro e Città continua ad esserci solo per quelle persone che non hanno sopita la necessità di partecipare a questo rito collettivo di conoscenza e socialità e continuano a crederci. Sono molte meno  di quelle che ci seguivano prima. E non solo a Siena: parlo dell’Italia in generale. Perché è del tutto naturale che una pandemia abbia modificato il comportamento e i pensieri di donne e uomini la cui spinta vitale è stata pesantemente frenata dagli eventi che, inaspettatamente, hanno invaso la loro vita.

 I teatri, i nostri teatri sono pieni di donne e uomini, dalle maschere ai tecnici, che si impegnano per rendere gradevoli e sicuri i luoghi nei quali lavorano e accolgono persone. Il rapporto tra Siena e i nostri due teatri deve ripartire da questa verità». 

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