Fondazione Toscana Life Sciences e la ricerca sulla terapia contro il COVID-19

A Siena si trova il Mad Lab di Toscana Life Sciences, che ha scoperto il più potente anticorpo monoclonale per combattere il virus.

A Siena esiste un centro di eccellenza mondiale per le ricerche in biotecnologia il Mad Lab di Toscana Life Sciences guidato da Rino Rappuoli.

L’ultima scoperta riguarda la malattia del 2020, e forse del secolo, il COVID-19 e in particolare l’individuazione e la produzione di anticorpi monoclonali in grado di bloccarla in tempi molto rapidi. Gli anticorpi monoclonali (MAb) sono anticorpi identici fra loro, prodotti da linee cellulari provenienti da un solo tipo di cellula immunitaria.

“Grazie a un premio europeo avevamo da poco attivato un gruppo di ricerca per produrre anticorpi monoclonali contro i batteri resistenti agli antibiotici, che – attenzione – porteranno la prossima pandemia, poi è arrivato il COVID-19 e abbiamo diretto tutti i nostri sforzi contro questo nuovo obiettivo” spiega Rappuoli.

Il gruppo, formato da molti giovani fra ricercatori e studenti, partendo dal sangue di pazienti convalescenti dell’ospedale Spallanzani di Roma prima e poi anche delle Scotte di Siena, si è messo alla ricerca delle cellule che producevano gli anticorpi più potenti: dapprima ne hanno selezionate 450, di queste ne hanno scelte tre e poi siamo arrivati a un solo anticorpo, il più efficace in assoluto.

Poiché Toscana Life Sciences non è un’industria ma un polo scientifico tecnologico, per mantenere toscana e italiana la filiera, gli anticorpi monoclonali saranno prodotti, nelle quantità necessarie con l’avanzare della pandemia, negli stabilimenti di Pomezia della fiorentina Menarini.

Rino Rappuoli
Professor Rino Rappuoli

Ma quando si passerà alla cura dei pazienti?
“Pensiamo di riuscire ad avere a marzo un’ampia disponibilità di dosi, che potremo somministrare in vari modi: a tutti coloro che risultano positivi al tampone, in modo da farli guarire in pochi giorni prevenendo la fase acuta, ai ricoverati e ai malati più gravi e come prevenzione per medici, personale sanitario, persone a rischio, in attesa o come misura complementare del vaccino” specifica Rappuoli. Perché gli anticorpi possono prevenire il COVID-19, ma il loro effetto dura circa sei mesi, tempo sufficiente per coprire i 45 giorni che servono al vaccino per attivare la protezione.

Rappuoli ha una lunga esperienza nel settore dei vaccini e proprio ai suoi studi e in particolare alla Reverse vaccinology strategy (dall’inglese, tecnica inversa di creazione del vaccino) da lui inventata si deve quello anti meningococco B. In pratica la scoperta del vaccino avviene a partire dal sequenziamento del Dna e quindi dai dati presenti in un computer e non da colture di batteri o virus. Lo scienziato che il mondo ci invidia è nato a Radicofani, in provincia di Siena, ed è tra i leader mondiali impegnati per il miglioramento della salute globale ed è considerato una delle persone più influenti al mondo nel campo dei vaccini.

Attualmente ricopre il ruolo di scienziato capo per Gsk Vaccines a Siena e di professore all’Imperial College di Londra e all’Università di Siena. Innumerevoli i riconoscimenti a livello internazionale che gli sono stati attribuiti grazie anche alle 690 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Oltre a coordinare il Mad Lab di Toscana life sciences.

La Regione Toscana ha attribuito a Toscana Life Sciences il Pegaso d’oro per l’importanza del lavoro svolto dal Mad Lab contro il Coronavirus: “Un riconoscimento che ci fa molto piacere e ci onora, un importante segnale di attenzione da parte delle istituzioni che spero sia un modo per far conoscere ai toscani il nostro lavoro e quanto sia utile, ora che il mondo sta guardando a noi per quello che stiamo facendo”.

“Mi piacerebbe dire che una volta che avremo vaccini e anticorpi elimineremo dal pianeta il COVID-19, ma ormai è in ogni angolo. Quindi non sarà facile eliminarlo del tutto, ma credo che riusciremo a fare in modo che non sia più una notizia perché sarà completamente controllato” queste le parole di Rino Rappuoli alla consegna del Pegaso d’oro della Regione Toscana lo scorso 12 novembre.

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