Dopo il Centro*Sesto e il Coop.fi di Empoli via Sanzio, la mostra “In marcia per la libertà”, arriva a Livorno. Fino al 2 agosto sarà visitabile in Via dei Bottini dell’Olio, angolo piazza del Luogo Pio, nel cuore di “Effetto Venezia”. Poi farà tappa al Coop.fi di Livorno Levante.
La mostra
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Regione Toscana e l’Archivio Storico Foto Locchi, è stata promossa da Unicoop Firenze per celebrare una data fondante della nostra democrazia e festeggiare la “prima volta” del voto femminile in Italia: la mostra si compone di diciannove opere – selezionate dal ricchissimo archivio e relative al periodo 1943/1949 – che ritraggono il faticoso cammino per la conquista del diritto al suffragio universale.
Nel viaggio tra le immagini, il visitatore può scoprire o ricordare particolari storici come il fatto che proprio dalla Toscana, oltre che dalla Lombardia, tra il 1861 e il 1863 partirono i primi tentativi di restituire il diritto di voto alle donne grazie ad alcuni disegni di legge promossi, tra gli altri, dai toscani Ricasoli e Peruzzi.
Per immagini, prende vita la mobilitazione nel 1943 dei Gruppi di Difesa della Donna, poi confluiti nell’Unione Donne Italiane (UDI), che unirono forze diverse nella richiesta del suffragio universale, da cui poi si distaccarono le donne cattoliche che l’anno seguente fondarono il Centro Italiano Femminile.
Una marcia che procede fino al decreto del 10 marzo 1946, che riconobbe il diritto di voto passivo alle donne italiane con più di venticinque anni di età che da quel momento in poi poterono candidarsi ed essere elette nei Consigli Comunali. Per culminare il 2 giugno 1946 data in cui le donne diventano cittadine a pieno titolo, almeno sul piano politico con il voto al referendum istituzionale e per l’Assemblea Costituente.
Un viaggio nella memoria collettiva
«Questa mostra è un viaggio nella memoria collettiva del nostro Paese e un invito a riflettere sul valore della democrazia e dei diritti conquistati. Dopo le tappe di Sesto Fiorentino ed Empoli, il suo arrivo a Livorno conferma la volontà di portare questo patrimonio di immagini e di storia sempre più vicino alle persone, trasformando luoghi di vita quotidiana in spazi di conoscenza e partecipazione. Le fotografie dell’Archivio Storico Foto Locchi raccontano con straordinaria intensità il lungo cammino che ha portato le donne alla conquista del diritto di voto e della piena cittadinanza politica. Sono immagini che restituiscono volti, emozioni e speranze di una generazione che ha contribuito a costruire l’Italia democratica. Celebrare l’ottantesimo anniversario della Repubblica e del primo voto femminile significa non soltanto ricordare una pagina fondamentale della nostra storia, ma anche riaffermare il valore della libertà, dell’uguaglianza e della partecipazione. È un messaggio che resta attuale e che dobbiamo continuare a trasmettere soprattutto alle nuove generazioni, affinché comprendano che i diritti di cui oggi godiamo sono il frutto dell’impegno e del coraggio di chi ci ha preceduto e che vanno custoditi e difesi ogni giorno», dichiara Cristina Manetti, assessora alla cultura Regione Toscana.
Leggere il presente e costruire il domani attraverso le immagini della nostra storia
«Con questa mostra vogliamo celebrare l’ottantesimo della nostra Repubblica e ricordare una data importante in cui, per la prima volta milioni di donne hanno potuto partecipare al voto, colmando una delle disuguaglianze più ingiuste allora presenti in Italia. Vogliamo così ringraziare anche il coraggio di quelle donne che, ottanta anni fa, andarono al voto in quel lontano 2 giugno, facendo un passo nella storia che le immagini dell’Archivio Foto Locchi testimoniano nella loro bellezza. Ringraziamo Regione Toscana e l’Archivio Foto Locchi per questa opportunità», ha dichiarato Giulio Caravella, responsabile comunicazione istituzionale Unicoop Firenze.
«Siamo profondamente grati a Regione Toscana e a Unicoop Firenze per aver reso possibile un’iniziativa come questa, capace di dare piena espressione alla funzione più alta del nostro Archivio Storico: restituire memoria, coscienza e identità collettiva alla propria comunità. In questi scatti così potenti il passato non appare più distante, ma torna vivo e attuale; suscita emozioni, suggerisce riflessioni e si fa strumento prezioso per la lettura del presente e la costruzione del domani», ha concluso Erika Ghilardi, responsabile dell’Archivio storico Foto Locchi.
