Un classico della tradizione toscana a Natale: il cappone

Ottimo per fare un buon brodo saporito o come secondo piatto con contorno di verdure. Ideale per un menù gustoso e anti spreco

In Toscana, sulla tavola delle feste, arriva per tradizione primo e pure per secondo. Non a caso Pellegrino Artusi, nella sua bibbia della cucina italiana, annovera il cappone tra i protagonisti di un tipico pranzo del 25 dicembre: prima i cappelletti in brodo (di cappone) e poi, come seconda portata, le carni lesse di questo pollo speciale. Le origini della pietanza vengono fatte risalire addirittura agli antichi Romani, che usavano “trasformare” i polli in capponi per renderli più mansueti, ma ben presto capirono che così le carni diventavano anche ricche di sapore e morbide al palato.  

Un piatto che ha fatto la storia 

Nel Medioevo un banchetto non era tale senza un ottimo cappone e, proprio in quell’epoca, nacque l’usanza di gustarne il brodo, tanto saporito quanto sostanzioso, durante le fredde notti fra il solstizio d’inverno e le festività natalizie. È lo stesso Alessandro Manzoni, nei suoi Promessi Sposi, a ricordarci poi il valore di questa carne bianca nella storia italiana, quando Renzo porta quattro capponi all’Azzeccagarbugli. Quattro non è un numero come un altro, perché la tradizione vuole che il primo animale serva per cucinare il pasto in vista dell’8 dicembre, il secondo è indispensabile in occasione del Natale, il terzo per San Silvestro e, infine, l’ultimo è da usare quando cade l’Epifania.

Un’antica usanza, ma ancora oggi il cappone può essere il “tutto in uno” delle feste per cucinare un menu anti spreco, come lo chiameremmo ai giorni nostri:

  • il 25 dicembre in brodo e lesso,
  • a Santo Stefano il petto avanzato può diventare una sfiziosa insalata,
  • mentre le cosce sono perfette per il ripieno dei tortellini del cenone di Capodanno.  

Il fiore all’occhiello: il cappone Fior Fiore Coop

Per questo tris natalizio, l’eccellenza da portare in tavola è il cappone Fior fiore Coop: viene allevato per almeno 180 giorni, è nutrito con mangimi senza Ogm, cresce sano e forte in spazi adeguati, senza l’uso di antibiotici fin dalla nascita ed è 100% italiano, ossia nato, allevato e macellato nel nostro Paese. Alta qualità a un prezzo conveniente: il busto di cappone Fior fiore è in promozione soci fino al 31 dicembre, per una precisa scelta di Unicoop Firenze che ha deciso di offrire un prodotto di alta qualità a un prezzo alla portata di tutte le tasche.

Nei reparti carni Coop.fi si trova intero oppure in parti, quest’ultimo per permettere alle famiglie meno numerose di preparare un bollito senza buttar via nulla, mentre nel periodo delle feste sono previste promozioni per altre carni bianche, come la faraona e il pollo Fior fiore in parti. E allora, non resta che mettersi all’opera. Che sia in umido, come indicato dalla tradizione toscana, o in galantina, come suggerito anche dall’Artusi, gli ingredienti principali per cucinare un buon cappone sono sempre due: pazienza e un pizzico di fantasia. 

Digeribile e proteico 

Come le altre “bianche” è ben digeribile, ha un buon contenuto di proteine, è piuttosto calorico, ma la presenza di grassi è contenuta, se scartiamo la pelle. È l’identikit nutrizionale delle carni saporite e tenere del cappone. Questo alimento contiene inoltre vitamine idrosolubili del gruppo B (B1, B2, B6 e PP), oltre a minerali come sodio, fosforo, ferro e zinco.  

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