Ecologico, ma a quale costo?

Vorrei complimentarmi con il discorso “ecologico” che dal primo di giugno non vendete più prodotti di plastica usa e getta tipo piatti di plastica, bicchieri, ma quelli che avete messo in vendita esempio piatti piani prodotti da vivi verde costano se non il triplo forse anche il quadruplo di quelli di prima e in una confezione ce ne sono solo 15 e sono assai cari come prezzo rispetto a quelli di prima che erano in confezione da 50 o 100. Mi domando se si vuole incentivare una cosa ecologica di cui io sono d’accordo il prezzo dovrebbe essere per lo meno inferiore e non stangare il consumatore !!

Mario B.

Buongiorno signor Mario,
La ringraziamo per il sostegno alla nostra iniziativa. Non è stato facile realizzarla: Unicoop Firenze solo nel 2018 ha venduto 220 milioni di pezzi in plastica usa e getta – piatti, bicchieri, forchette, cucchiai; quindi trovare un quantitativo così grande di prodotti alternativi, che fossero certificati come compostabili (bioplastiche e cellulosa), è stata una mezza impresa.

Purtroppo l’offerta sul mercato di questi prodotti è ancora troppo bassa, la produzione e la ricerca sono molto in ritardo, ancora oggi la plastica la fa da padrona in tanti settori, dagli imballaggi alle bottiglie dell’acqua alle stoviglie e chi, come noi, cerca alternative incontra tante difficoltà. Per fortuna la Comunità Europea obbligherà, dal 2021, tutti gli Stati membri a non vendere più prodotti usa e getta di plastica.

La nostra scelta di anticipare tale normativa al primo di giugno di quest’anno deve fare i conti con un’offerta di mercato ancora insufficiente e come sappiamo sono domanda e offerta che determinano il prezzo di un prodotto.

Noi ci siamo mossi abbassando del 15% – 20% il prezzo degli articoli che già avevamo nel nostro assortimento, oltre che di quelli nuovi, rinunciando anche a una parte consistente del nostro margine. Ci sono costi trasparenti che non permetteranno prezzi similari alla plastica, soprattutto se vogliamo garantire che la materia prima sia controllata, condizione, per noi, da non mettere mai in discussione.

Crediamo però che, dopo una prima fase molto complessa, il prezzo medio potrebbe scendere se, le richieste dei prodotti plastic free saliranno e le industrie riconvertiranno i propri impianti orientandosi verso la produzione di oggetti compostabili, salvaguardando così anche i livelli occupazionali esistenti.

Inoltre, il confronto con la concorrenza, relativamente ai prodotti usa e getta alternativi alla plastica, dimostra che i nostri prezzi sono i più bassi del mercato toscano.

Infine, come abbiamo esplicitato anche durante la campagna di comunicazione, il nostro fine ultimo non è quello di portare le vendite verso un nuovo “usa e getta”, ma sensibilizzare le persone e favorire la riduzione degli acquisti di tutto ciò che esaurisce la propria vita in un unico utilizzo. Anche se siamo consapevoli che ci sono ambiti come quelli da Lei citati che rimarranno legati all’acquisto di prodotti non riutilizzabili.

Un impegno comune

Vorremmo però concludere con una considerazione di carattere più generale: l’impegno per un ambiente più pulito deve coinvolgere tutti, da chi produce a chi distribuisce a chi consuma. Non possiamo pensare che un cambiamento radicale, orientato alla riduzione delle plastiche o più in generale al rispetto dell’ambiente, possa avvenire senza il concorso anche del consumatore finale. Almeno in questa prima fase, dove le distanze fra i modelli produttivi alternativi alla plastica scontano un ritardo, dobbiamo tutti noi fare delle scelte che comportano anche dei piccoli sacrifici personali, ma che concorrano a fare del nostro pianeta un pianeta più pulito.

Per quanto ci riguarda, manteniamo, come sempre, l’impegno a cercare costantemente le condizioni per ridurre il prezzo dei prodotti presenti sui nostri scaffali.

 

 

 

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