Tortilla o piadina?

Ingredienti semplici e stessa forma circolare, ma gusti differenti. Si mangiano al posto del pane, oppure farcite con fantasia per un piatto unico, sostanzioso e ricco di sapore, da consumare anche per strada.

Per piadina e tortilla ingredienti semplici e stessa forma circolare, ma gusti differenti. Sono lontane parenti, si mangiano al posto del pane, oppure farcite con fantasia per un piatto unico, sostanzioso e ricco di sapore, da consumare anche per strada.

Piadina

Provenienza. Dalla Romagna, con le due versioni, romagnola e riminese (senza strutto). Il primo documento che ne descrive la ricetta è del XIV secolo, ma le origini sono più
antiche.

Segni particolari. Nato come cibo povero, oggi è un piatto alla moda, ovunque diffuso. In Romagna si mangia in piedi, possibilmente in compagnia, accanto al chiosco dov’è preparata sul momento. Dal 2014 è registrata come Igp (Indicazione Geografica Protetta).

Piadina

Caratteristiche. Ingredienti e forma molto semplici: dopo aver impastato farina, acqua, strutto e sale si formano dei cerchi, spessi mezzo centimetro, dal diametro di 25-30 centimetri, poi cotti su teglie di ghisa, ferro o alluminio.

A tavola. Si può mangiare come pane o, tagliata a spicchi, farcita di quel che vi pare, in genere salumi, ma anche rucola e squacquerone o verdure golosamente grigliate. Vino o birra? Come preferiamo, ma beviamo responsabilmente.

Curiosità. Cara a tutti, anche a poeti, intellettuali e cantanti, in genere romagnoli Docg: Giovanni Pascoli e Marino Moretti le dedicano poesie; “La piê” è il nome di una rivista di cultura romagnola fondata nel 1919, tutt’ora edita; Secondo e Raoul Casadei la cantano in Burdèla campagnola, mentre in Freak Samuele Bersani la vuole esportare in India.

Tortilla messicana

Provenienza. Di antica origine, gli Aztechi la mangiavano accompagnandola a tacchino, fagioli e salse piccanti; la chiamavano arepa. Furono gli spagnoli a rinominarla: per forma e colore ricordava la loro tortilla (in realtà, una frittata).

Segni particolari. La tortilla messicana può essere la base per numerose ricette di cibo di strada, tutte all’insegna del sapore acceso.

Caratteristiche. Con farina di mais bianco, acqua, sale fino e olio di semi (niente lievito), si forma una sfoglia; una volta stesa, per darle la forma circolare, la si prema con un coperchio: un cerchio perfetto. Poi si cuoce sulla comal, una piastra, una volta in ceramica, oggi in alluminio, acciaio o ghisa.

A tavola. Può essere usata al posto del pane o per avvolgere pollo, peperoni e cipolle (fajitas), manzo sfilacciato e marinato (tacos), pollo sfilacciato, insalata, lime, salsa di avocado (flautas).

Curiosità. Volete “mangiare un ciuchino”? Ecco il burrito. Si dice che all’inizio del XX secolo, il venditore di cibo Juan Méndez, per conservare gli alimenti, li avvolgesse nella tortilla. Un successone! Juan comprò un burro (asino, in spagnolo) per andare in giro a vendere le sue ricette. Per ringraziare l’animale, gli dedicò quella del burrito: carne, riso, pomodori e formaggio avvolti nella tortilla.

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