Granola: la versione toscana a base di farro

Nella granola toscana farro, unito a semi di lino, mirtilli rossi, fave di cacao, nocciole e cocco per un mix fantastico. E presto in arrivo anche cantuccioni e cookies

Né granella, né nocciola… ecco a voi la granola! Un mix di cereali, frutta secca, frutta disidratata: all’apparenza niente di nuovo e di più semplice. Ma dove sta la differenza? Nella cottura e nella consistenza che fa cric croc sotto i denti: sì, perché, diversamente dal classico muesli, la miscela di cereali viene inzuppata con uno sciroppo a base di miele o zucchero di canna o sciroppo d’acero, poi tostata perché diventi croccante e dorata. A colazione, a merenda o davanti a un film serale, è tempo di granola. Perché – ma non ditelo a nessuno – è buonissima perfino così… mangiata a cucchiaiate!

Tante le versioni diverse fra loro per tipo e dosi di cereali e frutta secca: la granola infatti fu inventata a fine Ottocento negli Stati Uniti da un dietista della prima ora, Sylvester Graham, la cui ricetta fu poi ripresa anche da Harvey Kellogg, noto padre dei cornflakes.

La granola toscana

La granola prodotta dall’azienda Poggio del Farro di Firenzuola, sbarcata da poco nelle fornerie dei Coop.fi, non passa inosservata, perché è tutta toscana e a base di farro, unito a semi di lino, mirtilli rossi, fave di cacao, nocciole e cocco. La scelta del farro rende questo prodotto un vero mix di sapori e tradizioni.

Questo cereale, coltivato già oltre 10.000 anni fa, aggiunge al gusto caramellato una tonalità rustica e antica, oltre che qualche punto a favore della salute, visto che è biologico e integrale. Inoltre è germogliato: è stato sottoposto cioè a una vera e propria germogliazione che viene poi bloccata per riportare il chicco a un tasso di umidità intorno all’11%. Questo permette al chicco di “risvegliarsi” e di mettere a disposizione le sostanze contenute al suo interno, proprio come fa una pianta.

È un cereale resistente alle malattie, adatto alla coltivazione a basso impatto ambientale e in aree di montagna, come l’Appennino mugellano, a rischio di abbandono produttivo e degrado ambientale. Buono per il palato e la salute, il farro è ricco di proteine, fibre e sali minerali; povero di amido e glutine, è versatile in cucina e nell’industria alimentare.

Presto anche i cantuccioni e i cookies

Non solo granola. In arrivo altre due novità che rielaborano la tradizione toscana e americana, realizzate con farro monococco, una varietà nota come farro piccolo, ad alto tenore proteico e basso indice glicemico, ideale per realizzare prodotti molto digeribili. Sono i nuovi cantuccioni, con scorza d’arancia e gocce di cioccolato fondente, e i cookies, biscottoni formato XL proposti in quattro varianti, croccanti all’esterno e morbidi dentro (grazie allo zucchero di canna). Proprio come nella ricetta originaria dei cookies, nati per caso negli anni ’30 in Massachusetts, nella cucina dell’albergo Toll House Inn: secondo la leggenda, infatti, la padrona Ruth Wakefield, a corto di cacao in polvere, lo sostituì con una barretta di cioccolato tritato che rimase quasi intatto durante la cottura. Da lì la particolare consistenza e la fama di biscotto goloso reso celebre da tante pellicole d’oltreoceano. Per Halloween o con il vino nuovo, il… dolcetto è servito!

BOX UNO PER QUATTRO
Sullo scaffale, cookies in confezione “da assaggio”: quattro diversi gusti (uvetta e cocco, gocce di cioccolato, mirtilli rossi, zenzero) in quattro biscotti incartati singolarmente, per un comodo uso “pausa caffè”, in ufficio, in viaggio o nello zaino dei più piccoli.

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