Il kiwi, frutto della pianta Actinidia chinensis, nasce in Cina dove lo si coltiva da circa sette secoli. Oggi la produzione mondiale supera i quattro milioni di tonnellate annue, con la Cina in testa con oltre la metà ed Italia, Nuova Zelanda, Grecia, Iran e Cile sono i principali produttori.
In Italia il kiwi arriva tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, in Emilia-Romagna tra Ravenna e Ferrara e poi nel Lazio, Piemonte e Veneto trova le condizioni ideali per la coltivazione e in breve tempo diventa italiano; il nostro Paese è infatti uno dei principali produttori ed esportatori mondiali di kiwi.
Un fenomeno non nuovo, ma antichissimo, come dimostrano molti altri frutti storicamente importati e diventati pilastri della tradizione italiana: gli agrumi originari dell’Asia, come le susine e il melograno, e le pesche e albicocche dalla Cina portate in Italia dai Romani. In Italia attualmente si producono circa quattrocentomila tonnellate di kiwi e una crescita del kiwi giallo compensa la riduzione del kiwi verde.
Varietà italiane di kiwi
Molte sono le varietà di kiwi che si distinguono per il colore della polpa (verde, gialla o rossa), la buccia (verde, pelosa) e le dimensioni (grandi, piccole). In Italia, dove stanno crescendo gli impianti di varietà gialle e alcune rosse, si coltivano varietà con caratteri e tempi di maturazione differenti, ognuna con un profilo diverso per colore, dolcezza e consistenza della polpa.
Hayward è il kiwi verde per eccellenza, di grande pezzatura, polpa di colore verde chiaro molto aromatica e si presta molto bene come frutta e per insalate.
Tomuri è una varietà precoce con una polpa di colore verde.
Soreli ha una pronunciata dolcezza e una tenera consistenza.
I Kiwi Gialli sviluppati per il mercato italiano hanno un sapore dolce, polpa gialla e buccia meno pelosa rispetto al kiwi verde. In primavera sono disponibili kiwi che provengono principalmente da Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Calabria, sia verdi che gialli, e che grazie alle tecniche di conservazione in atmosfera controllata mantengono la freschezza e, pur essendo raccolti mesi prima, mantengono le loro proprietà nutritive.
Kiwi in tavola
Il kiwi è un frutto ipocalorico (circa cinquanta chilocalorie per etto) composto principalmente da carboidrati (circa dieci grammi per etto) con grassi e proteine trascurabili, ricco di fibre, potassio, magnesio, fosforo, antiossidanti e soprattutto Vitamina C. Grazie alle moderne tecniche di conservazione, il kiwi è reperibile sul mercato per gran parte dell’anno.
Il kiwi ha un sapore acidulo, gustoso e rinfrescante e crudo lo si mangia tagliato a metà e scavato con un cucchiaino, oppure tagliato a fette. La buccia è commestibile. I kiwi crudi sono ideali come frutta a fine pasto, come merenda, in insalate di frutta, macedonie o come guarnizione per yogurt e crostate.
I kiwi sono trasformati in marmellate e usati in pasticceria nella preparazione di muffin o pane dolce. In salse agrodolci, i kiwi accompagnano le carni
Bevande a base di kiwi sono popolari: frullati e succhi ricchi di vitamine e antiossidanti sono rinfrescanti e nutrienti. Nei cocktail i kiwi sono usati per aggiungere note di dolcezza e acidità.
Kiwi: valori nutrizionali medi per cento grammi di parte edule
- Calorie – 44 – 61 chilocalorie
- Acqua – 80 – 84%
- Carboidrati – 9 – 14,7 grammi
- Zuccheri – 9 grammi
- Fibre – 2,2 – 3,0 grammi
- Proteine – 1,1 – 1,2 grammi
- Grassi – 0,5 – 0,6 grammi
- Potassio – 312 milligrammi
- Vitamina C – Kiwi verde 85 – 92,7 milligrammi
- Vitamina C – Kiwi giallo 105 milligrammi
- Vitamina K – 40,3 microgrammi
(di Giovanni Ballarini, professore emerito dell’Università di Parma e Accademico dei Georgofili)
