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Contro la tratta

Storie di donne che hanno riconquistato la libertà

Alice è arrivata in Italia dal Sud America quando aveva 18 anni. Oggi, a 40, ha una casa e un lavoro, ma per molti anni ha dovuto prostituirsi per vivere. Alice non è il suo vero nome, ma quello che ha scelto per far conoscere la sua storia. Le sue parole raccontano un mondo in cui il con ne tra scelta e costrizione è sottile, fatto di violenza, ricatto, paura.

Il pericolo, prostituendosi in casa, è ancora più grande che in strada. Basta una dose di troppo, un uomo strafatto, e la stanza si trasforma in trappola. Per salvarsi la vita, un’amica aspetta in macchina sotto casa, con il telefono acceso, e i clienti violenti vengono segnalati in chat. 

Ayla – il nome è di fantasia ma la storia tragicamente vera – è arrivata in Italia dal Pakistan per sposare l’uomo a cui il padre l’aveva ceduta. Quello stesso padre che prima di salutarla e con- segnarla a un destino di violenza, le dà un biglietto con il numero di telefono di un amico, dicendole di chiamarlo se fosse stata in grave di coltà. Diventata schiava nella casa del marito, quel numero Ayla un giorno ha trovato il coraggio di farlo.

L’amico del padre l’ha messa in con- tatto con il Sistema antitratta toscano interventi sociali (Satis), che l’ha con- dotta al sicuro. Oggi Ayla lavora come parrucchiera. Ma non tutte ce la fanno, il futuro di altre donne (e uomini) è stato spezzato da violenze, minacce, debiti impossibili da saldare. 

Sempre in ascolto

Dentro questa complessità si muove Satis, promosso dal Comune di Viareggio (LU) in sinergia con la Regione Toscana, e la partecipazione di un’ampia rete di soggetti, fra enti pubblici e del privato sociale. 

Insieme operano per aiutare donne e uomini vittime di tratta e sfruttamento, con programmi di identificazione e prima assistenza, e poi di protezione e di integrazione sociale con inserimento socio lavorativo. La consulenza legale è garantita da Asgi, Associazione studi giuridici sull’immigrazione. «Sul territorio operiamo con le unità mobili di strada o gli sportelli di ascolto, offriamo assistenza sanitaria, raccogliamo storie cercando di intercettare i segnali di tratta o sfruttamento – documenti trattenuti, minacce, coercizione, matrimoni forzati – e, quando necessario, attiviamo l’accoglienza protetta d’emergenza che nelle prime 24 ore mette in sicurezza le persone più a rischio» spiega Serena Mordini, della Segreteria Tratta di Satis. 

I numeri per salvarsi

Cuore operativo del sistema è il numero verde regionale antitratta 800600500, gratuito, con la garanzia di restare anonimi e attivo 24 ore su 24, collegato a quello nazionale 800290290: mette in contatto vittime, cittadini, forze dell’ordine, operatori sociali, Commissioni territoriali e Tribunale di Firenze per i colloqui di identificazione formale, e attiva i mediatori linguistico-culturali. 

Da marzo 2024 a luglio 2025 sono state gestite oltre mille chiamate, in gran parte richieste di mediazione linguistica, che è indispensabile anche quando avvengono gli sbarchi dei migranti nei porti di Livorno (nella foto) e Marina di Carrara. In poco più di un anno sono arrivate 1810 persone, in prevalenza uomini, ma anche donne e minori. Qui, durante l’identificazione e il controllo delle forze dell’or- dine, gli operatori osservano, ascoltano, cercano di cogliere uno sguardo abbassato, la contraddizione nel racconto, un segnale di pericolo. 

Nei prossimi mesi, l’attività di Satis sarà sostenuta anche da Unicoop Firenze e dalla Fondazione Il Cuore si scioglie: la cooperativa costruirà con Satis dei percorsi formativi per il reinserimento lavorativo delle vittime; la fondazione metterà a disposizione dei kit con generi di prima necessità, con evidenziato il numero verde antitratta. «Un gesto concreto per essere vicini a chi ha lasciato tutto o si trova in situazioni di pericolo perché si senta ascoltato e recuperi la speranza nel domani», conclude Giulio Caravella, vicepresidente de Il Cuore si scioglie.

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