Scatti d’autore di una città che cambia

L'Archivio fotografico Luciano Frassi di Pisa. Intervista al giornalista Giuseppe Meucci, curatore del catalogo e delle mostre con foto dall'Archivio ospitate a Palazzo Blu

Le foto di Luciano Frassi, classe 1926, fotoreporter per molti anni de La Nazione e fotografo dell’Università di Pisa, offrono un racconto e una memoria dei fatti più importanti della città dalla fine degli anni ’40 ai primi anni duemila. Oggi di proprietà della Fondazione Pisa le sue foto sono conservate in un archivio a Palazzo Blu. Attualmente è in corso e visitabile fino ad aprile 2020 la mostra Pisa gli anni ’60. Il boom e il rock. Fotografie dall’archivio Frassi.

Dall’Exakta alla Rolleiflex

“Luciano imparò a fare foto da un soldato tedesco, suo compagno di cella, durante il campo di prigionia a Coltano. Fu lui a regalargli la sua prima macchina fotografica, una Exakta”. – Racconta il collega e amico Giuseppe Meucci, che per la Fondazione ha curato il catalogo e le mostra con le foto dall’Archivio Frassi – “Fu proprio quella macchina fotografica a dare da vivere al Frassi tornato in Italia. In una Pisa semidistrutta dalla guerra iniziò a far foto ai passanti, dava loro un biglietto e le vendeva, poi entrò a La Nazione come fotografo”.

Negli anni la Exakta fu sostituita dalle Rolleiflex, da cui mai più il fotografo si è separato. “Ne aveva sempre più di una al collo, con tanto di accessori e negativi, sempre a bordo della sua Vespa in cerca di qualche scatto interessante. “– Prosegue il Meucci – “I suoi scatti ci restituiscono l’immagine di importanti momenti, che sono ancora oggi spunti di riflessione per l’attualità, e che ho cercato di far conoscere nelle mostre che abbiamo realizzato: quella sugli anni ’50 che ha raccontato gli anni della ricostruzione, l’alluvione del 1966, gli eventi del ’67-’68 dall’occupazione dell’Università alla protesta nelle strade, i disordini con la polizia. Il ’68 ha portato un grande cambiamento nella società, molte riforme hanno avuto origine in quegli anni. Il catalogo della mostra realizzato in questa occasione è corredato da un testo sul lessico dell’epoca, l’introduzione è di Massimo D’Alema che racconta la sua esperienza universitaria a Pisa, con un contributo del prof. Romano Lazzeroni. In autunno faremo una mostra sugli anni ‘70 e ‘80”.

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Appuntamento con la memoria

Nella provincia di Pisa…
Valdera – Mercoledì 8 gennaio, alle 17.00, incontro del circolo di lettura della sezione soci nella sala soci Coop di Pontedera via Brigate Partigiane. Il libro scelto: Tatiana de Rosnay, La chiave di Sara, ed. Mondadori
Valdiserchio Versilia – Mercoledì 29 gennaio, ore 18, incontro del circolo di lettura della sezione soci nella sala soci Coop.fi G.B. Barsuglia 194, a Vecchiano. Il libro scelto: Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno,ed. Mondadori

Gli incontri sono aperti a tutti.

Per saperne di più sui Circoli di lettura

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Quale criterio utilizza nella scelta delle foto che sono state poi oggetto delle varie mostre?

“Il Frassi era uno preciso, dietro ogni negativo scriveva di cosa si trattava, ho scelto tra le migliaia di foto quelle 100 -150 più significative cercando lo scatto che meglio potesse raccontare il momento o il costume dell’epoca, l’evento curioso, il personaggio. Pisa ha sempre richiamato personaggi importanti sia del mondo politico, che religioso, che dello spettacolo. Tra i tanti scatti del Frassi ci sono Frank Sinistra, Fred Astaire, lo Scià di Persia, il presidente della Repubblica Leone, solo per farle alcuni esempi. Ripercorrendo le immagini ho rivissuto momenti importanti della mia vita professionale”.

Scatto d'autore
Foto dall’Archivio fotografico Luciano Frassi di Palazzo Blu. Proprietà Fondazione Pisa

Lei ha scritto anche diversi libri sulla vita del litorale pisano, la nascita del cinema a Tirrenia e ora Pisa Noir, la storia dei grandi delitti del dopoguerra. Cosa vuole lasciare al lettore con i suoi scritti?

“Racconto da cronista gli eventi del passato di cui credo è importante conservare il ricordo. Ho sempre scritto oggi per domani, i quotidiani hanno una durata limitata; raccontare in un libro gli eventi è utile per fermarne e prolungarne la memoria”.

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Giuseppe Meucci
Giornalista professionista, ha scritto per La Nazione di cui è stato a lungo responsabile dell’edizione pisana e per il Corriere della Sera. È autore di libri quali La Torre di Pisa. Il restauro del secolo; La Città dei Sogni, sulla nascita a Tirrenia della prima industria cinematografica italiana, e anche Boccadarno. Le storie, i personaggi, le immagini sulla storia di Marina di Pisa. Per la collana edita da Pacini “Ritratti del Novecento” ha scritto le biografie di Titta Ruffo e di Zeno Colò. Altri suoi libri sono dedicati alle tradizioni gastronomiche toscane, all’alluvione del 1966, alla storia del parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, al canale dei Navicelli e alla storia della ricerca scientifica a Pisa.

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