Il Fico d’India (Opuntia ficus indica) nel Centro America era coltivato e considerato sacro dalle popolazioni precolombiane degli Aztechi e Maya e dagli spagnoli importato nel Vecchio Mondo intorno al 1493. Chiamato d’India perché i primi spagnoli credevano di essere arrivati nelle Indie orientali, si naturalizza in tutto il bacino del Mediterraneo e in Italia, nelle regioni meridionali, diventando parte del paesaggio.
Per la sua capacità di svilupparsi anche in presenza di poca acqua nei paesi aridi diviene un importante alimento attraverso i suoi valori nutrizionali essendo ricco di minerali e vitamine.
La diffusione e l’ampio uso che se ne fa nella cucina hanno portato ad inserire una varietà siciliana di Fico d’India come prodotto tipico nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf).
Proprietà
Il Fico d’India fresco è composto per circa l’83% da acqua e fornisce circa 41-53 calorie ogni 100 grammi di parte edibile.
Composizione nutrizionale (per 100 g di frutto)
- Acqua: 83,2 grammi
- Carboidrati e zuccheri: 10-13 grammi (principalmente fruttosio e glucosio)
- Fibre: 5 grammi (utili per il transito intestinale e per modulare l’assorbimento degli zuccheri)
- Proteine: 0,8 grammi
- Lipidi (grassi): 0,1 grammi
- Vitamine e minerali
- Minerali principali: Potassio, magnesio, calcio e fosforo.
- Vitamine: Buona presenza di vitamina C e vitamine del gruppo B e A.
Utilizzo in cucina
La risorsa alimentare più pregiata è rappresentata dai frutti, chiamati fichi d’India, che oltre ad essere consumati freschi, possono essere utilizzati per la produzione di succhi, liquori, gelatine, marmellate, dolcificanti ed altro.
Le pale, più propriamente i cladodi, possono essere mangiati freschi, in salamoia, sotto aceto, canditi, sotto forma di confettura od essere usate in cucina.
Per questo uso, le pale più giovani, dopo la rimozione delle spine ed eliminazione della mucillagine, possono essere cucinate saltate in padella, cotte alla griglia, trasformate in cotolette vegetariane o alla parmigiana di pale usate come le melanzane.
Alleato della nostra salute
Oltre alle attività nutrizionali il Fico d’India è oggetto di pubblicazioni scientifiche, diverse delle quali hanno individuato e identificato una lunga serie di molecole con caratteri bioattivi. Diversi studi confermano che i frutti e i cladodi del Fico d’India possono essere utilizzati come fonte di nutrienti e fitochimici contribuendo a una dieta sana, perché ricca di sostanze salutari di con alcune proprietà medicinali di tipo antiossidante, analgesico, antinfiammatorio, diuretico, antidiabetico, anti-ipercolesterolamico e anticancerogeno.
Articolo a cura di Giovanni Ballarini, professore emerito dell’Università di Parma e Accademico dei Georgofili
