Aggiungi un piatto a tavola

Cosa c’è di buono dietro un piatto di carta. La storia di Naturanda®, una start-up nata nel 2017 dalla Cartiera Bartoli di Lucca

Per raccontare bene una storia, a volte, tocca iniziare dalla fine. L’ultimo capitolo di questa storia si intitola “Noi per l’ambiente” e racconta come un’impresa, nata oltre 100 anni fa, sia oggi l’avanguardia di una visione “green” in cui uomo e pianeta sono di nuovo alleati.

Sì, perché produzione e consumo sostenibile non sono più soltanto un’opzione possibile per domani ma l’unica strada concreta, da praticare, oggi. A pranzo, a cena, a Natale e tutto l’anno.

Alfabeto di natura

Questa storia usa un alfabeto fatto di fibre vegetali, quelle utilizzate da Naturanda®, una start-up nata nel 2017 dalla Cartiera Bartoli, azienda di Lucca fondata nel 1894 e arrivata oggi alla quinta generazione.

In più di cento anni l’azienda si è specializzata nella produzione di cartone per l’industria e ha esportato in 92 Paesi per impieghi che vanno dalla cartoleria, alle suole delle scarpe, fino a borse, valigie e rivestimenti per ambienti insonorizzati.

E che c’entra una scarpa, direte voi, con un picnic o una bella apparecchiatura di Natale? In mezzo c’è lo zampino della tecnologia e un’azienda che ha anticipato i tempi e messo a frutto il proprio sapere centenario in una nuova direzione. E dal cartone industriale ha “inventato” un assortimento di piatti realizzati con fibre vegetali.

Il video

Dimmi che piatto sei

Una nuova divisione per prodotti “moca” (materiali e oggetti a contatto con alimenti) realizzati con la “bagassa”. Non è fantalingua ma, semplicemente, lo scarto di lavorazione della canna da zucchero che, con altre fibre vegetali da foreste certificate (Fsc e Pefc), compone i piatti dell’assortimento Naturanda®: 100% made in Italy, con tracciabilità totale delle materie prime, interamente riciclabili e biodegradabili, con doppia certificazione internazionale (Tuv) per compostabilità domestica e industriale, che si traduce nella disintegrazione del prodotto entro la sesta settimana di compostaggio.

Una materia prima semplice che, proprio la tecnologia, ha reso anche a prova di temperatura: sì, perché questi piatti reggono meglio di plastica e cartone i cibi ad alta temperatura e, quasi incredibile, possono essere utilizzati anche in forno, tradizionale e microonde.

Un unicum in Toscana e, in verità, con un primato al mondo: quello di un assortimento anche colorato. Azzurro, arancio, giallo, rosa: un progetto a tinte pastello che, lo scorso ottobre, ha portato all’azienda il primo premio del Miac-Assocarta Innovation Award 2019 assegnato alla realtà produttiva più innovativa nel panorama cartario nazionale.

E se domani

Pensare al domani significa produrre, oggi, in modo da non distruggere il pianeta, ma tenendo insieme le tre grandi sfere, economica, sociale e ambientale. Significa rispondere alle esigenze del presente, senza compromettere la disponibilità di risorse per il futuro: ovvero, sostenibilità.

Significa creare non più il classico “usa e getta” (e inquina) ma prodotti che, dopo l’uso, tornano in circolo, come materia prima di nuovi processi produttivi. E, in effetti, sia i piatti recuperati dopo l’uso, sia l’acqua del loro ciclo produttivo, sono ancora materia prima “buona” che la stessa azienda Bartoli reimpiega per la produzione di oggetti di uso non alimentare.

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Una foresta Naturanda®

Attraverso il progetto di ripiantumazione sviluppato con Treedom, Naturanda ha piantato trecentocinquanta alberi (Camerun, Colombia, Guatemala, Haiti, Kenya, Madagascar), in grado di assorbire circa 116.000 kg di Co2, equivalenti al volume di circa 605 tir.

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