Il teatro povero di Monticchiello

Da cinquant'anni in Val d'Orcia un intero paese va in scena per raccontare il mondo

Un paese con due ristoranti, dove, in bassa stagione, quando è aperto uno, è chiuso l’altro, per non farsi concorrenza.
Un paese che ruota intorno alle settimane centrali fra luglio e agosto (per il 2019, tutte le sere dal 20 luglio al 14 agosto, esclusi i lunedì, biglietto intero 14 euro, ridotto 8 euro), quando va in scena l’autodramma del teatro povero di Monticchiello, un testo scritto dagli abitanti che riflette, analizza e porta in scena quello che accade nel resto del mondo.

Un paese che si appoggia morbido sulle curve della Val d’Orcia più genuina, un gioiellino fatto di poche, ma significative cose: il Granaio, il museo, il palco d’estate e, appunto, due ristoranti, per un totale di meno di 100 abitanti.

Teatro povero da oltre 50 anni

A Monticchiello il Teatro Povero è un’istituzione culturale e sociale, nata nel 1967, che anno dopo anno ogni estate torna in piazza.

Nel 1980 è diventata cooperativa per dare respiro a un progetto più ampio, quello di ridare futuro e ambizioni a un territorio a forte rischio di spopolamento: «Fu un lungo dibattito interno quello che portò alla scelta di costituire la cooperativa Compagnia Popolare del Teatro Povero di Monticchiello, di cui oggi quasi tutti gli abitanti sono soci. Il fatto è che dietro alla parola “teatro” si trovano a Monticchiello aspettative, progetti e sogni di un’intera comunità: il “teatro” qui non può rimanere semplicemente su un palco, confinato su una scena. Il “teatro” ha vissuto da sempre nelle piazze, nelle strade, nel comune desiderio di fare di più e meglio per le nostre vite e per il nostro territorio» raccontano i soci della cooperativa.

Cooperativa che non si limita a realizzare gli spettacoli, ma si occupa anche di gestire il Granaio con tutti i suoi servizi, come l’Emporio dove si trova davvero di tutto, la segreteria della compagnia, l’edicola, la distribuzione dei farmaci alla cittadinanza, l’accesso a internet.

Ed è sempre la cooperativa a gestire non solo il museo Tepotratos, acronimo di TEatro POpolare TRAdizionale TOScano, che raccoglie la storia degli autodrammi che si sono susseguiti negli anni – non un classico museo fatto di bacheche e oggetti, bensì un ambiente pensato per stimolare emozioni e suggestioni, fatto di luci, suoni e visioni -, ma anche il ristorante, con i pici più buoni e cooperativi della zona (la Taverna di Bronzone), e molto altro.

In quel molto altro ci sta anche la gestione del guardaroba, dove si trovano gli abiti di scena di cinque decenni di spettacoli, abiti creati a Monticchiello ma anche costumi arrivati dalle donazioni di donne e uomini di spettacolo, che possono essere pure prestati a chi li richiede.

Da Monticchiello a Vivo d’Orcia

Dal 2019, dalla costola del Teatro Povero di Monticchiello, è nata un’altra cooperativa di comunità, che ha ricevuto il finanziamento del bando della Regione Toscana e il sostegno di Legacoop Toscana. Si tratta di Parco Vivo, gioco di parole sull’ambizione della nuova cooperativa di comunità e su Vivo d’Orcia, la località che lo ospita.

Siamo ancora in Val d’Orcia, ma ci siamo spostati verso l’Amiata e più precisamente dove nasce il Vivo.

«Siamo nati con grandi speranze – racconta il presidente della cooperativa, Fabio Rossi – ripartendo dalla ricchezza naturale di questi luoghi, quell’acqua che sgorga e si diffonde nei boschi. Qui vogliamo mettere a punto un percorso turistico che segua il viaggio del fiume, che comprenda sentieri per camminate, bici, visite guidate e altre attività di scoperta del territorio. Attraverso la valorizzazione del parco miriamo a fare utili che vorremmo reinvestire per dare un futuro a questi posti, che attualmente, fra invecchiamento della popolazione e scarsità di opportunità per i più giovani, stanno attraversando un periodo di sofferenza».

Parco Vivo è una cooperativa giovanissima: il 20 marzo scorso si è costituita davanti al notaio e in primavera ha iniziato ad “allestire” i boschi per accogliere i suoi ospiti. Tratto distintivo del territorio è la possibilità di visitare la sorgente del Vivo, «dove dalle viscere del vulcano spento sgorga l’acqua che disseta la provincia».

Un bando per rigenerare le comunità

Favorire lo sviluppo e la creazione di cooperative di comunità: questo l’obiettivo di Coopstartup Rigeneriamo Comunità, il bando promosso da Legacoop Nazionale e Coopfond. Consiste in un programma di formazione, tutoraggio e accompagnamento e si rivolge, su tutto il territorio nazionale, a gruppi promotori e a cooperative di comunità, di nuova formazione o costituitesi a partire dal 1 gennaio 2018. Scadenza del bando 31 agosto 2019.

Scopri di più sul bando per le comunità

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