Le macchie sulla pelle dei bambini possono suscitare molta apprensione nei genitori, ma nella stragrande maggioranza dei casi i nei (o, più correttamente, “nevi”) sono del tutto innocui e non richiedono cure particolari. A rassicurarci è Cesare Filippeschi, responsabile della Sosd dermatologia dell’Ospedale Pediatrico Aou-Irccs Meyer di Firenze.
Cosa sono e quando compaiono?
I nevi sono lesioni pigmentate della pelle che possono essere presenti fin dalla nascita (congeniti) o comparire nel corso degli anni (acquisiti). È assolutamente normale e fisiologico che un bambino sviluppi nuovi nevi man mano che cresce: la loro comparsa dipende semplicemente dalla genetica e dal tipo di pelle (fototipo) del bambino.
Esistono dei nevi “sorvegliati speciali”?
Le patologie gravi legate ai nevi in età pediatrica sono un evento molto raro. Il rischio di melanoma, infatti, è bassissimo sotto i 12 anni e registra solo un leggero incremento fra i 12 e i 18 anni. Tuttavia, ci sono due situazioni specifiche da tenere sotto controllo. La prima riguarda i nevi presenti dalla nascita che superano i 20 centimetri di diametro: si tratta di casi molto rari e congeniti che richiedono un monitoraggio accurato. La seconda è la comparsa del cosiddetto “brutto anatroccolo”: un nevo nuovo che cresce molto rapidamente (nel giro di 2 o 3 mesi) e che ha un aspetto completamente diverso dagli altri, presentandosi magari di colore nero molto scuro o, al contrario, rossastro e senza pigmento. In questi casi, è importante rivolgersi allo specialista per valutare i controlli o l’eventuale rimozione preventiva.
Quando fare la prima visita?
Se non si è in presenza di un “brutto anatroccolo” o di un grande nevo congenito, la prima visita di routine può essere programmata in tranquillità intorno ai 10 anni di età. Sfatiamo subito un mito: la famosa “mappa dei nei” non esiste. Il dermatologo utilizza invece strumenti specifici, come il dermatoscopio o il videodermatoscopio (tecnica dell’epiluminescenza), per esaminare in profondità le caratteristiche delle macchie e, se necessario, fotografarle per seguirne l’evoluzione nel tempo.
Sole e graffi: come comportarsi?
I nevi non hanno bisogno di cure esclusive. Spesso si vedono genitori rincorrere i figli in spiaggia per mettere la crema solare solo sopra al nevo, ma è un errore: la protezione solare va applicata abbondantemente su tutto il corpo circa 20 minuti prima di uscire di casa, e va riapplicata ogni due ore anche se il bambino non fa il bagno e resta sotto l’ombrellone. Infine, niente panico in caso di infortuni: se il bambino sbatte o si graffia un nevo, questo non si trasformerà in un tumore. Un nevo è una parte del corpo come le altre e, in caso di escoriazione, basterà medicarlo esattamente come si farebbe con un normale graffio.
Consigli in breve
- Prima visita? Se non ci sono problemi, intorno ai 10 anni.
- La mappa dei nei? Non esiste. Esistono invece strumenti specifici.
- I nei non hanno bisogno di cure speciali: né al sole, né se si escoriano.
