Vero e falso sulla salute dei bambini

Ne abbiamo parlato con Giuseppe Indolfi, epatologo dell’Aou Meyer Irccs, e Jessica Iacopelli e Micol Stivala, dottoresse della Pediatria medica.

Ospedale pediatrico Meyer
Ospedale pediatrico Meyer
Consigli di salute e alimentazione nell'infanzia in collaborazione con i medici del Meyer di Firenze.

Tante credenze sulla salute dei bambini sono molto diffuse, ma non sempre corrette: chiarirle aiuta i genitori a prendersi cura dei più piccoli in modo più consapevole. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Indolfi, epatologo dell’Aou Meyer Irccs, e Jessica Iacopelli e Micol Stivala, dottoresse della Pediatria medica.

È vero che i bambini dopo la febbre crescono di più?

No. La febbre non stimola la crescita, che dipende da fattori genetici, ormonali, nutrizionali e dal sonno. Durante una malattia febbrile, l’organismo consuma energie per combattere l’infezione e, anzi, talvolta la crescita può rallentare temporaneamente. L’idea che “dopo la febbre i bambini siano cresciuti” è solo una coincidenza.

Quando spuntano i denti, viene la febbre?

La dentizione può causare fastidio, irritabilità, scialorrea (accumulo di saliva nel cavo orale, ndr) e talvolta un lieve rialzo della temperatura, ma non vera febbre. Temperature sopra i 38°C indicano quasi sempre un’infezione concomitante e non l’eruzione dei denti.

Se il bambino prende freddo, si ammala?

Il freddo di per sé non provoca malattie che sono causate da virus o batteri. Tuttavia, può favorirne la diffusione perché si trascorre più tempo in ambienti chiusi e le difese delle vie respiratorie possono essere meno efficaci per le basse temperature.

Con la febbre i bambini vanno coperti di più?

No. Coprirli eccessivamente ostacola la dispersione del calore, aumentando ulteriormente la temperatura. È meglio vestirli in modo leggero e mantenere l’ambiente confortevole.

Sudare fa ammalare?

No. Il sudore è un normale meccanismo di regolazione della temperatura. È però opportuno cambiare eventuali indumenti bagnati per evitare disagio e raffreddamento eccessivo. 

Latte e miele funzionano contro la tosse?

Il miele può aiutare a calmare la tosse, soprattutto notturna, grazie al suo effetto lenitivo, ma solo dopo l’anno di età. Il latte non ha un effetto terapeutico specifico.

Perché il miele non può essere somministrato sotto l’anno di vita?

Sì, per il rischio, raro ma serio, di botulismo infantile. Per questo motivo il miele va evitato in qualsiasi forma (anche cotto o diluito) fino ai 12 mesi.

Se un lattante “sbava” sta mettendo i denti?

Non necessariamente. La salivazione abbondante è comune nei primi mesi di vita ed è spesso legata allo sviluppo fisiologico: il bambino inizia a produrre più saliva, ma non ha ancora un controllo completo dei muscoli della bocca e della deglutizione.

Dopo i due anni, il ciuccio è controindicato?

Non è vietato, ma dopo i 2-3 anni un uso prolungato del ciuccio può interferire con linguaggio e dentizione. È consigliabile ridurlo gradualmente e limitarlo a momenti specifici come l’addormentamento.

Camminare scalzi fa ammalare?

No, camminare scalzi non provoca raffreddori o sindromi influenzali. Se fatto in casa o su superfici pulite e sicure, può favorire l’equilibrio e lo sviluppo della muscolatura del piede.

Esistono i dolori di crescita?

Sì. I dolori di crescita sono frequenti nei bambini fra i 3 e i 10 anni. Si manifestano la sera, soprattutto alle gambe, senza bisogno di zoppicare e senza gonfiori o limitazione dei movimenti. Non sono causati dalla crescita in sé, ma dalla fatica muscolare o da una maggiore sensibilità al dolore.

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