Auto elettrica: quando l’avremo tutti?

Nell’ultimo anno il numero di veicoli elettrici venduti in Italia è raddoppiato, e se in termini assoluti siamo ancora a un mercato di nicchia il segnale però è inequivocabile

Nell’ultimo anno il numero di veicoli elettrici venduti in Italia è raddoppiato, e se in termini assoluti siamo ancora a un mercato di nicchia (da 5000 veicoli venduti nel 2017 ai 10.000 del 2018) il segnale però è inequivocabile.

Quando avverrà allora la svolta? Quando avremo un parco auto, privato e pubblico, prevalentemente elettrico o ibrido e comunque non più legato solo ai carburanti fossili?

L’emergenza ambientale e le indagini sullo stato di salute delle nostre città richiederebbero uno sforzo per accelerare il ricambio ma, come hanno confermato gli esperti che da tutta Italia hanno partecipato ad aprile a Firenze a ExpoMove, i tempi non saranno brevissimi.

Come accelerare verso l’elettrico

L’obiettivo realistico per vedere un cambiamento effettivo è il 2030 quando, secondo la Fondazione Symbola, in Italia circoleranno sei milioni di auto elettriche. Cosa può incidere positivamente su questo ricambio, ovvero cosa deve succedere perché il fenomeno subisca un’accelerazione?

Prima di tutto la conversione del sistema di produzione di energia elettrica verso le energie rinnovabili, perché è inutile avere un’auto elettrica se per ricaricarla devo usare energia prodotta da carburanti fossili. In questo momento quella che arriva nelle nostre case è prodotta per il 30% da energie rinnovabili: si può fare di meglio.

Poi un incremento delle centraline di ricarica. Enel X installerà 14.000 infrastrutture pubbliche entro il 2022, per un totale di 28.000 punti di ricarica rispetto agli 8300 presenti complessivamente oggi nella Penisola. A questo sforzo partecipa anche Unicoop Firenze, che entro giugno 2019 completerà nei parcheggi di oltre 40 punti vendita l’installazione di 138 postazioni per la ricarica delle auto, attrezzate anche con colonnine Fast Charge che, con una potenza di 50 kW, consentono una ricarica completa in circa 20 minuti.

Legambiente ha realizzato una mappa dell’offerta dei punti di ricarica da cui emerge che le strutture sono praticamente raddoppiate in un anno (+40% per le bici e +130% per le auto). A livello territoriale, è la Toscana la regione che ospita più colonnine dedicate alle bici e altri mezzi leggeri (699), mentre per le auto siamo al terzo posto con poco più di 300 postazioni.

Il terzo punto fondamentale per un pieno sviluppo della mobilità elettrica è legata all’industria automobilistica e alla possibilità di immettere sul mercato modelli sempre più competitivi ed economici. Da questo punto di vista le novità sono interessanti, visto che le principali case automobilistiche hanno affermato che entro i prossimi tre anni a ogni modello ad alimentazione tradizionale sarà affiancato uno elettrico; complessivamente si calcola che saranno oltre cento i nuovi modelli messi in vendita nel triennio.

Falsi miti

Un’auto elettrica inquina lo stesso perché ha bisogno di energia. Vero, ma già oggi, considerando l’intero ciclo di vita, un modello elettrico, emette il 50% in meno di gas che alterano il clima. Con lo sviluppo di energia prodotta da fonti rinnovabili questa percentuale è destinata ad aumentare.

Le batterie non inquinano, o comunque possono essere riciclate. Sono composte da litio, cobalto e plastica. Tutta materia riciclabile.

L’autonomia è sufficiente? Qui ci vengono in aiuto i dati dell’Aci sui nostri spostamenti, che per oltre il 70% sono inferiori ai 4 chilometri. In media percorriamo 23 chilometri al giorno e usiamo l’auto per un’ora. A queste medie e con la tecnologia oggi disponibile basterà una ricarica alla settimana.

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