Noi e la spesa: i numeri che raccontano la Toscana

Quello che compriamo dice molto di noi: le indagini sui consumi in Toscana

Quello che compriamo dice molto di noi: in base a cosa scegliamo i prodotti che mettiamo in tavola? Quanto sono importanti per noi frutta e verdura? O i prodotti del territorio? Saperlo aiuta le imprese del settore a mettere in vendita i prodotti giusti e noi consumatori a diventare consapevoli e magari a scegliere in futuro comportamenti più virtuosi.

Nel corso del 2025 Unicoop Firenze ha svolto una serie di indagini con la società di ricerca e consulenza Nomisma per conoscere la realtà della regione attraverso i comportamenti e i desideri di chi ci vive. Hanno risposto quasi duemila persone e i risultati sono stati diffusi durante gli incontri intitolati “Dialoghi nei territori”.

Ad esempio – e non era difficile ipotizzarlo, ma adesso i numeri confermano l’atavico campanilismo – un numero maggiore della media nazionale è interessata ai prodotti del territorio, con un 44% che li compra 1-2 volte la settimana e il 36% almeno qualche volta al mese. I motivi? L’alta qualità dei prodotti e la garanzia di un’alimentazione sana, ma ancor più la volontà di sostenere l’economia del territorio. La stessa che anima la proposta commerciale di Unicoop Firenze e che le viene riconosciuta da quasi l’80% degli intervistati.

La filiera corta made in Tuscany è richiesta soprattutto per alcuni prodotti come frutta e verdura fresca, olio extravergine d’oliva e carne fresca: i pilastri della nostra cucina regionale.

Attenti al portafoglio

Le indagini ci dipingono anche come una popolazione attenta a evitare le spese in eccesso e, infatti, è soprattutto il rapporto qualità-prezzo a orientare le scelte alimentari. Al secondo posto la sicurezza del cibo e al terzo un prezzo conveniente. Invece, l’attenzione alla sostenibilità di un prodotto (cioè se ha un basso impatto ambientale), benché considerata importante, per il 45% degli intervistati viene dopo altre motivazioni. D’altro canto, per il campione, nei supermercati l’offerta di prodotti locali, a chilometro zero e biologici dovrebbe aumentare. Vale a dire che se ce ne fossero di più in vendita e costassero un po’ meno, se ne comprerebbero di più.

Scendendo nel dettaglio delle singole province, si scopre che fra i circa duemila consumatori intervistati i pratesi stanno più attenti di altri al rapporto qualità-prezzo (66% rispetto alla media toscana del 61%), mentre a Pisa sono meno interessati a salute e benessere rispetto alla media toscana (47% a fronte del 50%). Il 90% dei pistoiesi apprezza particolarmente l’ampiezza dell’offerta dei prodotti a marchio Coop, mentre il 51% dei lucchesi auspicherebbe un aumento di prodotti a basso impatto ambientale.

Il primato della convenienza

Dalle elaborazioni “NielsenIQ ente terzo e indipendente – emerge che nel 2025 la Toscana ha un indice di prezzo inferiore alla media italiana e risulta la regione con l’indice più basso: fatto 100 la media dei prezzi praticati dagli ipermercati e supermercati nazionali, la Toscana si posiziona al primo posto con un indice di 96,7. Le prime cinque province più convenienti d’Italia, infatti, sono Pistoia, Firenze, Prato, Arezzo e Lucca, territori in cui opera Unicoop Firenze che, sulla base dei dati elaborati da Circana, altra azienda di ricerca e analisi, risulta la più conveniente fra le insegne (con un indice 97,9) rispetto alla media (100) dei prezzi dei supermercati e degli ipermercati della regione.

Purtroppo, però, si calcolano già le conseguenze della guerra in Medio Oriente: se prolungata, avrà ripercussioni su tutta la filiera dei prezzi (secondo Irpet +1% di inflazione e -0,3% del Pil).

Iscriviti alla Newsletter

Le notizie della tua Cooperativa, una volta alla settimana. Guarda un esempio

Errore: Modulo di contatto non trovato.

Potrebbe interessarti