Dall’Arcipelago toscano al supermercato

Gusto, qualità e rispetto per l’ambiente. Dal 16 al 25 luglio in sei centri commerciali degustazione di pesce dell’Arcipelago toscano

Le stagioni del mare

Sapete che anche il mare, come la terra, ha le sue stagioni ed un ciclo vitale da rispettare? La Regione Toscana ha stilato un calendario sulla “Stagionalità del pescato in Toscana”, che prende in considerazione 32 specie di pesce presenti nel nostro mare e la suddivide per stagione.

Le specie che possiamo trovare in estate nel mar Tirreno sono: razza, gambero rosa, triglia bianca, spigole, nasello, triglia rossa, sarago, pagello, telline, scampo, aragosta, mazzancolla, sogliola, sgombro, acciuga, pesce sciabola, moscardino, sardina, palamita, sugarello, pesce spada, gambero rosso.

“Sono pesci di stagione, non in fase riproduttiva, e consumarli consente ad altre specie di riprodursi nei propri tempi – spiega Silvio Greco, microbiologo marino, esperto di agroalimentare e presidente del Comitato scientifico di Slow Fish – Inoltre sono pesci di passaggio nei nostri mari, il che evita il danno ambientale di migliaia di chilometri di trasporto”.

Leggi l’intervista a Silvio Greco

Dal mare alla tavola

Pat, questo il marchio che identifica il pescato dell’Arcipelago Toscano con l’obiettivo di valorizzare la qualità del pesce locale, una filiera controllata, corta e a massima efficienza. L’idea è nata nel 2006, con una cooperativa livornese di pescatori, per poi arrivare a pieno ritmo inserendo, nel 2008, un fornitore di Follonica e, nel 2017, altre barche a Viareggio.
Il marchio Pat è certificato dal Csqa di Padova, un ente esterno che garantisce il progetto in tutta la filiera: zona di pesca, barche utilizzate, trasporto, catena del freddo, vendita entro il giorno successivo.

Per fare conoscere meglio le qualità del pesce del nostro Arcipelago, dal 16 al 25 luglio all’esterno delle gallerie di alcuni centri commerciali Unicoop Firenze sono previste degustazioni gratuite, dalle ore 11.

In particolare:

Il nostro impegno per l’ambiente: Arcipelago Pulito

Partita come sperimentazione, grazie ad un progetto di Regione Toscana, Legambiente e Unicoop Firenze, la buona pratica di riportare a terra e smaltire correttamente i rifiuti recuperati dai pescatori durante la quotidiana attività di pesca è in procinto di diventare legge.

Ad aprile 2019, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge cosiddetto Salvamare. Alcuni mesi fa già l’Europa aveva recepito la sperimentazione toscana nella direttiva europea sul Port reception facility (direttiva europea sugli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi) in difesa dei pescatori e dell’ambiente.

In sei mesi la sperimentazione, esempio di economia collaborativa e circolare ma anche molto senso pratico e buon senso, aveva permesso di recuperare dal mare dell’Arcipelago Toscano oltre 18 quintali di rifiuti, di cui il 20 per cento circa composto da plastiche riciclabili.

Il valore aggiunto, rispetto ad esperienze simili portate avanti in altri mari e in altre parti del mondo, stava proprio nell’aver saputo creare una filiera completa, dalla raccolta del rifiuto alla sua analisi e trattamento e, quando possibile, recupero in un impianto idoneo.

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