Cosa sono?
I friarielli sono le infiorescenze appena sviluppate della pianta di rapa (Brassica rapa), appartenente alla famiglia delle crucifere. Sono un ortaggio tipico del Centro-Sud Italia, particolarmente associati alla cucina napoletana e campana, dove vengono consumati cotti, spesso saltati in padella. Hanno un sapore deciso e leggermente amarognolo. A volte il termine viene usato in modo intercambiabile con cime di rapa, più diffuse in Puglia e più amare, costituite dalla parte verde ancora non fiorita della rapa, mentre i friarielli rappresentano le cime più tenere della pianta.
Perché si chiamano così?
Dal punto di vista etimologico non è ancora chiara l’origine del termine “friarielli”. Per alcuni deriva dal dialetto napoletano di frijere (friggere) perché il metodo di cottura tradizionale per questo alimento, soprattutto in Campania, è la frittura. Altri, invece, ritengono che derivi dallo spagnolo (retaggio delle dominazioni borboniche) frio–grelos ossia broccoletti invernali. Storicamente, nel capoluogo campano venivano coltivati nel quartiere collinare del Vomero, tanto che capita ancora che venga appellato come o colle d’ ‘e friarielle.
Dove vengono coltivati?
Sono coltivati prevalentemente nelle aree interne della Campania, soprattutto nella zona a nord-est di Napoli, nella fascia appenninica (Avellino, Benevento), nell’agro nocerino-sarnese, nella provincia di Caserta e nella piana del Sele (Salerno). La coltivazione è presente anche in altre regioni del Sud Italia, come la Puglia e il Lazio, e in altri Paesi, come gli Stati Uniti, proprio a causa della migrazione italiana. Riconosciuti come uno dei prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) della Campania, a Napoli rappresentano un vero e proprio culto, legato alla storia della cucina tradizionale.
Come mangiarli?
Nella preparazione classica alla napoletana vengono saltati in padella con olio di oliva, aglio e peperoncino e, una volta appassiti, diventano un contorno o la base perfetta per tanti piatti: in un binomio indissolubile con la salsiccia, stanno bene nel panino o nel panuozzo, nella piadina, nel calzone fritto, sulla pizza o nei crocchè di patate, insieme alla provola. Sono perfetti per condire una pasta corta e accompagnare piatti con carne di maiale o pesce. Potete consumarli anche in versione leggera, cotti a vapore o appena scottati e conditi a piacere: ma si sa, a sasicc’‘ è ‘‘a mort d’o friariell!
Perché fanno bene?
Sono ricchi di vitamina A, C e K, e contengono antiossidanti e sostanze con proprietà antinfiammatorie. Garantiscono un apporto molto alto di fibre, che favoriscono la regolarità intestinale e il senso di sazietà. Sono ricchi di ferro, potassio, magnesio, fosforo, zinco e calcio; – quest’ultimo è presente in notevoli quantità, più che in formaggi e latticini (100 grammi ne contengono circa 260 mg). Circa 100 grammi di friarielli crudi contengono 21 kcal, 3,2 g di carboidrati, 2,4 g di proteine e 0,5 g di grassi: si possono consumare in quantità, naturalmente nella versione salutistica senza troppi grassi.
