La britannica Helen Chadwick e gli italiani Edoardo Delille e Giulia Piermartiri sono i protagonisti di due delle mostre che è possibile visitare a Firenze in questi mesi. Artista sperimentale e anticonvenzionale la prima, fotografi e documentaristi i secondi, sono per i visitatori occasione per gettare uno sguardo sulla contemporaneità.
“Atlas of the new world”, al Mad Murate Art District fino all’8 febbraio, è, come spiegano Delille e Piermartiri, «un progetto fotografico che pone u
na domanda fondamentale: come sarà l’atlante che le future generazioni consulteranno?». I due autori – fra le voci più originali della fotografia contemporanea italiana, e che si distinguono per una ricerca che unisce reportage e sperimentazione visiva, intrecciando l’indagine sociale con il linguaggio artistico – rispondono con un lavoro che mette in scena il mondo che potremmo abitare e quello che potremmo ancora salvare. E lo fanno mettendo in dialogo immagini di territori segnati dal cambiamento climatico – dall’innalzamento dei mari alle Maldive agli incendi in California, dal ritiro dei ghiacciai del Monte Bianco alle siccità estreme in Mozambico, dalle alluvioni che colpiscono la Cina allo scioglimento del permafrost e agli incendi sempre più frequenti in Siberia e nella Russia artica – con proiezioni che evocano scenari drammatici.
Usando i dati climatici delle Nazioni Unite, i due artisti hanno viaggiato nei Paesi del mondo destinati a subire significative trasformazioni entro la fine del secolo, con l’obiettivo di rendere visibili oggi questi imminenti cambiamenti. E, con una procedura che sovrappone la realtà presente a quella futura, hanno ricostruito «immagini complesse, quasi oniriche, in cui presente e futuro si sovrappongono». Un progetto, dice Valentina Gensini, direttrice artistica di Mad e curatrice della mostra, che è «una delle indagini più originali e forti sul cambiamento climatico, trattato in modo non retorico, non semplicemente documentario, ma visionario e coinvolgente».
A cura di Sergio Risaliti, Stefania Rispoli e Laura Smith, “Helen Chadwick. Life pleasures”, al Museo Novecento fino al 1° marzo, è la prima grande retrospettiva italiana dedicata a una delle artiste britanniche più radicali e influenti della seconda metà del ‘900. La mostra ripercorre l’intera carriera di Helen Chadwick (1953-1996), mettendo in luce la natura sperimentale e anticonvenzionale della sua ricerca. Un’artista capace «di superare barriere culturali e limiti morali, di sperimentare materiali e tecniche, di rielaborare iconografie antiche e tradizioni letterarie, simbologie e codici figurativi, che ha aperto la strada a una nuova considerazione del rapporto fra arte e femminismo, fra creatività e sessualità, fra libertà espressiva e politica», dice il direttore del Museo Novecento, Sergio Risaliti.
Il percorso espositivo si apre con il ciclo Lofos Nymfon, in cui l’artista intreccia memoria personale, mito e simbolismo materno. Fra le altre opere in mostra, In the kitchen, uno dei suoi primi lavori, concepito inizialmente come performance e che prevedeva una serie di sculture indossabili che ricordavano i principali elettrodomestici da cucina; e la serie Wreaths to pleasure, fotografie circolari che raffigurano composizioni di fiori, petali e boccioli sospesi in vari liquidi. E poi Piss flowers, tra le sue opere più emblematiche, in cui l’artista sperimenta con l’urina propria e quella del compagno David Notarius, utilizzandole per modellare sculture di gesso poi fuse in bronzo: attraverso una inversione giocosa dei ruoli sessuali, l’opera riflette sull’ambiguità dei generi e sull’impossibilità di ridurli a una singola identità.
Promozioni per i soci Unicoop Firenze e speciale Under 30
Al Museo Novecento per i soci ingresso 2×1, così come per gli altri Musei Civici Fiorentini. Al Mad l’ingresso è libero, per gli under 30 il Mad un’iniziativa speciale il 16 gennaio, all’interno della mostra “Cultura (im)materiale” dedicata all’artista thailandese Jakkai Siributr, con visita guidata, laboratorio creativo tessile e aperitivo; durante l’evento sarà possibile visitare anche “Atlas of the new world”, in un percorso parallelo che amplia lo sguardo sulle pratiche artistiche contemporanee. Partecipazione gratuita, con prenotazione sul portale dedicato della cooperativa.
Per informazioni:
murateartdistrict.it,
museonovecento.it,
coopfi.info/under30
