Fare insieme, con la natura

Dal bosco di Montopoli, realizzato da Unicoop Firenze nel 2022, nasce un libro intervista a Stefano Mancuso e Daniela Mori. Il libro è stato presentato martedì 19 maggio nell’aula didattica del Bosco di Montopoli in Vald'Arno, alla presenza di Daniela Mori e Stefano Mancuso intervistati dalla giornalista Cristina Nadotti, curatrice del volume

Un progetto che sembrava quasi impossibile, un bosco che prende forma, una storia di persone che fanno cose insieme: il Bosco di Montopoli in Val d’Arno, realizzato da Unicoop Firenze nel 2022 su un’area precedentemente occupata da un allevamento intensivo, è questo e molto di più.

Oltre all’importanza ambientale, il progetto è il punto di incontro fra mondo scientifico, impresa e comunità. Da questo dialogo è nato il libro Fare insieme, con la natura, a cura della giornalista Cristina Nadotti edito da Laterza e da maggio in vendita nelle librerie e nei punti vendita Unicoop Firenze: un faccia a faccia fra lo scienziato Stefano Mancuso – che ha progettato il bosco – e Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, che ha dato gambe a un’idea, con un investimento di 2,2 milioni di euro e una raccolta fondi popolare.

Bosco di Montopoli in Val d'Arno, maggio 2026
Bosco di Montopoli in Val d’Arno, maggio 2026

Fare insieme

Gli alberi, come gli uomini, hanno bisogno di cooperare per sopravvivere e, oggi più che mai, sembra importante ribadirlo, come spiega Daniela Mori in apertura del libro: “Le cooperative nascono da una spinta popolare: il fine implicito consisteva nel collaborare: fare insieme perché così si è più capaci di rispondere ai bisogni. In questa visione il primato non è dell’individuo, ma delle persone che agiscono insieme”.

Un principio che la natura applica meglio degli uomini, sempre più spinti verso un individualismo egoistico, spiega Stefano Mancuso in diversi passaggi del libro: “La cooperazione è essenziale per la vita in generale e questo lo dimostrano le mie amate piante: le organizzazioni vegetali sono sistemi cooperativi, poiché sono distribuite, orizzontali, senza una gerarchia”. Infatti, come aggiunge Mancuso, «se si taglia un albero e si lascia un ceppo in un bosco, quel ceppo non muore e gli alberi vicino gli forniscono tutto quello di cui ha necessità per sopravvivere». Per sempre.

Fiducia e responsabilità

Di capitolo in capitolo, in un parallelismo continuo fra natura e società,Mancuso e Mori dialogano di fiducia – una medaglia a due facce che porta vantaggio e impegno -, di comunità come motore di sopravvivenza della specie, di responsabilità sociale che per una cooperativa, sotto gli occhi dei soci che vigilano, “consiste in un impegno attivo a creare valore, sia per l’impresa che per la società e l’ambiente”, come spiega Daniela Mori. 

Responsabilità è un impegno che rimanda al concetto di comunità: “Non si può avere responsabilità sociale e lavorare per i beni comuni se non si agisce per stimolare la partecipazione dal basso e per questo – dichiara Mori – abbiamo attivato anche un crowdfunding, perché ognuno sentisse questo bosco un po’ come suo”.

E poi ancora, il dialogo tra i due intervistati continua sfiorando temi come impresa e profitto, scienza e ricerca: mondi che devono dialogare perché secondo Mancuso, investire in ricerca “è il motore del progresso in qualunque società, con ricadute economiche, sociali, etiche e morali”.

Cura dei beni comuni

Oggi Montopoli è un bosco di tutti e per tutti: dal 2022, ogni primavera accoglie la visita di cinquanta classi delle scuole toscane coinvolte nei percorsi educativi di Unicoop Firenze. Dal 2024 ospita un’aula didattica gestita dalla Pubblica Assistenza di Montopoli in Val d’Arno.

La manutenzione del verde è a cura di Agriambiente Mugello, con la supervisione di Pnat, società spin-off dell’Università di Firenze che si occupa anche della misurazione dei benefici del bosco.

Pagina dopo pagina, il libro riavvolge la storia all’indietro, fino al punto di partenza, quando al posto delle piante c’era solo un cumulo di macerie, rovi, detriti e cemento. Riparare i danni fatti al Pianeta è una questione complessa che richiede tempo e pazienza ma, come conclude Daniela Mori, “le amate piante sono l’esempio perfetto del senso di comunità che porta a innalzare boschi che paiono cattedrali”.

Bosco di Montopoli in Val d'Arno, maggio 2026
Bosco di Montopoli in Val d’Arno, maggio 2026

Il bosco

Dal cemento a un’oasi verde: su 6 ettari di terreno, a Montopoli sono stati piantati 3000 nuovi alberi che, secondo le stime, in 10 anni potranno assorbire 170 tonnellate di CO2 e una mole consistente di altri inquinanti (polveri fini, ossido di azoto, ecc), mentre, a 20 anni, il “risparmio” di CO2 sarà di 600 tonnellate e a 30 anni di 1400 tonnellate. 

Nell’esperienza dei visitatori, il bosco è un esperimento in campo aperto dove riflettere sulle azioni positive che l’uomo può attuare rispetto alla crisi climatica.

Piantare alberi è un’azione semplice ed efficace e il bosco di Montopoli ne dà prova: il sistema di monitoraggio e mappatura installato nel bosco permette di valutare l’evoluzione del verde e quantificare i benefici che questo apporta all’ambiente circostante.

La crescita e i numeri del bosco: il monitoraggio di Pnat

Dall’avvio del progetto, nell’aprile 2022, le piante del bosco sono cresciute iniziando a creare un ecosistema sempre più stabile. Le specie, inizialmente selezionate per la loro capacità di adattarsi alle condizioni climatiche della zona, hanno richiesto, nel tempo, alcuni adattamenti. Alcune, infatti, non sono riuscite ad adattarsi alle particolari condizioni pedoclimatiche e alle modifiche stagionali conseguenti al riscaldamento globale.

Alcune specie, meno adatte, sono state, quindi, sostituite con piante più resistenti alle esigenze del terreno e alle nuove condizioni climatiche, senza compromettere l’equilibrio naturale e la biodiversità del bosco. È stato inoltre integrato un sistema di monitoraggio che, tramite metodologie validate dalla letteratura scientifica, permette la quantificazione della CO2 fissata e dei principali inquinanti atmosferici rimossi dalle piante.

I dati raccolti dalle alberature a pronto effetto sono integrati nella piattaforma Communitree®, uno strumento digitale in grado di restituire in tempo reale una visualizzazione dettagliata del patrimonio arboreo, nonché di calcolare i benefici ambientali generati da ciascun albero. Il monitoraggio in continuo ci restituisce un dato di accumulo della CO2 che dall’impianto nel 2022 ad oggi ammonta a 12 tonnellate.

Aula didattica Bosco di Montopoli in Val d'Arno, maggio 2026
Aula didattica Bosco di Montopoli in Val d’Arno, maggio 2026

L’aula didattica

A tre anni e mezzo dall’inaugurazione, il bosco ospita da novembre 2024 anche la nuova aula didattica, uno spazio polifunzionale pensato per workshop (laboratori), seminari e conferenze collegate al tema del rapporto uomo – natura, oltre che come aula per le scuole in visita nell’ambito dei percorsi educativi di Unicoop Firenze nelle scuole toscane. L’aula didattica è un edificio realizzato in legno e vetro, di circa 100 metri quadri, composto da una struttura a campate e energicamente indipendente attraverso energie rinnovabili: nel parcheggio, in prossimità dell’accesso al bosco, sono state realizzate due pensiline fotovoltaiche che contribuiscono a soddisfare le necessità energetiche dell’aula.

Un luogo aperto alle scuole, alla cittadinanza e al territorio

Dal 2022 ad oggi, il bosco ha accolto la visita di 150 classi (50 classi ogni anno) delle scuole secondarie di primo grado delle sette province toscane. Il percorso educativo che ha coinvolto le classi è intitolato “Un bosco per tutti” e si traduce in un 500 ore complessive annuali dedicate al tema della sostenibilità nel totale delle classi.

Inoltre, nel 2025 il bosco ha aperto le porte alle visite di soci, cittadini, amministrazioni e associazioni del territorio, con lo scopo di far conoscere il progetto e divulgare l’iniziativa perché possa essere di ispirazione per altri progetti sul territorio.

Tra maggio e giugno 2025 il bosco ha accolto oltre 1.200 visitatori, fra i quali anche i rappresentanti delle sezioni soci di Unicoop Firenze. Inoltre nel 2025 il bosco ha ospitato oltre 30 eventi fra festival, corsi, congressi e convegni svolti nell’aula didattica, vero e proprio luogo di incontro, formazione e sviluppo di progettualità sul territorio.

Il libro "Fare insieme, con la natura"
Il libro “Fare insieme, con la natura”

Dove acquistare il libro

Fare insieme, con la natura – Storia di un bosco che diventa comunità”, a cura di Cristina Nadotti, Editori Laterza.

Da maggio in vendita nelle librerie e nei punti vendita Unicoop Firenze.

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