Pesche nettarine

Continua la collaborazione tra Unicoop Firenze e Accademia dei Georgofili per valorizzare i prodotti di stagione, approfondendone qualità nutrizionali, origine e valore culturale. Questo appuntamento è dedicato alle pesche nettarine, dette anche "pesche noci"

Pesca, frutto degli dèi

La pesca, coltivata in Cina quattromila anni fa, arriva in Persia, da qui il nome “persica” o “pesca”, duemila anni fa giungendo poi a Roma dove la si trova nelle ville patrizie come simbolo di lusso e immortalità. In Italia continua ad essere coltivata nei monasteri medievali, diviene di moda nelle corti rinascimentali quando Caterina de’ Medici la porta in Francia e arrivando fino ai nostri tempi.

Molte sono varietà delle pesche (Prunus persica) e tra queste la pregiata pesca nettarina, una denominazione che deriva dalla sua dolcezza che richiama il nettare, cibo degli dei, come si ritiene a loro gradita la sua buccia liscia, lucida e senza peli, come è invece quella delle altre pesche. In Italia la produzione di pesca nettarina è soprattutto nel Nord Italia con i pescheti romagnoli IGP che ne producono oltre centoventimila tonnellate.

La Pesca nettarina

Le pesche nettarine, dette anche “pesche noci”, si distinguono per la buccia priva di peluria e si presentano in due varianti per la polpa che può essere gialla o bianca, ma sempre soda, dolce, croccante, di gusto intenso e zuccherino. Per l’acquisto preferire le pesche nettarine profumate e sode che cedono un poco alla pressione e conservarle fuori dal frigorifero per due, tre giorni, facendole poi maturare in frigorifero per non più di una settimana. Se sono acerbe, si possono mettere in un sacchetto di carta con una banana per due giorni.

Composizione

Valori nutrizionali per 100 grammi

  • Proteine – 1.1 grammi
  • Grassi – 0.3 grammi
  • Carboidrati – 10.6 grammi
  • Zuccheri – 7.9 grammi
  • Fibre -1.7 grammi
  • Acqua – 87%
  • Calorie – 44 kcal

Vitamine e minerali per 100 grammi

  • Vitamina B 1 – 0,034 milligrammi
  • Vitamina C – 6-7 milligrammi
  • Vitamina E – Antiossidante soprattutto nella buccia
  • Luteina e zeaxantina – 130 microgrammi
  • Beta-carotene – 150 microgrammi
  • Polifenoli e flavonoidi nella buccia.
  • Potassio – 190 milligrammi per 100 grammi
  • Fosforo – 26 milligrammi

Pesca nettarina e Scienza

La scienza ci dice che la nettarina è un alimento a basso contenuto calorico, ricco di antiossidanti, minerali e vitamine Diverse ricerche scientifiche testimoniamo che le pesche hanno effetti antinfiammatori, antiobesità e sul microbiota intestinale. Non risultano interazioni della nettarina con farmaci o altre sostanze.

Usi in cucina

Le pesche nettarine è frutta buona a fine pasto o come intermezzo a metà mattino o pomeriggio e si mangiano in più modi: crude come spuntino o in macedonia, cotte alla griglia o in torta diventano dolcissime e perfette per dolci e confetture, salate con prosciutto, formaggi, insalate e da confettura (conserva) come marmellata. Ricetta tradizionale è quella delle pesche al forno ripiene con amaretti, burro e zucchero e più recenti sono le ricette di torta di pesche e yogurt e la grigliata di pesche con gelato. La marmellata (confettura) di pesche nettarine può essere anche senapata e usata sulle carni.

(Articolo a cura di Giovanni Ballarini, professore emerito dell’Università di Parma e Accademico dei Georgofili)

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